giovedì 30 gennaio 2020

"VIENE FORSE LA LAMPADA PER...?" Mc 4,21-25


5 commenti:

  1. Antifona
    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Maestà e onore sono davanti a lui,
    forza e splendore nel suo santuario. (Sal 95,1.6)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    guida le nostre azioni secondo la tua volontà,
    perché nel nome del tuo diletto Figlio
    portiamo frutti generosi di opere buone.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Chi sono io, Signore Dio, e che cos'è la mia casa?
    Dal secondo libro di Samuèle
    2Sam 7,18-19.24-29

    Dopo che Natan gli ebbe parlato, il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, Signore Dio: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è legge per l’uomo, Signore Dio! Hai stabilito il tuo popolo Israele come popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro.
    Ora, Signore Dio, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa confermala per sempre e fa’ come hai detto. Il tuo nome sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israele!”. La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai rivelato questo al tuo servo e gli hai detto: “Io ti edificherò una casa!”. Perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera.
    Ora, Signore Dio, tu sei Dio, le tue parole sono verità. Hai fatto al tuo servo queste belle promesse. Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sia sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore Dio, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo è benedetta per sempre!».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 131 (132)

    R. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

    Ricòrdati, Signore, di Davide,
    di tutte le sue fatiche,
    quando giurò al Signore,
    al Potente di Giacobbe fece voto. R.

    «Non entrerò nella tenda in cui abito,
    non mi stenderò sul letto del mio riposo,
    non concederò sonno ai miei occhi
    né riposo alle mie palpebre,
    finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
    una dimora per il Potente di Giacobbe». R.

    Il Signore ha giurato a Davide,
    promessa da cui non torna indietro:
    «Il frutto delle tue viscere
    io metterò sul tuo trono! R.

    Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
    e i precetti che insegnerò loro,
    anche i loro figli per sempre
    siederanno sul tuo trono». R.

    Sì, il Signore ha scelto Sion,
    l'ha voluta per sua residenza:
    «Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
    qui risiederò, perché l'ho voluto». R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Lampada per i miei passi è la tua parola,
    luce sul mio cammino. (Sal 118 (119),105)

    Alleluia.

    Vangelo
    La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 4,21-25

    In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
    Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

    Parola del Signore.

    RispondiElimina
  2. Le Parole dei Papi
    Fratelli e sorelle, le bilance del Signore sono diverse dalle nostre. Lui pesa diversamente le persone e i loro gesti: Dio non misura la quantità ma la qualità, scruta il cuore, guarda alla purezza delle intenzioni. Questo significa che il nostro “dare” a Dio nella preghiera e agli altri nella carità dovrebbe sempre rifuggire dal ritualismo e dal formalismo, come pure dalla logica del calcolo, e deve essere espressione di gratuità, come ha fatto Gesù con noi: ci ha salvato gratuitamente; non ci ha fatto pagare la redenzione. Ci ha salvato gratuitamente. E noi, dobbiamo fare le cose come espressione di gratuità. ( Francesco Angelus, 11 novembre 2018)
    Con quale misura io misuro gli altri? Con quale misura misuro me stesso? E’ una misura generosa, piena di amore di Dio o è una misura di basso livello? E con questa misura sarò giudicato, non sarà un’altra: quella, proprio quella che faccio io. Qual è il livello nel quale ho messo la mia asticella? A un livello alto? Dobbiamo pensare a questo. E questo lo vediamo non solo, non tanto nelle cose buone che facciamo o nelle cose cattive che facciamo ma nello stile continuo di vita. (…)E come cristiano io mi domando qual è la pietra di riferimento, la pietra di paragone per sapere se sono in un livello cristiano, un livello che Gesù vuole? E’ la capacità di umiliarmi, è la capacità di subire le umiliazioni. Un cristiano che non è capace di portare con sé le umiliazioni della vita, manca di qualcosa. E’ un cristiano di "vernice" o per interesse. (…) “Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi”, la stessa misura. Se è una misura cristiana, che segue Gesù, nella sua strada, con la stessa sarò giudicato, con molta, molta, molta pietà, con molta compassione, con molta misericordia. Ma se la mia misura è mondana e soltanto uso la fede cristiana - sì, faccio, vado a messa, ma vivo come mondano - sarò misurato con quella misura. (Francesco - Omelia nella Messa a Casa Santa Marta, 30 gennaio 2020)

    RispondiElimina

  3. immagini,omelie e preghieremercoledì 26 gennaio 2022 alle ore 16:08:00 GMT-8
    FAUSTI - “Guardate ciò che ascoltate!” prendendo alla lettera queste Parole di Gesù,
    ci si dice di guardare ciò che ascoltiamo.
    Ma come si può guardare una Parola?
    Sì, siamo chiamati a vedere Lui, Verbo del Padre, piena identità tra ciò che è
    e ciò che dice.
    In questa contemplazione di Lui attraverso la Sua Parola e della Sua Parola attraverso di Lui comprendiamo il mistero del regno.
    Se prima parlava di seme, ora parla di Luce – altra realtà terrestre adatta ad illustrare misteri celesti. Inizio della Creazione, principio di Vita e intelligenza, Essa è più che un attributo di Dio.
    Egli è Luce, e in Lui non ci sono tenebre (1Gv 1,5); la Sua Parola è lampada ai nostri passi (Sl 119).
    Gesù stesso si proclama Luce vera del mondo venuta per illuminare ogni uomo. (Gv 8,12).

    Con queste brevi parabole Gesù spiega come mai il Regno di Dio non si imponga con evidenza prepotente, ma si proponga con discrezione e modestia.
    Infatti la Luce di Dio rimane una nube oscura ai nostri occhi.
    La Sua Parola illumina, ma confondendoci sempre non poco e rivelando le nostre opacità.
    Gesù si mostra al mondo non in modo spettacolare – come vorrebbero i Suoi (Gv 7,4), ma in tono umile e dimesso.
    Evita di mettersi in mostra, ci tiene a fuggire la pubblicità.
    Nella Sua Vita esiste una tensione che a noi risulta incomprensibile :è Luce, ma sta sotto il moggio, è Rivelazione, ma è segreta , è manifestazione, ma nascosta.
    E' un contrasto divino ,in cui il Signore si fa vedere, ma sempre sotto il segno opposto a quello che noi attendiamo.
    Infatti la Sua luce brillerà pienamente solo dalla Croce.
    Questa è il Lucerniere da cui si mostrerà a tutti, rivelando l'identità Sua e di Dio.
    A chi gli dice che è ora di farsi conoscere, Gesù risponde che è ora che ci mettiamo ad ascoltarlo bene, per conoscerlo.
    Il discepolo Lo ascolta e Lo contempla, lasciandosi permeare da Lui, in un atteggiamento di Fede e di Accoglienza che Dio colma del Suo Dono.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.