Il Signore ha saggiato gli eletti come oro nel crogiuolo e li ha graditi come offerta di olocausto; risplenderanno per sempre perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti. (Cf. Sap 3,6-7.9)
Colletta
O Dio, che nel sangue dei martiri hai posto il seme di nuovi cristiani, concedi che il campo della tua Chiesa, irrigato dal sangue di san Carlo [Lwanga] e dei suoi compagni, produca una messe sempre più abbondante a gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Dio ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo 2Pt 1,2-7
Carissimi, grazia e pace siano concesse a voi in abbondanza mediante la conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro. La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria. Con questo egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina, sfuggendo alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza. Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 90 (91)
R. Mio Dio, in te confido.
Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido». R.
«Lo libererò, perché a me si è legato, lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome. Mi invocherà e io gli darò risposta; nell’angoscia io sarò con lui. R.
Lo libererò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli farò vedere la mia salvezza». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, testimone fedele, primogenito dei morti, tu ci hai amati e hai lavato i nostri peccati nel tuo sangue. (Cf. Ap 1,5)
Alleluia.
Vangelo Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 12,1-12
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?». E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
L’Eucaristia guarisce perché unisce a Gesù: ci fa assimilare il suo modo di vivere, la sua capacità di spezzarsi e donarsi ai fratelli, di rispondere al male con il bene. Ci dona il coraggio di uscire da noi stessi e di chinarci con amore verso le fragilità altrui. Come fa Dio con noi. Questa è la logica dell’Eucaristia: riceviamo Gesù che ci ama e sana le nostre fragilità per amare gli altri e aiutarli nelle loro fragilità. E questo, durante tutta la vita. (…) Gesù, nascendo, si è fatto compagno di viaggio nella vita; poi, nella cena, si è dato come cibo; poi, nella croce, nella sua morte, si è fatto “prezzo”, ha pagato per noi; e adesso, regnando nei Cieli, è il nostro premio, che noi andiamo a cercare, quello che ci aspetta. La Vergine Santa, in cui Dio si è fatto carne, ci aiuti ad accogliere con cuore grato il dono dell’Eucaristia e a fare anche della nostra vita un dono. Che l’Eucaristia ci faccia un dono per tutti gli altri. (Angelus, 6 giugno 2021)
Da comm dei GESUITI - Questa parabola parla della fedeltà di Dio che fa tante cose per il suo popolo. E la fedeltà di Dio si scontra con l’infedeltà dell’uomo. Più cose Dio fa, più l’uomo risponde con cattiveria. Allora sembra che la storia sia destinata a fallire, perché se alla sua fedeltà noi rispondiamo con la cattiveria, che cosa capita? Che tutto è finito? Capita la nostra salvezza. Buttando via Dio che è il massimo male che si possa fare, Dio ci dà il più grande bene: dona la vita per noi e si rivela come Dio. Quindi questa è la cosa meravigliosa agli occhi nostri: la pietra scartata diventa testata d’angolo. Ciò che noi abbiamo buttato via, è la rivelazione stessa di Dio nel mondo ed è la realizzazione del potere di Dio che è una fedeltà, un amore più grande di ogni nostra infedeltà, di ogni nostro peccato. Uccidendo Dio, mettendo in Croce il Signore, abbiamo fatto il più grande male che possa esistere – più grande di così non si può fare! – e Lui ne ha fatto il più grande bene, ha dato la vita per noi. Questo è il suo potere, il potere di dare la vita. Tutto il resto del Vangelo parlerà di questo potere. Questo non è qualcosa successo solo in quella famosa Pasqua, non è il mettere a morte il Signore da parte di quelle persone o di quel popolo, ma è ciò che succede nell’esperienza di ognuno di noi che tendenzialmente ripetiamo questo Il rifiuto di Dio fa parte del nostro comportamento. Sostanzialmente tutti ripetiamo questo stesso atteggiamento. E i nostri rifiuti sono tanti quanti siamo noi, il nostro modo di difenderci. Però l’esito per tutti è questo: dal rifiuto la costituzione del fondamento di questo nuovo tempio, di una vita nuova. E cominciò a parlar loro in parabole: Un uomo piantò una vigna, e pose attorno una siepe, e scavò un torchio, e costruì una torre, e l’affittò ad agricoltori, e s’allontanò dal paese. La vigna è il simbolo di Israele: Isaia 5, parla della vigna, della terra fertile dove uno vive. La prima cosa che Dio ha dato all’uomo è la terra. Ogni dono è per vivere. È l’opera della creazione. Il secondo dono è che ci mette una siepe attorno alla vigna. La siepe serve perché non entrino le bestie e non distruggano la vita, la terra, i suoi frutti. La siepe è il simbolo della Parola di Dio che è la legge, che custodisce la vita. Perché ci è data la Parola di Dio? Per non fare il male, perché il male ci uccide. Quindi la Parola di Dio è custode della terra, della vite, della vita, ci dice cosa fare per vivere. Quindi Dio non solo ci dà da vivere, ma ci dà la Parola che è la comunione con Lui che dà il senso al vivere e alla vita e diventa vita. Poi scavò un torchio: il torchio è dove si pigia l’uva, dove si custodiscono i frutti. Questa terra dà un frutto. Qual è il frutto che Gesù non ha trovato sulla pianta di fico? Il frutto di cui Lui ha fame? È il frutto che deve dare l’uomo: è l’amore. La vita è l’amore tra fratelli, in cui si vive l’amore del Padre. E il torchio allora è il simbolo del comandamento, della legge dell’amore.
->Poi costruì una torre: la torre è la torre di guardia, dove si controlla che non vengano i nemici, dove è significata la presenza, la custodia. La torre è il simbolo del tempio, la presenza di Dio. Dio che custodisce il suo popolo. Quindi Dio ci dà la terra, ci dà la Parola, ci dà il frutto della Parola che è il suo Spirito, il Suo Amore; ci dà la Sua Presenza che è il Suo Spirito. Poi l’affittò ad agricoltori: sono i capi del popolo che devono farla fruttare. Dio ha affidato tutto all’uomo. E Lui cosa fa? Se ne andò. Ci dà anche la libertà. Ci dà tutto e in più ci dà la libertà.... E inviò agli agricoltori, a suo tempo, un servo, per prendere dagli agricoltori dei frutti della vigna. Il frutto della vigna è l’amore di Dio e del prossimo. I servi di quest’uomo che è il Signore, sono i profeti. Ricordare che Dio è Padre e noi siamo fratelli. È questo frutto di cui il Signore aveva fame sul fico e di cui trovò niente. È questo il frutto che sperava di trovare nel tempio e invece trova solo mercato. Ed è interessante. Perché ci manda i servi? Non perché Lui abbia bisogno del frutto, perché Dio vuole essere amato, perché è amore. È perché fare quel frutto fa vivere noi. Quindi ci richiama, il Signore, quali sono le condizioni per poter vivere. E lo presero e picchiarono, e rimandarono via.. Il primo risultato che Dio ha col suo popolo, con l’uomo è che quel servo: lo prendono, lo picchiano e lo rimandano a mani vuote. Sarà stato un incidente, Dio dice: speriamo che la seconda volta mi vada meglio. Cioè Dio mette sempre in conto di fallire. Noi vogliamo riuscire subito nelle nostre cose. Lui vede che non è andata bene la prima volta, ripete. E di nuovo inviò loro un altro servo; colpirono in testa anche lui e lo schernirono. La seconda volta è un po’ peggio. Lo colpirono alla testa, se non lo decapitarono... Ma tagliare la testa al profeta in modo che non ti richiami più la verità, vuol dire uccidere la verità. Quindi è il massimo peccato. Quindi la seconda volta gli va peggio. E per di più lo scherniscono. E Dio che è paziente tenta la terza volta. E inviò un altro, e uccisero anche lui; e molti altri dei quali alcuni picchiarono e altri li uccisero. È interessante allora: tutta la storia è la storia della fedeltà di Dio che ci richiama all’Amore e la nostra infedeltà che è sempre più dura. Più Lui è fedele, più Lui insiste, più noi ci induriamo. Cosa che capita! Quindi è una storia infelice quella del rapporto uomo-Dio: Dio ci ama e più Lui si presenta e insiste, più noi lo rifiutiamo. Lui sempre fedele, noi sempre infedeli. Ma dov’è che ci si incrocia? Ci si incrocerà sulla Croce. Il Figlio è Gesù, chiaramente! Dopo tutti i profeti, dopo il dono della creazione, il dono della legge, il dono dei profeti , alla fine manda il Figlio. È tutta la storia della Bibbia. Ma quegli agricoltori dissero tra sé: Costui è l’erede! Venite, uccidiamolo; e l’eredità sarà nostra! Vogliono l’eredità del Figlio. E come Adamo, creato a immagine di Dio, volle rapire il dono fatto del Figlio! E Dio è così buono che ci viene incontro, perché noi, uccidendo il Figlio, avremo l’eredità del Figlio. Noi gli rubiamo la vita e Lui ci dà la vita. È veramente grande Dio nella sua inventiva! Gli togliamo la vita e Lui ci dà la vita! Noi non lo vogliamo, lo rubiamo e Lui si dona! E lo presero, l’uccisero, e lo gettarono fuori dalla vigna. Questa è la storia di Gesù ormai chiara. Capiterà tra tre giorni, siamo al terzo giorno, a Gerusalemme, al sesto giorno lo prenderanno – “prenderlo” è la parola fondamentale della Passione – lo uccideranno, lo getteranno fuori da Gerusalemme, sarà ucciso fuori le mura. Qui è prefigurata già la Croce.
Ecco l'ostinato, invincibile Amore del Padre che dona il Figlio per tutti noi!
RispondiEliminaMa come posso accogliere un Dono così grande ?
Come posso ringraziare?
RispondiEliminaAntifona
Il Signore ha saggiato gli eletti come oro nel crogiuolo
e li ha graditi come offerta di olocausto;
risplenderanno per sempre
perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti. (Cf. Sap 3,6-7.9)
Colletta
O Dio,
che nel sangue dei martiri hai posto il seme di nuovi cristiani,
concedi che il campo della tua Chiesa,
irrigato dal sangue di san Carlo [Lwanga]
e dei suoi compagni,
produca una messe sempre più abbondante
a gloria del tuo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Dio ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo
2Pt 1,2-7
Carissimi, grazia e pace siano concesse a voi in abbondanza mediante la conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro.
La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria. Con questo egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina, sfuggendo alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza.
Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 90 (91)
R. Mio Dio, in te confido.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui. R.
Lo libererò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli farò vedere la mia salvezza». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo,
testimone fedele, primogenito dei morti,
tu ci hai amati
e hai lavato i nostri peccati nel tuo sangue. (Cf. Ap 1,5)
Alleluia.
Vangelo
Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,1-12
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Parola del Signore.
Parole del Santo Padre
EliminaL’Eucaristia guarisce perché unisce a Gesù: ci fa assimilare il suo modo di vivere, la sua capacità di spezzarsi e donarsi ai fratelli, di rispondere al male con il bene. Ci dona il coraggio di uscire da noi stessi e di chinarci con amore verso le fragilità altrui. Come fa Dio con noi. Questa è la logica dell’Eucaristia: riceviamo Gesù che ci ama e sana le nostre fragilità per amare gli altri e aiutarli nelle loro fragilità. E questo, durante tutta la vita. (…) Gesù, nascendo, si è fatto compagno di viaggio nella vita; poi, nella cena, si è dato come cibo; poi, nella croce, nella sua morte, si è fatto “prezzo”, ha pagato per noi; e adesso, regnando nei Cieli, è il nostro premio, che noi andiamo a cercare, quello che ci aspetta. La Vergine Santa, in cui Dio si è fatto carne, ci aiuti ad accogliere con cuore grato il dono dell’Eucaristia e a fare anche della nostra vita un dono. Che l’Eucaristia ci faccia un dono per tutti gli altri. (Angelus, 6 giugno 2021)
Da comm dei GESUITI - Questa parabola parla della fedeltà di Dio che fa tante cose per il suo popolo. E la fedeltà di Dio si scontra con l’infedeltà dell’uomo. Più cose Dio fa, più l’uomo risponde con cattiveria. Allora sembra che la storia sia destinata a fallire, perché se alla sua fedeltà noi rispondiamo con la cattiveria, che cosa capita?
RispondiEliminaChe tutto è finito? Capita la nostra salvezza. Buttando via Dio che è il massimo male che si possa fare, Dio ci dà il più grande bene: dona la vita per noi e si rivela come Dio.
Quindi questa è la cosa meravigliosa agli occhi nostri: la pietra scartata diventa testata d’angolo. Ciò che noi abbiamo buttato via, è la rivelazione stessa di Dio nel mondo ed è la realizzazione del potere di Dio che è una fedeltà, un amore più grande di ogni nostra infedeltà, di ogni nostro peccato.
Uccidendo Dio, mettendo in Croce il Signore, abbiamo fatto il più grande male che possa esistere – più grande di così non si può fare! – e Lui ne ha fatto il più grande bene, ha dato la vita per noi. Questo è il suo potere, il potere di dare la vita. Tutto il resto del Vangelo parlerà di questo potere.
Questo non è qualcosa successo solo in quella famosa Pasqua, non è il mettere a morte il Signore da parte di quelle persone o di quel popolo, ma è ciò che succede nell’esperienza di ognuno di noi che tendenzialmente ripetiamo questo
Il rifiuto di Dio fa parte del nostro comportamento.
Sostanzialmente tutti ripetiamo questo stesso atteggiamento. E i nostri rifiuti sono tanti quanti siamo noi, il nostro modo di difenderci. Però l’esito per tutti è questo: dal rifiuto la costituzione del fondamento di questo nuovo tempio, di una vita nuova.
E cominciò a parlar loro in parabole: Un uomo piantò una vigna, e pose attorno una siepe, e scavò un torchio, e costruì una torre, e l’affittò ad agricoltori, e s’allontanò dal paese.
La vigna è il simbolo di Israele: Isaia 5, parla della vigna, della terra fertile dove uno vive. La prima cosa che Dio ha dato all’uomo è la terra. Ogni dono è per vivere. È l’opera della creazione.
Il secondo dono è che ci mette una siepe attorno alla vigna. La siepe serve perché non entrino le bestie e non distruggano la vita, la terra, i suoi frutti. La siepe è il simbolo della Parola di Dio che è la legge, che custodisce la vita. Perché ci è data la Parola di Dio? Per non fare il male, perché il male ci uccide. Quindi la Parola di Dio è custode della terra, della vite, della vita, ci dice cosa fare per vivere.
Quindi Dio non solo ci dà da vivere, ma ci dà la Parola che è la comunione con Lui che dà il senso al vivere e alla vita e diventa vita.
Poi scavò un torchio: il torchio è dove si pigia l’uva, dove si custodiscono i frutti. Questa terra dà un frutto.
Qual è il frutto che Gesù non ha trovato sulla pianta di fico? Il frutto di cui Lui ha fame? È il frutto che deve dare l’uomo: è l’amore.
La vita è l’amore tra fratelli, in cui si vive l’amore del Padre.
E il torchio allora è il simbolo del comandamento, della legge dell’amore.
-
->Poi costruì una torre: la torre è la torre di guardia, dove si controlla che non vengano i nemici, dove è significata la presenza, la custodia.
RispondiEliminaLa torre è il simbolo del tempio, la presenza di Dio. Dio che custodisce il suo popolo.
Quindi Dio ci dà la terra, ci dà la Parola, ci dà il frutto della Parola che è il suo Spirito, il Suo Amore; ci dà la Sua Presenza che è il Suo Spirito.
Poi l’affittò ad agricoltori: sono i capi del popolo che devono farla fruttare.
Dio ha affidato tutto all’uomo. E Lui cosa fa? Se ne andò. Ci dà anche la libertà. Ci dà tutto e in più ci dà la libertà....
E inviò agli agricoltori, a suo tempo, un servo, per prendere dagli agricoltori dei frutti della vigna. Il frutto della vigna è l’amore di Dio e del prossimo.
I servi di quest’uomo che è il Signore, sono i profeti.
Ricordare che Dio è Padre e noi siamo fratelli.
È questo frutto di cui il Signore aveva fame sul fico e di cui trovò niente.
È questo il frutto che sperava di trovare nel tempio e invece trova solo mercato. Ed è interessante.
Perché ci manda i servi? Non perché Lui abbia bisogno del frutto, perché Dio vuole essere amato, perché è amore.
È perché fare quel frutto fa vivere noi.
Quindi ci richiama, il Signore, quali sono le condizioni per poter vivere.
E lo presero e picchiarono, e rimandarono via..
Il primo risultato che Dio ha col suo popolo, con l’uomo è che quel servo:
lo prendono, lo picchiano e lo rimandano a mani vuote.
Sarà stato un incidente, Dio dice: speriamo che la seconda volta mi vada meglio.
Cioè Dio mette sempre in conto di fallire.
Noi vogliamo riuscire subito nelle nostre cose. Lui vede che non è andata bene la prima volta, ripete.
E di nuovo inviò loro un altro servo; colpirono in testa anche lui e lo schernirono. La seconda volta è un po’ peggio.
Lo colpirono alla testa, se non lo decapitarono...
Ma tagliare la testa al profeta in modo che non ti richiami più la verità, vuol dire uccidere la verità. Quindi è il massimo peccato.
Quindi la seconda volta gli va peggio. E per di più lo scherniscono.
E Dio che è paziente tenta la terza volta.
E inviò un altro, e uccisero anche lui; e molti altri dei quali alcuni picchiarono e altri li uccisero.
È interessante allora: tutta la storia è la storia della fedeltà di Dio che ci richiama all’Amore e la nostra infedeltà che è sempre più dura.
Più Lui è fedele, più Lui insiste, più noi ci induriamo. Cosa che capita!
Quindi è una storia infelice quella del rapporto uomo-Dio: Dio ci ama e più Lui si presenta e insiste, più noi lo rifiutiamo.
Lui sempre fedele, noi sempre infedeli.
Ma dov’è che ci si incrocia? Ci si incrocerà sulla Croce.
Il Figlio è Gesù, chiaramente!
Dopo tutti i profeti, dopo il dono della creazione, il dono della legge, il dono dei profeti , alla fine manda il Figlio.
È tutta la storia della Bibbia.
Ma quegli agricoltori dissero tra sé: Costui è l’erede! Venite, uccidiamolo; e l’eredità sarà nostra! Vogliono l’eredità del Figlio.
E come Adamo, creato a immagine di Dio, volle rapire il dono fatto del Figlio!
E Dio è così buono che ci viene incontro, perché noi, uccidendo il Figlio, avremo l’eredità del Figlio.
Noi gli rubiamo la vita e Lui ci dà la vita.
È veramente grande Dio nella sua inventiva!
Gli togliamo la vita e Lui ci dà la vita! Noi non lo vogliamo, lo rubiamo e Lui si dona!
E lo presero, l’uccisero, e lo gettarono fuori dalla vigna.
Questa è la storia di Gesù ormai chiara.
Capiterà tra tre giorni, siamo al terzo giorno, a Gerusalemme, al sesto giorno lo prenderanno –
“prenderlo” è la parola fondamentale della Passione – lo uccideranno, lo getteranno fuori da Gerusalemme, sarà ucciso fuori le mura.
Qui è prefigurata già la Croce.