lunedì 20 gennaio 2020

"IL FIGLIO DELL'UOMO SIGNORE DEL SABATO" Mc 2, 23-28






5 commenti:

  1. POESIE - WOJTYLA KAROL
    Dio venne fin qui, si fermò a un passo dal nulla,
    ai nostri occhi vicinissimo.
    E parve ai cuori aperti, e parve ai cuori semplici,
    sparito all'ombra delle spighe.

    E quando per i bramosi discepoli si sgranarono le spighe
    Egli nel campo ancor più s'immerse.
    - Imparate, diletti, vi prego, questo mio nascondiglio,
    Dove mi sono nascosto, lì perduro.

    Dite, giovani spighe, non sapete
    dov'Egli si è celato?
    Dove cercarLo? - a noi ditelo, spighe,
    dove cercarlo, nella vostra abbondanza?


    V'era Dio, in cuore, v'era l'universo,
    ma l'universo si oscurava
    e diveniva, piano, canto del Suo intelletto,
    diveniva la stella più bassa.

    O maestri dell'Ellade, vi narro un grande miracolo:
    non importa vegliare sull'Essere che scorre via tra le dita,
    c'è la Bellezza reale,
    celata sotto il Sangue vivo.

    Il frammento di Pane più reale dell'universo
    più colmo d'Essere, colmo del Verbo
    - il canto che sommerge come un mare
    - il vortice di sole
    - l'esilio di Dio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Antifona
      A te si prostri tutta la terra, o Dio.
      A te canti inni, canti al tuo nome, o Altissimo. (Cf. Sal 65,4)

      Colletta
      Dio onnipotente ed eterno,
      che governi il cielo e la terra,
      ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
      e dona ai nostri giorni la tua pace.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Samuèle unse Davide in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su di lui.
      Dal primo libro di Samuèle
      1Sam 16,1-13a

      In quei giorni, il Signore disse a Samuèle: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele? Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuèle rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per sacrificare al Signore”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò».
      Samuèle fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «È pacifica la tua venuta?». Rispose: «È pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore. Santificatevi, poi venite con me al sacrificio». Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
      Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuèle: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuèle, ma questi disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare Sammà e quegli disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare davanti a Samuèle i suoi sette figli e Samuèle ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuèle chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuèle disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!».
      Samuèle prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

      Parola di Dio.


      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 88 (89)

      R. Ho trovato Davide, mio servo.

      Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
      «Ho portato aiuto a un prode,
      ho esaltato un eletto tra il mio popolo. R.

      Ho trovato Davide, mio servo,
      con il mio santo olio l’ho consacrato;
      la mia mano è il suo sostegno,
      il mio braccio è la sua forza. R.

      Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
      mio Dio e roccia della mia salvezza”.
      Io farò di lui il mio primogenito,
      il più alto fra i re della terra». R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
      illumini gli occhi del nostro cuore
      per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. (Cf. Ef 1,17-18)

      Alleluia.

      Vangelo
      Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 2,23-28

      In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
      I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
      E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».

      Parola del Signore.

      Elimina
    2. PAROLE DEI PAPI
      Quelli che hanno la malattia dei farisei e sono cristiani che mettono la loro fede e la loro religiosità in tanti comandamenti: Ah, devo fare questo, devo fare quest’altro. Cristiani di atteggiamenti: “Ma perché fai questo?” “No, si deve fare.” “Ma perché?” “Ah, non so, si deve fare.” E Gesù dov’è? Un comandamento è valido se viene da Gesù. (…) Ma, Padre, qual è la regola per essere cristiano con Cristo, e non diventare cristiani senza Cristo? E qual è il «segno» che una persona è un cristiano con Cristo? La regola è semplice: è valido soltanto quello che ti porta a Gesù, e soltanto è valido quello che viene da Gesù. Gesù è il centro, il Signore, come lui stesso dice. Questo ti porta a Gesù? Vai avanti. Questo comandamento, questo atteggiamento viene da Gesù? Vai avanti. Ma se non ti porta a Gesù, e se non viene da Gesù, allora è un po’ pericoloso. (…) Ma se tu non riesci ad adorare Gesù, qualcosa ti manca. (...) La regola è: sono un buon cristiano, sono sulla strada del buon cristiano, se faccio quello che viene da Gesù e faccio quello che mi porta a Gesù, perché lui è il centro. Il segno è: sono capace di adorare? L’adorazione, la preghiera di adorazione davanti a Gesù. Il Signore ci faccia capire che soltanto Lui è il Signore, l’unico Signore, e ci dia anche la grazia di amarlo tanto, di seguirlo, di andare sulla strada che Lui ci ha insegnato. (P. Francesco Omelia da Santa Marta, 7 settembre 2013)
      Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascuravano la giustizia. Curavano la legge, trascuravano l’amore. Questa è la strada che ci insegna Gesù, totalmente opposta a quella dei dottori della legge. E questa strada dall’amore alla giustizia, porta a Dio. Invece, l’altra strada, di essere attaccati soltanto alla legge, alla lettera della legge, porta alla chiusura, porta all’egoismo. La strada che va dall’amore alla conoscenza e al discernimento, al pieno compimento, porta alla santità, alla salvezza, all’incontro con Gesù. Invece, questa strada porta all’egoismo, alla superbia di sentirsi giusti, a quella santità fra virgolette delle apparenze, no? (P. Francesco Santa Marta – 31 ottobre 2014)

      Elimina
  2. FAUSTI - “Signore è il Figlio dell'uomo anche del sabato”. Tutto il capitolo è una rivelazione progressiva dell'identità di Colui che ha “toccato” il lebbroso : guarisce il corpo e lo spirito, restaura la vita e offre la Comunione con Dio, mangia con i peccatori e dà inizio al banchetto nuziale. Con Lui la Creazione giunge al settimo giorno e attinge alla sorgente da cui è scaturita.
    Ora è doveroso fare ciò che si pensava illecito . agire e mangiare di sabato, come Dio.
    Abbiamo infatti la Sua stessa vita. Questo è il dono definitivo che ci fa il Figlio dell'uomo.
    Le trasgressioni Sue e dei Suoi indicano la novità del Regno, il passaggio dalla promessa al compimento, che con Lui è presente.
    Il Sabato è il giorno del Signore Dio stesso come fine e riposo dell'uomo e di ogni suo giorno.
    In questo senso l'uomo sarebbe fatto per il sabato, ma, non potendo perseguirlo a causa del peccato, il sabato stesso gli viene incontro per donarsi a chi non poteva ormai più raggiungerlo.
    Il brano ci presenta il Signore che , nel Suo giorno , passa attraverso i campi seminati.
    Quasi per sovraimpressione, Lui stesso è il grano maturo, - siamo quindi verso Pasqua1 – le cui spighe colgono quelli che stanno con Lui.
    Per questo “cominciano a fare il viaggio”. Infatti rimane loro ancora un lungo cammino per il quale hanno bisogno di questo cibo.
    L'immagine, in continuazione con quella del perdono, della chiamata , del banchetto nuziale, del vestito e del vino nuovo, è un'allusione all'Eucaristia, in cui i discepoli mangiano e vivono del Signore che si è fatto loro Pane.
    L'accenno è rafforzato dal richiamo a Davide, figura del Messia, e da ciò che fa nella casa . mangia i Pani della proposizione e ne dà ai compagni che sono “con” lui.
    Questo cibo sabbatico, alimento nuovo di cui l'uomo ormai si nutre, è Dio stesso che gli si dona come sua “Vita”.

    RispondiElimina
  3. SALMO 88 https://draft.blogger.com/blog/post/edit/541732186507182303/1525394797761909600
    PSAUME 88 https://draft.blogger.com/blog/post/edit/541732186507182303/799096788504205116
    PSALM 88https://draft.blogger.com/blog/post/edit/541732186507182303/8040276204533953033

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.