domenica 19 gennaio 2020

"LO SPOSO CON LORO" Mc 2,18-22

5 commenti:

  1. Antifona
    A te si prostri tutta la terra, o Dio.
    A te canti inni, canti al tuo nome, o Altissimo. (Cf. Sal 65,4)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che governi il cielo e la terra,
    ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
    e dona ai nostri giorni la tua pace.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    L’obbedire è meglio del sacrificio. Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re.
    Dal primo libro di Samuèle
    1Sam 15,16-23

    In quei giorni, Samuèle disse a Saul: «Lascia che ti annunci ciò che il Signore mi ha detto questa notte». E Saul gli disse: «Parla!». Samuèle continuò: «Non sei tu capo delle tribù d’Israele, benché piccolo ai tuoi stessi occhi? Il Signore non ti ha forse unto re d’Israele? Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: “Va’, vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti”. Perché dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?».
    Saul insisté con Samuèle: «Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag, re di Amalèk, e ho sterminato gli Amaleciti. Il popolo poi ha preso dal bottino bestiame minuto e grosso, primizie di ciò che è votato allo sterminio, per sacrificare al Signore, tuo Dio, a Gàlgala».
    Samuèle esclamò:
    «Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici
    quanto l’obbedienza alla voce del Signore?
    Ecco, obbedire è meglio del sacrificio,
    essere docili è meglio del grasso degli arieti.
    Sì, peccato di divinazione è la ribellione,
    e colpa e terafìm l’ostinazione.
    Poiché hai rigettato la parola del Signore,
    egli ti ha rigettato come re».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 49 (50)

    R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

    «Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
    i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
    Non prenderò vitelli dalla tua casa
    né capri dai tuoi ovili». R.

    «Perché vai ripetendo i miei decreti
    e hai sempre in bocca la mia alleanza,
    tu che hai in odio la disciplina
    e le mie parole ti getti alle spalle? R.

    Hai fatto questo e io dovrei tacere?
    Forse credevi che io fossi come te!
    Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
    Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
    a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio». R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    La parola di Dio è viva ed efficace,
    discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4,12)

    Alleluia.

    Vangelo
    Lo sposo è con loro.
    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 2,18-22

    In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
    Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
    Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Cosa significa questo? Che cambia la legge? No! Che la legge è al servizio dell’uomo che è al servizio di Dio e per questo l’uomo deve avere il cuore aperto. Il ‘sempre è stato fatto così’ è cuore chiuso e Gesù ci ha detto: ‘Vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi condurrà fino alla piena verità’. Se tu hai il cuore chiuso alla novità dello Spirito, mai arriverai alla piena verità! (…) Questo è il messaggio che oggi ci dà la Chiesa; questo è quello che Gesù dice tanto forte: “Vino nuovo in otri nuovi!” Alle novità dello Spirito, alle sorprese di Dio anche le abitudini devono rinnovarsi. Il Signore ci dia la grazia di un cuore aperto, di un cuore aperto alla voce dello Spirito, che sappia discernere quello che non deve cambiare più, perché fondamento, da quello che deve cambiare per poter ricevere la novità dello Spirito Santo ( P. Francesco Meditazione mattutina nella cappella Domus Sanctae Marthae, Otri nuovi, Lunedì, 18 gennaio 2016)

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    1. Il Vangelo di Marco (…) offre un itinerario catecumenale, che guida il discepolo a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. (…) Il brano odierno tocca il tema del digiuno: (…) vi si racconta infatti che, mentre Gesù si trova a tavola in casa di Levi, il pubblicano, i farisei e i seguaci di Giovanni Battista gli domandano perché i suoi discepoli non stanno digiunando come loro. Gesù risponde che gli invitati a nozze non possono digiunare mentre lo sposo è con loro; digiuneranno quando lo sposo sarà loro tolto (cfr Mc 2, 18-20). Così dicendo, Cristo rivela la sua identità di Messia, Sposo d'Israele, venuto per le nozze con il suo popolo. Quelli che lo riconoscono e lo accolgono con fede sono in festa. Egli però dovrà essere rifiutato e ucciso proprio dai suoi: in quel momento, durante la sua passione e la sua morte, verrà l'ora del lutto e del digiuno.
      (Benedetto XVI - Angelus, 26 febbraio 2006)

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  3. FAUSTI - “LO SPOSO E’ CON LORO”, dice Gesù ai discepoli. Per questo non digiunano.
    Mangiare significa vivere - e la vita dell’uomo è corrispondere all’amore gratuito di Dio. Questo è il Suo Comando che dà la vita (c 12,30).
    Ma amare Dio è possibile solo perché Lui per primo ci ha amati (1 Gv 4,19)”Mi ha amato e ha dato Se Stesso per me” (Gal 2,20) quando ero ancora peccatore. Per questo i peccatori banchettano.
    I giusti invece digiunano perché ignorano questo amore. Tutti intenti a meritarlo, non si accorgono
    che l’amore meritato non è né gratuito né amore; se ne tagliano fuori proprio con il loro sforzo di conquistarlo.
    Il nostro mangiare da peccatori perdonati con il Signore non è un banchetto qualunque. E’ un banchetto nuziale.
    Questa è la gioia gloriosa e ineffabile che nessuno avrebbe osato supporre : in Gesù si celebrano le nozze di Dio con l’umanità.
    Lui si è unito a noi per unirci a Sé : si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio. Ora i due vivono in Comunione e intimità di vita, formano una carne sola ad hanno un unico Spirito.
    Il rapporto uomo/donna è figura del rapporto uomo/Dio. Egli ci ha amati di Amore Eterno (Ger 31,3). Discepolo è colui che ha conosciuto e creduto a quest’Amore di Dio per lui (1 Gv 4,16), dice il suo Sì a Chi da sempre gli ha detto Sì e vive nella gioia dell’unione.
    Se nel passato digiunava nell’attesa dello Sposo, ora gode della Sua Presenza. Anche lui conoscerà il digiuno nei giorni di tribolazione, quando lo Sposo berrà il calice della Morte.
    Ma questo digiuno gli ricorderà la sorgente della sua vita, quando il Signore si farà suo cibo, unendosi a lui indissolubilmente.
    Al banchetto non si può partecipare col vestito vecchio della legge, rattoppato con pezze nuove : ci si entra solo col vestito nuovo della Sua Misericordia.
    Chi cerca ancora la giustificazione nella legge, non ha più nulla a che fare con Cristo , è decaduto dalla grazia ( Gal 5,4). Infatti “ se uno è in Cristo è una creatura nuova” Le cose vecchie sono passate, ecco, ne sono nate di nuove” ( 2 Cor 5,17).
    L’immagine del vino nuovo ribadisce la stessa verità, aggiungendo una sfumatura, il vino è segno di gioia e di amore.
    Nel banchetto con Gesù ci è donata una vita nuova : lo Spirito Santo, l’Amore stesso di Dio, promesso per gli ultimi giorni. Questa si effonde ebbra e spumeggiante, ed è incontenibile negli otri vecchi. Il cuore di pietra era l’otre vecchio per la lettera che uccide ; il cuore di carne è l’otre nuovo per lo Spirito che dà vita (2 Cor 3,6).
    L’altra parte dell’uomo è Dio!
    Questo mistero è grande (Ef 5,32) : è il grande segreto dell’universo.

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  4. GESUITI - Il termine “Sposo” è la più bella definizione di Dio e noi stentiamo a capire che è il tema
    fondamentale della bibbia. Noi siamo immagine di Dio perché Dio è amore e ci ama di un
    amore eterno e noi siamo chiamati a rispondere a questo amore, infatti, il primo comandamento è “Amerai il Signore Dio tuo con
    tutto il tuo cuore, con tutta la tua vita, con tutte le tue forze, con tutta la tua intelligenza”, a quattro dimensioni e se lo ami diventi ciò
    che ami e ciò che ami diventa il tuo modo di pensare, di sentire, di agire, di essere, diventi Dio che è Amore e dove c’è amore c’è Dio.
    E Dio è la nostra altra parte, il partner è tutto fin dall’inizio, dal primo giorno in cui Dio andava a cercare Adamo “Adamo dove
    sei?”, lo cercava per andare a passeggio con lui e Adamo si è nascosto perché ha avuto paura...E tutta la storia è un nascondimento
    dell’uomo da Dio perché ha paura di Dio, è Dio che va in cerca dell’uomo fino a trovarlo nell’abbandono di Dio, nel non-Dio,
    nell’inferno, nel peccato. Dio è proprio pazzo d' amore , l’amore folle di Dio per l’uomo, Dio è innamorato della creatura (Santa Caterina), tutto il Cantico dei Cantici ne parla...
    È incredibile, e il senso della fede cristiana non è avere tre ideuzze imparate dal catechismo o inculcate chissà da chi.
    Nella prima lettera di Giovanni dice “Noi abbiamo conosciuto e accolto l’amore che Dio ha per noi” (1Gv. 4,16): questo è il
    cristianesimo, accolto e creduto, è credere all’amore che Dio ha per noi. Se credi a questo amore e ti adegui a questo amore, vivi da Dio
    ed è il senso di tutto il cristianesimo e per questo c’è la gioia, non si digiuna più.
    Anche nel modo con cui Gesù risponde, mentre queste persone si rivolgono a lui parlando di altri, Lui si rivolge
    direttamente, per dire che questa relazione sposo/sposa, Gesù la
    vive con tutti.
    E disse il vestito è il simbolo del corpo, della nostra esistenza
    concreta e se c’è l’amore, è nuova.
    Tutto il mondo è come il mantello di Dio, l’universo è un
    vestito o vecchio, un mondo che è nel peccato della Legge, oppure
    questo è un mondo nuovo che vive dell’amore.
    E qui porta una metafora: se hai un vestito vecchio rotto e
    metti un panno grezzo nuovo, se cuci un pezzo di stoffa nuovo su
    dei jeans vecchi, capita che si strappino, peggiorando lo strappo e
    rovinando la stoffa nuova. Hai rovinato il nuovo e il vecchio. Noi
    cerchiamo sempre di combinare il nuovo e il vecchio, un po’ di
    Vangelo ma anche un po’ di egoismo: distruggi il vecchio e il nuovo,
    deciditi o da una parte o dall’altra!
    È la vita nuova, rivestitevi di Cristo!
    ... La donna dell’Apocalisse è vestita di sole, torna
    ad avere come veste Dio.
    Attraverso questa immagine viene messa in evidenza qual è
    la novità portata da Gesù: non si tratta di trovare il giusto
    compromesso ma di accogliere questa novità. Non è una questione
    di adattare, ma la portata del cambiamento di Gesù nasce dalla
    domanda da cui parte questo dialogo, nasce da qualcosa che fanno
    gli uomini. Gesù sta cercando di portarli a ragionare partendo da
    una prospettiva opposta, da chi è il Dio che Lui sta rivelando.
    Questa è la novità.
    Allora, quello che diceva all’inizio “Il regno di Dio è qui,
    convertitevi e credete nel Vangelo” è questo. Non si può partire
    dall’uomo.
    La chiamata ai primi quattro, nasce dall’iniziativa di Gesù,
    qualcosa che ci spiazza, ci sorprende, e da un lato non siamo pronti,
    ma d’altra parte è qualcosa di cui siamo da sempre in attesa, perché
    è quello che dà senso alle cose che facciamo, che dà gioia alla nostra
    vita. Questo rivestirsi di Cristo, deposto l’uomo vecchio che
    troviamo continuamente in Paolo (Ef 4, Corinti), c’è proprio il lasciar
    morire il male per vivere nella novità di vita, accettando la novità di Gesù

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