martedì 21 gennaio 2020

"NELLA SINAGOGA IN GIORNO DI SABATO" Mc 3,1 - 6






6 commenti:

  1. Antifona
    Beata la vergine
    che, rinunciando a se stessa e prendendo la croce,
    ha imitato il Signore,
    sposo delle vergini e principe dei martiri.

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che scegli le creature miti e deboli per confondere quelle forti,
    concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo
    della tua martire sant’Agnese,
    di imitare la sua costanza nella fede.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.
    Dal primo libro di Samuèle
    1Sam 17,32-33.37.40-51

    In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va' e il Signore sia con te».
    Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
    Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».
    Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
    Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
    Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.

    Parola di Dio.

    RispondiElimina
    Risposte

    1. Salmo Responsoriale
      Dal Sal 143 (144)

      R. Benedetto il Signore, mia roccia.
      Oppure:
      R. Dio solo è la nostra forza.

      Benedetto il Signore, mia roccia,
      che addestra le mie mani alla guerra,
      le mie dita alla battaglia. R.

      Mio alleato e mia fortezza,
      mio rifugio e mio liberatore,
      mio scudo in cui confido,
      colui che sottomette i popoli al mio giogo. R.

      O Dio, ti canterò un canto nuovo,
      inneggerò a te con l'arpa a dieci corde,
      a te, che dai vittoria ai re,
      che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Gesù annunciava il vangelo del Regno
      e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)

      Alleluia.

      Vangelo
      È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 3,1-6

      In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
      Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
      E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

      Parola del Signore.

      Elimina
  2. Le Parole dei Papi
    Gesù, la speranza, rifà tutto. E’ un miracolo costante. Non solo ha fatto miracoli di guarigione, tante cose: quelli erano soltanto segni, segnali di quello che sta facendo adesso, nella Chiesa. Il miracolo di rifare tutto: quello che fa nella mia vita, nella tua vita, nella nostra vita. Rifare. E questo che rifà Lui è proprio il motivo della nostra speranza. E’ Cristo che rifà tutte le cose più meravigliosamente della Creazione, è il motivo della nostra speranza. E questa speranza non delude, perché Lui è fedele. Non può rinnegare se stesso. Questa è la virtù della speranza. Il Signore che è la speranza della gloria, che è il centro, che è la totalità, ci aiuti in questa strada: dare speranza, avere passione per la speranza. (P. Francesco Omelia Santa Marta – 9 settembre 2013)
    Nei Vangeli, molte pagine raccontano gli incontri di Gesù con i malati e il suo impegno a guarirli. Egli si presenta pubblicamente come uno che lotta contro la malattia e che è venuto per guarire l’uomo da ogni male: il male dello spirito e il male del corpo. (…) E quando un padre o una madre, oppure anche semplicemente persone amiche gli portavano davanti un malato perché lo toccasse e lo guarisse, non metteva tempo in mezzo; la guarigione veniva prima della legge, anche di quella così sacra come il riposo del sabato (cfr Mc 3,1-6). I dottori della legge rimproveravano Gesù perché guariva il sabato, faceva il bene il sabato. Ma l’amore di Gesù era dare la salute, fare il bene: e questo va sempre al primo posto! (…) Di fronte alla malattia, anche in famiglia sorgono difficoltà, a causa della debolezza umana. Ma, in genere, il tempo della malattia fa crescere la forza dei legami familiari. (…) La debolezza e la sofferenza dei nostri affetti più cari e più sacri, possono essere, per i nostri figli e i nostri nipoti, una scuola di vita (…) e lo diventano quando i momenti della malattia sono accompagnati dalla preghiera e dalla vicinanza affettuosa e premurosa dei familiari. (Francesco - Udienza generale, 10 giugno 2015)


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma dove non c'è più verità alcuna si può allora modificare qualsiasi criterio valutativo e in ultima istanza dovunque fare in un modo e nell'esatto suo contrario. L' aver rinunciato alla verità mi pare il vero e proprio nucleo della nostra crisi odierna dove però la verità non offre più terreno solido, là anche la solidarietà comunitaria - per altro ancora tanto considerevole- finisce per sfilacciarsi, poiché anche essa resta in ultima istanza senza radici.
      In quale misura dunque noi viviamo secondo l'interrogativo di Pilato, apparentemente tanto umile, ma in realtà così presuntuoso:" ma che cosa è la verità?" , Proprio così però noi prendiamo posizione contro Cristo.
      Certo quando degli uomini credono di poter disporre a buon mercato e con troppa fiducia della verità è il momento in cui si corre un rischio davvero enorme. Ma un pericolo ancora maggiore incombe là dove l'evidenza comune, la validità e l'obbligatorietà vincolante dell'affermazione del vero vengono addirittura considerate come un qualcosa che non sarebbe più in alcun modo possibile e attuabile.
      (Zeitfragen und christlicher Glaube -Benedetto XVI)

      Elimina
  3. GESUITI - Non va pagato l'amore dei genitori, non va pagato l'amore del
    coniuge, tanto meno va pagato l'amore di Dio; se no, con che cosa
    lo pago? Dando la vita? Allora il problema è come accogliere
    gratuitamente il dono...E Gesù, dopo aver fatto tutti i miracoli in cui dice ciò che ci
    vuol donare, qui fa il grande miracolo: aprirci la mano per
    accogliere il dono.
    Perché se Lui ci vuole fare il dono, ma la nostra mano non sa
    accoglierlo, allora è inutile. Questo è il miracolo ultimo di questa
    serie, miracolo che gli costerà la vita, perché decidono di ucciderlo.
    La funzione della mano è quella di aprirsi e accogliere. Tutto quello
    che c'è noi lo accogliamo: le cose, le persone, la vita, noi stessi,
    siamo un dono.Prima cosa è dunque accogliere.
    Secondo: la mano lavora, elabora, costruisce, modifica,
    vivifica, tutto quel che si vede è frutto della mano dell'uomo, anche
    Milano, sia bella sia brutta, decidano i milanesi, comunque è frutto
    della mano dell'uomo. E dopo la mano può donare.
    Ora il ricevere, l'elaborare, il donare, sono anche le
    caratteristiche della Trinità. Il Figlio tutto riceve; fa le stesse cose del Padre e tutto sa.
    Pensate se ci fosse un mondo dove noi invece di rubare
    accogliamo i doni; pensate che in un mondo dove invece di
    strapazzare la realtà la costruiamo positivamente come ha fatto Dio,
    invece che distruggere la creazione elaborarla, portarla a
    compimento; e pensate se la nostra mano invece che possedere si
    aprisse al dono, alla condivisione; questa è la vita, è questione di
    vita o di morte. È questo il tema centrale del brano.
    Lui è venuto appunto ad aprire la nostra mano per accogliere
    il dono, poi per vivere di questo dono .La mano che è incapace di aprirsi è una mano morta. Il peccato di Adamo fu quello di prendere e tenere ciò che era donato,
    cioè di rubare. Questa mano morta rappresenta l'umanità ormai
    spenta perché tutto il suo istinto è possedere; possedere è
    distruggere; e poi non desidera altro, non può più accogliere nessun
    dono, nessuna vita.
    Mi aveva colpito una cosa in Africa: a noi basta vedere una
    vipera per star male. Lì invece le vipere come le nostre sono
    considerate come da noi poco più che le zanzare. Mentre se
    vengono morsi da quelle mortali, normalmente non muoiono, ma gli
    si secca la mano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. --->Rimane la mano seccata, inaridita.
      Ecco, penso che l'immagine non sia a caso. La mano
      dell'uomo è inaridita da quando è stata morsa dal serpente. Cioè il
      veleno, il sospetto che Dio non ci ami, quindi non possiamo
      accogliere i suoi doni, ma dobbiamo rubarli, è questo il principio
      della nostra mano secca.
      veleno, il sospetto che Dio non ci ami, quindi non possiamo
      accogliere i suoi doni, ma dobbiamo rubarli, è questo il principio
      della nostra mano secca.Sono i due motivi della durezza di cuore: l'uomo ha il cuore
      duro perché è chiuso dentro la legge e il potere, il possesso.
      Chiuso. Non sa amare, non sa donare, non sa vivere.
      E Gesù porterà sulla croce la maledizione della legge e del
      potere e proprio così ci libererà dalla legge e dal potere. Perché il
      nostro Dio è uno che è stato ucciso dalla legge e dal potere, per cui
      non c'è più legge o potere che tenga!
      Perché per ben che vada la legge o il potere uccide Dio, ma è
      fallimentare, perché risorge Dio. E ciò che domina ormai è la libertà
      e l'amore. E quindi Gesù proprio morendo in croce aprirà la nostra
      mano e il nostro cuore.. Gesù in fondo è il primo figlio che ha la
      mano aperta, tutto riceve, tutto trasforma, tutto dona come il
      Padre e dà a noi questa stessa capacità.
      Come si fa a guarire progressivamente da questa mano
      chiusa, da questo occhio, da questo cuore?
      Essi tacevano. Incominciando ad ascoltare e rispondere a quel che si
      ascolta. Sentendo questo brano il cuore mi ha detto qualcosa.
      Cominciamo a rispondere a quel poco che abbiamo sentito. Si
      intesse un dialogo che lentamente mi rivitalizza. o. Il problema è se lo vuoi, perché se tu non vuoi essermondato, io non posso mondarti. Se non voglio ricevere il dono, Lui
      non me lo può fare, anche se lui me lo fa. Quindi il problema è se
      voglio io, non se vuole Lui. Il vero miracolo è liberare la mia volontà
      di guarire, la mia volontà di ricevere. Allora è Sabato! Mi apre la
      mano, mi apre il cuore, mi rende capace di ricevere, cioè di vivere.

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.