Mc 13, 3-23 Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: 4 Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi? 5 E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca! 6 Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti. 7 Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. 8 Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in varî luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori. 9 Or badate a voi stessi! Vi daranno in man de’ tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza. 10 E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo. 11 E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire, ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo. 12 E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. 13 E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato. 14 Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti; 15 e chi sarà sulla terrazza non scenda e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna; 16 e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. 17 Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni! 18 E pregate che ciò non avvenga d’inverno! 19 Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà. 20 E se il Signore non avesse abbreviato que’ giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi proprî eletti, egli ha abbreviato que’ giorni. 21 E allora, se alcuno vi dice: "Il Cristo eccolo qui, eccolo là", non lo credete; 22 perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigî per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 23 Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa.
1 Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. 2 Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. 3 In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. 4 Grande è il Signore e degno di ogni lode, terribile sopra tutti gli dei. 5 Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla, ma il Signore ha fatto i cieli. 6 Maestà e bellezza sono davanti a lui, potenza e splendore nel suo santuario. 7 Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza, 8 date al Signore la gloria del suo nome. Portate offerte ed entrate nei suoi atri, 9 prostratevi al Signore in sacri ornamenti. Tremi davanti a lui tutta la terra. 10 Dite tra i popoli: «Il Signore regna!». Sorregge il mondo, perché non vacilli; giudica le nazioni con rettitudine. 11 Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude; 12 esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta 13 davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti.
FAUSTI – Gesù ha appena parlato della distruzione del tempio:I discepoli pensano che sia anche la fine del mondo e domandano “quando” e quale segno del “compimento di tutto”. Gesù li esorta a sostituire l'allarmismo col discernimento. Invece di preoccuparsi del futuro , devono occuparsi del presente, in fedeltà operosa alla Sua Parola. E' inutile speculare : nessuna risposta teorica muta il dato di fatto sicuro. La finitezza del tutto s'impone. Ma proprio questa può essere vissuta da noi o come angoscia mortale o come dipendenza filiale da Dio. Tra l'altro la fine del mondo non è prevedibile da nessun segno : non è in continuità con gli eventi storici,perché costituisce una rottura definitiva. I mali che accadono, e che noi stessi facciamo, fanno parte della nostra storia dopo il peccato. Ma proprio questa è da leggere ormai come storia di salvezza, alla luce del Signore Morto e Risorto. Il cristiano vive tutto lo spessore e il peso di una realtà di peccato, ma sa che in essa è presente il Suo Signore Crocifisso. Si fa quindi sua memoria vivente, incarnandolo nella propria vita. Unito a Lui, partecipa e prolunga in sé il limite e il negativo li assume nella forza della Resurrezione che permette di vivere il presente con intelligenza disincantata e volontà decisa,con libertà responsabile e fedeltà operosa nei confronti del Signore, che per primo ha percorso lo stesso cammino.la Sua stessa vicenda di morte salvifica. Egli ha sfondato il muro che ci separava dalla vita e ci relegava nella paura della morte. La storia presente non è da vedere con le lenti nere delle nostre paure, ma con l Occhio limpido della Parola di Dio. Questa ci fa scorgere come nel nostro male,che è indubitabile, si opera la salvezza di Dio.per questo Gesù vuol bandire tutte le apprensioni, infondendoci fiducia e coraggio. C'è poi la descrizione degli ingredienti normali della storia : guerre, terremoti e carestie.Conseguenza del peccato e prodromi di morte, sono il segno che il mondo finisce,ma non sono la fine,bensì l'inizio delle doglie, parto del mondo nuovo!. Al centro c'è la descrizione del discepolo : la sua persecuzione, insignificante per chi la fa e scoraggiante per chi la subisce, è in realtà il vero segno della fine del male. Egli, testimoniando a tutti l'Evangelo, è la creatura nuova, che vive ciò che annuncia, partecipando della lotta e della vittoria del suo Signore. Il discorso si conclude , mettendo in guardia contro i falsi cristi e profeti. L'unico Salvatore è il Signore Gesù che ha anche “predetto tutto” ciò che ci serve sapere. La nostra “profezia” è il ricordo di quanto lui ha fatto e detto. Cristo è venuto, viene e verrà ; era, è e sarà. Viene al presente e verrà nel futuro come è già venuto nel passato, è e sarà ciò che era e si è manifestato nella Sua carne. Dal Suo passato abbiamo il parametro per vivere il presente e conoscere il futuro. Quanti parlano della fine del mondopromettono ai loro discepoli di scampare dai mali che incombono.gesù invece insegna come viverla positivamente, promettendo ai Suoi di associarli alla Sua stessa sofferenza redentrice. Gesù è il Rivelatore completo, la cui storia contiene ogni storia e tutta la storia. Il Suo Passato ci fa capire il nostro futuro e ci dice il nostro resente come momento della testimonianza. Il discepolo sa che il mondo è posto nel male. Non si stupisce né si allarma e lo legge come luogo in cui testimoniare il suo Signore. La fine dell'uomo vecchio è anche la nascita dell'uomo nuovo
Mc 13, 3-23
RispondiEliminaPoi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:
4 Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?
5 E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca!
6 Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti.
7 Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.
8 Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in varî luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori.
9 Or badate a voi stessi! Vi daranno in man de’ tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza.
10 E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo.
11 E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire, ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo.
12 E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.
13 E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato.
14 Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;
15 e chi sarà sulla terrazza non scenda e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna;
16 e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.
17 Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni!
18 E pregate che ciò non avvenga d’inverno!
19 Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.
20 E se il Signore non avesse abbreviato que’ giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi proprî eletti, egli ha abbreviato que’ giorni.
21 E allora, se alcuno vi dice: "Il Cristo eccolo qui, eccolo là", non lo credete;
22 perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigî per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
23 Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa.
1 Cantate al Signore un canto nuovo,
RispondiEliminacantate al Signore da tutta la terra.
2 Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.
3 In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.
4 Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.
5 Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.
6 Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.
7 Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
8 date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
9 prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
10 Dite tra i popoli: «Il Signore regna!».
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.
11 Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;
12 esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta
13 davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti.
FAUSTI – Gesù ha appena parlato della distruzione del tempio:I discepoli pensano che sia anche la fine del mondo e domandano “quando” e quale segno del “compimento di tutto”.
RispondiEliminaGesù li esorta a sostituire l'allarmismo col discernimento.
Invece di preoccuparsi del futuro , devono occuparsi del presente, in fedeltà operosa alla Sua Parola.
E' inutile speculare : nessuna risposta teorica muta il dato di fatto sicuro. La finitezza del tutto s'impone.
Ma proprio questa può essere vissuta da noi o come angoscia mortale o come dipendenza filiale da Dio.
Tra l'altro la fine del mondo non è prevedibile da nessun segno : non è in continuità con gli eventi storici,perché costituisce una rottura definitiva.
I mali che accadono, e che noi stessi facciamo, fanno parte della nostra storia dopo il peccato.
Ma proprio questa è da leggere ormai come storia di salvezza, alla luce del Signore Morto e Risorto.
Il cristiano vive tutto lo spessore e il peso di una realtà di peccato, ma sa che in essa è presente il Suo Signore Crocifisso.
Si fa quindi sua memoria vivente, incarnandolo nella propria vita.
Unito a Lui, partecipa e prolunga in sé il limite e il negativo li assume nella forza della Resurrezione che permette di vivere il presente con intelligenza disincantata e volontà decisa,con libertà responsabile e fedeltà operosa nei confronti del Signore, che per primo ha percorso lo stesso cammino.la Sua stessa vicenda di morte salvifica. Egli ha sfondato il muro che ci separava dalla vita e ci relegava nella paura della morte.
La storia presente non è da vedere con le lenti nere delle nostre paure, ma con l Occhio limpido della Parola di Dio.
Questa ci fa scorgere come nel nostro male,che è indubitabile, si opera la salvezza di Dio.per questo Gesù vuol bandire tutte le apprensioni, infondendoci fiducia e coraggio.
C'è poi la descrizione degli ingredienti normali della storia : guerre, terremoti e carestie.Conseguenza del peccato e prodromi di morte, sono il segno che il mondo finisce,ma non sono la fine,bensì l'inizio delle doglie, parto del mondo nuovo!.
Al centro c'è la descrizione del discepolo : la sua persecuzione, insignificante per chi la fa e scoraggiante per chi la subisce, è in realtà il vero segno della fine del male.
Egli, testimoniando a tutti l'Evangelo, è la creatura nuova, che vive ciò che annuncia, partecipando della lotta e della vittoria del suo Signore.
Il discorso si conclude , mettendo in guardia contro i falsi cristi e profeti. L'unico Salvatore è il Signore Gesù che ha anche “predetto tutto” ciò che ci serve sapere.
La nostra “profezia” è il ricordo di quanto lui ha fatto e detto.
Cristo è venuto, viene e verrà ; era, è e sarà.
Viene al presente e verrà nel futuro come è già venuto nel passato, è e sarà ciò che era e si è manifestato nella Sua carne.
Dal Suo passato abbiamo il parametro per vivere il presente e conoscere il futuro.
Quanti parlano della fine del mondopromettono ai loro discepoli di scampare dai mali che incombono.gesù invece insegna come viverla positivamente, promettendo ai Suoi di associarli alla Sua stessa sofferenza redentrice.
Gesù è il Rivelatore completo, la cui storia contiene ogni storia e tutta la storia.
Il Suo Passato ci fa capire il nostro futuro e ci dice il nostro resente come momento della testimonianza.
Il discepolo sa che il mondo è posto nel male.
Non si stupisce né si allarma e lo legge come luogo in cui testimoniare il suo Signore.
La fine dell'uomo vecchio è anche la nascita dell'uomo nuovo