giovedì 23 gennaio 2020

"CHIAMO' A SE' QUELLI CHE VOLEVA" Mc 3, 13-19




4 commenti:

  1. Antifona
    A te si prostri tutta la terra, o Dio.
    A te canti inni, canti al tuo nome, o Altissimo. (Cf. Sal 65,4)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che governi il cielo e la terra,
    ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
    e dona ai nostri giorni la tua pace.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Non stenderò la mano su di lui, perché egli è il consacrato del Signore.
    Dal primo libro di Samuèle
    1Sam 24,3-21

    In quei giorni, Saul scelse tremila uomini valorosi in tutto Israele e partì alla ricerca di Davide e dei suoi uomini di fronte alle Rocce dei Caprioli. Arrivò ai recinti delle greggi lungo la strada, ove c'era una caverna. Saul vi entrò per coprire i suoi piedi, mentre Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna.
    Gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco il giorno in cui il Signore ti dice: "Vedi, pongo nelle tue mani il tuo nemico: trattalo come vuoi"». Davide si alzò e tagliò un lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere. Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sentì battere il cuore per aver tagliato un lembo del mantello di Saul. Poi disse ai suoi uomini: «Mi guardi il Signore dal fare simile cosa al mio signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano su di lui, perché è il consacrato del Signore». Davide a stento dissuase con le parole i suoi uomini e non permise loro che si avventassero contro Saul. Saul uscì dalla caverna e tornò sulla via.
    Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla grotta e gridò a Saul: «O re, mio signore!». Saul si voltò indietro e Davide si inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò. Davide disse a Saul: «Perché ascolti la voce di chi dice: "Ecco, Davide cerca il tuo male"? Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno visto che il Signore ti aveva messo oggi nelle mie mani nella caverna; mi si diceva di ucciderti, ma ho avuto pietà di te e ho detto: "Non stenderò le mani sul mio signore, perché egli è il consacrato del Signore". Guarda, padre mio, guarda il lembo del tuo mantello nella mia mano: quando ho staccato questo lembo dal tuo mantello nella caverna, non ti ho ucciso. Riconosci dunque e vedi che non c'è in me alcun male né ribellione, né ho peccato contro di te; invece tu vai insidiando la mia vita per sopprimerla. Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia giustizia il Signore nei tuoi confronti; ma la mia mano non sarà mai contro di te. Come dice il proverbio antico:
    "Dai malvagi esce il male,
    ma la mia mano non sarà contro di te".
    Contro chi è uscito il re d'Israele? Chi insegui? Un cane morto, una pulce. Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te, veda e difenda la mia causa e mi liberi dalla tua mano».
    Quando Davide ebbe finito di rivolgere a Saul queste parole, Saul disse: «È questa la tua voce, Davide, figlio mio?». Saul alzò la voce e pianse. Poi continuò rivolto a Davide: «Tu sei più giusto di me, perché mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male. Oggi mi hai dimostrato che agisci bene con me e che il Signore mi aveva abbandonato nelle tue mani e tu non mi hai ucciso. Quando mai uno trova il suo nemico e lo lascia andare sulla buona strada? Il Signore ti ricompensi per quanto hai fatto a me oggi. Ora, ecco, sono persuaso che certamente regnerai e che sarà saldo nelle tue mani il regno d'Israele».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    6)

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  2. Dal Sal 56 (57)

    R. Pietà di me, o Dio, pietà di me.
    Oppure:
    R. A te mi affido: salvami, Signore.

    Pietà di me, pietà di me, o Dio,
    in te si rifugia l'anima mia;
    all'ombra delle tue ali mi rifugio
    finché l'insidia sia passata. R.

    Invocherò Dio, l'Altissimo,
    Dio che fa tutto per me.
    Mandi dal cielo a salvarmi,
    confonda chi vuole inghiottirmi;
    Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. R.

    Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
    su tutta la terra la tua gloria.
    Grande fino ai cieli è il tuo amore
    e fino alle nubi la tua fedeltà. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
    affidando a noi la parola della riconciliazione. (Cf. 2Cor 5,19)

    Alleluia.

    Vangelo
    Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.
    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 3,13-19

    In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
    Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

    Parola del Signore.
    Le Parole dei Papi
    Nel luogo della rivelazione, "il monte", Gesù, con iniziativa che manifesta assoluta consapevolezza e determinazione, costituisce i Dodici perché siano con lui testimoni e annunciatori dell'avvento del Regno di Dio. (…) I dodici Apostoli sono così il segno più evidente della volontà di Gesù riguardo all'esistenza e alla missione della sua Chiesa, la garanzia che fra Cristo e la Chiesa non c'è alcuna contrapposizione: sono inseparabili, nonostante i peccati degli uomini che compongono la Chiesa. È pertanto del tutto inconciliabile con l'intenzione di Cristo uno slogan di moda alcuni anni fa: "Gesù sì, Chiesa no". Questo Gesù individualistico scelto è un Gesù di fantasia. Non possiamo avere Gesù senza la realtà che Egli ha creato e nella quale si comunica. Tra il Figlio di Dio fatto carne e la sua Chiesa v'è una profonda, inscindibile e misteriosa continuità, in forza della quale Cristo è presente oggi nel suo popolo. È sempre contemporaneo a noi, è sempre contemporaneo nella Chiesa costruita sul fondamento degli Apostoli, è vivo nella successione degli Apostoli. E questa sua presenza nella comunità, nella quale Egli stesso si dà sempre a noi, è motivo della nostra gioia. Sì, Cristo è con noi, il Regno di Dio viene. (Benedetto XVI - Udienza generale, 15 marzo 200

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  3. Gesù non vuole agire da solo, è venuto a portare nel mondo l’amore di Dio e vuole diffonderlo con lo stile della comunione, con lo stile della fraternità. Per questo forma subito una comunità di discepoli, che è una comunità missionaria. Subito li allena alla missione, ad andare. Tutti devono essere missionari, tutti possono sentire quella chiamata di Gesù e andare avanti e annunciare il Regno! E la nostra gioia è solo questa: essere suoi discepoli, suoi amici. Non abbiate paura di essere gioiosi! Non abbiate paura della gioia! Quella gioia che ci dà il Signore quando lo lasciamo entrare nella nostra vita, lasciamo che Lui entri nella nostra vita e ci inviti ad andare fuori noi alle periferie della vita e annunciare il Vangelo. ( P. Francesco ANGELUS, 7 luglio 2013)

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  4. FAUSTI – I Dodici son la piccola barca dove il Signore è toccato e non schiacciato ; sono la Sua vera famiglia, che siede in cerchio attorno a Lui per ascoltarne la Parola e ricevere la Rivelazione del mistero del Regno.
    E' il resto delle dodici tribù d'Israele, riuniti attorno al Servo , che sarà Luce di tutte le nazioni. Questi Dodici sono i patriarchi del nuovo popolo, al quale tutti son chiamati a partecipare, cominciando dai più lontani e bisognosi, sono le colonne della Chiesa, solidamente ancorate alla pietra che è Cristo, unico fondamento su cui si può costruire.
    Essi sono costituiti espressamente per “essere con Lui”, il Figlio.
    Questa è la realizzazione dell'uomo, che “con Lui” è se stesso.
    E' il fine della nostra vita e della Sua Missione.
    Il termine della sequela è quello di stare con Lui per sempre, perchè Lui è la Mia Vita, che ormai è nascosta con Lui in Dio (Col 3,3).
    Con Lui sono me stesso, figlio amato dal Padre con Amore Infinito.
    Ciascuno di noi infatti è amato dal Padre con lo stesso Amore unico, pieno e totale con il quale è amato Gesù, che dice :”Li hai amati come ami me” (Gv 17,23).Si sta con Lui con gli orecchi, per ascoltare la Sua Parola, e poi con gli occhi, per vedere il Suo Volto.
    Questo desiderio di ascoltarlo e contemplarlo è la Fede, che apre il nostro cuore a Lui.
    Essa si concreta nella lettura della Parola e nella preghiera, nella docilità e nell'adorazione, nella riverenza e nella tenerezza.
    Si sta con Lui con i piedi, per seguirlo nella Sua stessa Via. Questo desiderio di camminare come Lui ha camminato è la Speranza, che muove la nostra vita ad essere conforme alla Sua. Questa speranza amorosa libera il nostro cuore da ogni attaccamento al male , e ci spinge ad amare, per Amor Suo la povertà, l'umiliazione e l'umiltà.
    Infine si sta con Lui con le mani, per toccarlo ed avere piena comunione con Lui.
    Questo desiderio di toccarlo è la Carità, che ci identifica a Lui e trasforma la nostra vita nella Sua, facendoci amare e operare come Lui.
    Chiamati perché amati.
    Origine di ogni elezione è il Suo Amore gratuito.
    Da qui scaturisce la Missione. Infatti chi è unito a Lui impara a conoscere il Cuore del Padre , e si offre con gioia ad andare presso chi ancora non Lo conosce, perché la Sua casa sia piena (Lc 14,23) e non lo è fin a che manca un solo fratello. Andare verso tutti gli uomini e stare con Lui sembrano due cose contradditorie. Ma solo in apparenza. Più uno si stringe al Signore, più la sua azione giunge lontano.
    L'azione apostolica è “syn-ergìa” con Gesù, collaborazione con Lui.
    L'essere con Gesù è il principio, il mezzo e il fine di ogni apostolato, che da lì viene, attinge forza e lì sfocia, facendovi confluire tutti gli uomini.
    La missione nostra nasce dall'essere “messi con il Figlio”(S. Ignazio) , e la preoccupazione prima di chi è inviato è quella di stare unito a Lui come il tralcio alla vite (Gv 15,1...) , fino ad essere contemplativo nell'azione , come Lui, che fa ciò che vede fare dal Padre.
    Circa le persone scelte, vediamo che si tratta di gente comune, senza particolari qualifiche se non negative.
    Non risulta che abbia chiamato persone pie (farisei) , o con cariche religiose (sacerdoti) o esperte in Sacra Scrittura (scribi) o potenti (anziani).
    Infatti :”Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono” (1Cor 1,28).

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