Marco 14,12-16 12 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13 Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo 14 e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». 16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
FAUSTI - “Lì preparate per noi” , dice Gesù ai discepoli, indicando come trovare il luogo del banchetto. E' Giovedì, vigilia di Pasqua. Quattro volte esce il termine “preparare “ e quattro il termine “Pasqua”. Per questo bisogna individuare “il mio luogo di riposo, dove io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli”. Tutto il Vangelo di Marco è una lunga introduzione al racconto della morte e Resurrezione di Gesù, e vuol condurci a questo luogo , in cui si celebra l'Eucaristia, nostra Pasqua. Il brano ci suggerisce i passi per prepararci alla cena del Signore , che subito verrà narrata. Questo è come il racconto dell'ingresso in Gerusalemme (11,1-11) narrato prima come profezia, poi come compimento. Per ben quattro volte si parla della Pasqua ebraica, alla cui luce è possibile comprendere l'Eucaristia , compimento della liberazione, di cui l'Esodo è promessa. -Si parla di immolare l'agnello. Bisogna essere coscienti che questa liberazione avviene a caro prezzo : costa il Sangue dell'Agnello Immolato che è Cristo (1 Cor 6,20). Gesù prevede ciò che avviene e lo affronta con coscienza. La Sua Morte è il costo preventivato : la Sua Vita per la nostra! Gesù non solo sa, ma liberamente vuole, anzi, preordina tutto, come per l 'ingresso a Gerusalemme .La Sua Morte non è subita, , ma è il frutto di tutta la Sua Vita di Figlio che ama il Padre e i fratelli. Il discepolo deve cercare la stanza superiore, centro del brano. L'uomo con brocca d'acqua è figura di colui che porta al Battesimo, e indica come trovare il luogo dove si mangia, cioè si vive col Signore la Sua stessa Pasqua. Chi ne resta fuori, non gusta del grande Dono. Il “dove” è il problema fondamentale dell'uomo, nessuno è più perso di chi non sa dove è. Uno sa dove è se sa da dove viene e dove va. L'uomo è sempre in cammino, un cammino sensato perchè o viene da casa o va verso casa. Chi ignora dove è la sua casa, è vagabondo . Non sapendo da dove viene , non sa dove andare. Non sa chi è, è senza identità.
Gesù è liberazione da ogni male , Egli è la nostra Pasqua, avendo liberamente dato Se Stesso per noi.
Marco 14,12-16
RispondiElimina12 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?».
13 Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo
14 e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi».
16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
RispondiEliminaFAUSTI - “Lì preparate per noi” , dice Gesù ai discepoli, indicando come trovare il luogo del banchetto.
E' Giovedì, vigilia di Pasqua. Quattro volte esce il termine “preparare “ e quattro il termine “Pasqua”.
Per questo bisogna individuare “il mio luogo di riposo, dove io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli”.
Tutto il Vangelo di Marco è una lunga introduzione al racconto della morte e Resurrezione di Gesù, e vuol condurci a questo luogo , in cui si celebra l'Eucaristia, nostra Pasqua.
Il brano ci suggerisce i passi per prepararci alla cena del Signore , che subito verrà narrata.
Questo è come il racconto dell'ingresso in Gerusalemme (11,1-11) narrato prima come profezia, poi come compimento.
Per ben quattro volte si parla della Pasqua ebraica, alla cui luce è possibile comprendere l'Eucaristia , compimento della liberazione, di cui l'Esodo è promessa.
-Si parla di immolare l'agnello. Bisogna essere coscienti che questa liberazione avviene a caro prezzo : costa il Sangue dell'Agnello Immolato che è Cristo (1 Cor 6,20).
Gesù prevede ciò che avviene e lo affronta con coscienza.
La Sua Morte è il costo preventivato : la Sua Vita per la nostra!
Gesù non solo sa, ma liberamente vuole, anzi, preordina tutto, come per l 'ingresso a Gerusalemme
.La Sua Morte non è subita, , ma è il frutto di tutta la Sua Vita di Figlio che ama il Padre e i fratelli.
Il discepolo deve cercare la stanza superiore, centro del brano.
L'uomo con brocca d'acqua è figura di colui che porta al Battesimo, e indica come trovare il luogo dove si mangia, cioè si vive col Signore la Sua stessa Pasqua.
Chi ne resta fuori, non gusta del grande Dono.
Il “dove” è il problema fondamentale dell'uomo, nessuno è più perso di chi non sa dove è.
Uno sa dove è se sa da dove viene e dove va.
L'uomo è sempre in cammino, un cammino sensato perchè o viene da casa o va verso casa.
Chi ignora dove è la sua casa, è vagabondo . Non sapendo da dove viene , non sa dove andare.
Non sa chi è, è senza identità.
Gesù è liberazione da ogni male , Egli è la nostra Pasqua, avendo liberamente dato Se Stesso per noi.