mercoledì 25 marzo 2020

"MA CIRCA QUEL GIORNO E L'ORA, NESSUNO SA..." Mc 13,28-32


 

2 commenti:

  1. FAUSTI – MC 13, 28 – 32
    “Dal fico imparate la parabola”, dice Gesù : quando esso germoglia, è segno che inizia l'estate.
    Ma il fico, sterile e maledetto (11,12) , sta per germogliare proprio ora. Fra tre giorni vedremo pendere dall'albero un frutto, primizia di una stagione feconda. Fuori parabola : con la Croce di Gesù è già finito il mondo vecchio e iniziato quello nuovo.
    Viviamo ormai nel tempo definitivo della salvezza ; ogni momento è quindi l'ora dei frutti perchè il tempo è finito e il Regno di Dio è qui.
    Il brano si articola in 4 parti :
    1) discernimento : tutti i mali sono come il germe del fico , segno evidente della stagione dei frutti, ecco la speranza : si vede nel seme il frutto!
    quando : nella stessa generazione degli ascoltatori di Gesù, che, vedendolo n croce, sarà chiamata a fare frutti di conversione, così sarà per ogni generazione nei secoli.
    certezza dell'evento : tutto passa, ma non la Sua Parola che ci ha promesso la Sua Venuta
    incertezza dell' ora : quanto è sicuro l'evento, tanto è ignoto il giorno e l'ora.

    Gesù in Croce è il primo frutto : già l'inverno è passato. Il volto di Dio si è illuminato su di noi e la nostra terra ha dato il suo frutto (Sl 67). Chiunque si volge a Lui, entra nel Regno. La Sua Morte, avvenuta una volta per tutte, è per ogni generazione il passaggio alla Vita.
    La promessa del Suo Ritorno è infallibile, l'ora è gnota, perchè ogni istante sia attesa.
    Ogni giorno e ogni ora camminiamo incontro a Lui che viene, fino all'abbraccio definitivo. Le virtù del discepolo sono il discernimento, la speranza e la ferma fiducia.

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  2. GESUITI -Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno affatto. Qui, Gesù indica che c'è una realtà che passa e qualcosa che rimane, qualcosa che resta. Il cielo e la terra passeranno sta a indicare tutto quasi, in questi due elementi, in questi due opposti la realtà; del resto aveva detto – poco prima – che non sarebbe rimasta pietra su pietra, nemmeno del tempio. Si oscura il sole, la luna, cadranno le stelle del cielo, saranno sconvolte le potenze dall'alto; tutto, tutto passa. E c'è qualcosa che però rimane, le parole di Gesù rimangono. È bello sapere che tutto passa, perché siamo limitati, e il tempo passa. C'è qualcosa che, invece, non passa mai, ed è la Parola creatrice, e come tu guardi la realtà, quella è eterna e fa i cieli nuovi e la terra nuova, perché non è che il mondo verrà distrutto, no! Verrà trasformato da questo sguardo. Noi siamo creatori del mondo nuovo con lo sguardo nuovo, perché il mondo è affidato nelle nostre mani; è inutile che ci affatichiamo per distruggerlo, già finirà, forse!
    Però, finirà bene, saranno cieli nuovi e terra nuova, quando noi lo vediamo in modo nuovo. C'è questa Parola del Signore, che è una Parola creatrice, che crea. C'è uno sguardo che riconosce, già dalle origini, la bontà di questa creazione e, inserendoci in questo sguardo, troviamo qualcosa che non passa, non tutto passa!
    Ma quando io mi lego con le persone, costruisco rapporti fraterni con le persone, questo è qualcosa che rimane. Proprio, anche il minimo gesto d'amore è eterno, un bicchier d'acqua dato a un piccolo è eterno, il bene è eterno; il male, passa. Quello che doni rimane, non va perduto.
    Chi vuol possedere la vita la perde; chi la dà la guadagna, la salva. Quello che fai, non guidato dalla paura, ma dalla fiducia, rimane, è eterno. Perché, semplicemente, la vita è amore. L'amore, se lo dai, ce l'hai; se non lo dai, non ce l'hai; sei egoista, cioè lo distruggi.
    San Paolo, in Corinzi 13: La fede, la speranza e l'amore, queste le tre cose che rimangono, ma di tutte, più grande è l'amore”; questo è quello che rimane. E questo, non è più né passato, né futuro, è sempre presente! Ed è il tesoro, ed è Dio stesso, ed è la nostra verità più profonda che c'è dentro e che c'è in ciascuno, e che il nostro sguardo buono può risvegliare nell'altro anche, anche nel più grosso delinquente.
    Tutta la vita è quel giorno e quell'ora, è un passaggio dalla morte alla vita, è un passaggio dall'egoismo all'amore possibile.
    Qual è il giorno e l'ora? Quando noi diventiamo figli. Quando diventiamo figli? Quando accettiamo che Dio è Padre degli altri e diventiamo fratelli, sorelle. Quando riconosciamo il dono che ci ha fatto, quando riconosciamo il dono che ha fatto a ogni persona, bene, quella è l'ora! È la fine del mondo vecchio, il tempo è finito ed è il mondo nuovo dei figli di Dio, che sono e si sentono infinitamente amati!

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