venerdì 20 marzo 2020

"DIO DEI VIVENTI !" Mc 12,18-27






 






3 commenti:


  1. Antifona

    Questo santo lottò fino alla morte per la legge di Dio,
    non temette le minacce degli empi;
    la sua casa era fondata sulla roccia.

    Il Signore gli diede vittoria nella lotta,
    perché sapesse che più potente di tutto è la fedeltà di Dio. ( Sap 10,12)




    Interceda per noi, o Signore, il santo martire Bonifacio,
    perché custodiamo con fermezza e professiamo con coraggio
    la fede che egli ha insegnato con la parola
    e testimoniato con il sangue.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ravviva il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani.

    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
    2Tm 1,1-3.6-12

    Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.
    Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno.
    Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
    Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
    Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro.
    È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 122 (123)

    R. A te, Signore, alzo i miei occhi.
    / A te, Signore, innalzo la mia preghiera.

    A te alzo i miei occhi,
    a te che siedi nei cieli.
    Ecco, come gli occhi dei servi
    alla mano dei loro padroni. R.

    Come gli occhi di una schiava
    alla mano della sua padrona,
    così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
    finché abbia pietà di noi. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Alleluia, alleluia.

    Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore;
    chiunque crede in me non morirà in eterno. (Gv 11,25a.26)

    Alleluia.

    Vangelo
    Non è Dio dei morti, ma dei viventi!

    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 12,18-27

    In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
    Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

    Parola del Signore.

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    1. PAROLE DEL SANTO PADRE
      “E questo è quello che non capivano questi dottori della legge. Non capivano la gioia della promessa; non capivano la gioia della speranza; non capivano la gioia dell’alleanza. Non capivano! Non sapevano gioire, perché avevano perso il senso della gioia, che soltanto viene dalla fede”. (Santa Marta 26 marzo 2015)

      - Con questa risposta, Gesù anzitutto invita i suoi interlocutori – e anche noi – a pensare che questa dimensione terrena in cui viviamo adesso non è l’unica dimensione, ma ce n’è un’altra, non più soggetta alla morte, in cui si manifesterà pienamente che siamo figli di Dio. Dà grande consolazione e speranza ascoltare questa parola semplice e chiara di Gesù sulla vita oltre la morte; ne abbiamo tanto bisogno specialmente nel nostro tempo, così ricco di conoscenze sull’universo ma così povero di sapienza sulla vita eterna. Questa limpida certezza di Gesù sulla risurrezione si basa interamente sulla fedeltà di Dio, che è il Dio della vita. In effetti, dietro l’interrogativo dei sadducei se ne nasconde uno più profondo: non solo di chi sarà moglie la donna vedova di sette mariti, ma di chi sarà la sua vita. Si tratta di un dubbio che tocca l’uomo di tutti i tempi e anche noi: dopo questo pellegrinaggio terreno, che ne sarà della nostra vita? Apparterrà al nulla, alla morte? Gesù risponde che la vita appartiene a Dio, il quale ci ama e si preoccupa tanto di noi, al punto di legare il suo nome al nostro: è «il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» (vv. 37-38). La vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. Al contrario, non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte. È l’egoismo. Se io vivo per me stesso, sto seminando morte nel mio cuore. (Angelus, 10 novembre 2019)

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    2. FAUSTI – Marco dichiara che il mistero della risurrezione è accessibile solo a chi conosce le Scritture e la potenza di Dio. Invece Luca,nel brano corrispondente ( Lc 20,27-40) sottolinea la nuova qualità di vita che la risurrezione comporta . Siamo come angeli, figli di Dio, che vivono per Lui.
      In Israele la fede nella risurrezione si formula esplicitamente piuttosto tardi.
      Non parte dal presupposto filosofico dell'immortalità dell'anima,ma dall'esperienza della promessa e della potenza di Dio. Il Suo Amore dura in eterno, e non può venir meno neanche davanti alla morte : deve vincerla e farci risorgere per mantenere la Sua fedeltà a noi.
      Questa rivelazione , fondata nel Pentateuco, si sviluppa attraverso i profeti. I
      n Ezechiele (37, 13) troviamo : “Riconoscerete che Io Sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il Mio Spirito e rivivrete , vi farò riposare nel vostro paese, saprete che Io Sono il Signore, l'ho detto e lo farò”
      La fede cristiana ha il suo inizio nella Risurrezione di Gesù.
      La gioia che ne scaturisce è la forza per seguirlo fino alla Croce , in modo da partecipare noi stessi alla risurrezione dei morti.
      Questo è principio e fine del dinamismo della vita cristiana.
      Infatti :”Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede”(1 Cor 15,7).
      La risurrezione consiste nello stare sempre con il Signore, per il quale già ora viviamo nel dono del Suo Spirito.
      Dice Paolo “per me vivere è Cristo “ (Fil 1,21) , perché” non sono io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del figlio d Dio che mi ha amato e ha dato Se stesso per me” (Gal 2,20).
      I sadducei non credono alla risurrezione dei morti. Gesù risponde innanzitutto dicendo che non è assurda : è una vita nuova, senza più bisogno di matrimonio e generazione, perché non dominerà più la morte. Fa poi vedere, con un ragionamento rabbinico, come è già implicitamente affermata nella Torah.

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