mercoledì 15 gennaio 2020

"USCITO DALLA SINAGOGA, ANDO' NELLA CASA DI SIMONE E ANDREA" Mc 1,29-39





3 commenti:

  1. Antifona
    Vidi il Signore su di un trono altissimo;
    lo adorava una schiera di angeli
    e cantavano insieme:
    «Ecco colui che regna per sempre».


    Colletta
    Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
    i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
    perché veda ciò che deve fare
    e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
    Dal primo libro di Samuèle
    1Sam 3,1-10.19-20

    In quei giorni, il giovane Samuèle serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.
    E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio.
    Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
    Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
    Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane.
    Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta"». Samuèle andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
    Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuèle era stato costituito profeta del Signore.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 39 (40)

    R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

    Sacrificio e offerta non gradisci,
    gli orecchi mi hai aperto,
    non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
    Allora ho detto: «Ecco, io vengo. R.

    Nel rotolo del libro su di me è scritto
    di fare la tua volontà:
    mio Dio, questo io desidero;
    la tua legge è nel mio intimo». R.

    Ho annunciato la tua giustizia
    nella grande assemblea;
    vedi: non tengo chiuse le labbra,
    Signore, tu lo sai. R.

    Non ho nascosto la tua giustizia
    dentro il mio cuore,
    la tua verità e la tua salvezza
    ho proclamato. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
    e io le conosco ed esse mi seguono. (Gv 10,27)

    Alleluia.

    Vangelo
    Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 1,29-39

    In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
    Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
    Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
    E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI

    Il Vangelo di oggi ( Mc 1,29-39) presenta la guarigione, da parte di Gesù, della suocera di Pietro e poi di tanti altri malati e sofferenti che si stringono a Lui. Quella della suocera di Pietro è la prima guarigione di ordine fisico raccontata da Marco: la donna si trovava a letto con la febbre; nei suoi confronti, l’atteggiamento e il gesto di Gesù sono emblematici: «Si avvicinò, la fece alzare prendendola per mano» (v. 31), annota l’Evangelista. C’è tanta dolcezza in questo semplice atto, che sembra quasi naturale: «La febbre la lasciò ed ella li serviva» (ibid.). Il potere risanante di Gesù non incontra alcuna resistenza; e la persona guarita riprende la sua vita normale, pensando subito agli altri e non a sé stessa – e questo è significativo, è segno di vera “salute”! (…) Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito. È la predilezione del Padre, che Lui incarna e manifesta con opere e parole. I suoi discepoli ne sono stati testimoni oculari, hanno visto questo e poi lo hanno testimoniato. Ma Gesù non li ha voluti solo spettatori della sua missione: li ha coinvolti, li ha inviati, ha dato anche a loro il potere di guarire i malati e scacciare i demoni. E questo è proseguito senza interruzione nella vita della Chiesa, fino ad oggi. E questo è importante. Prendersi cura dei malati di ogni genere non è per la Chiesa un’“attività opzionale”, no! Non è qualcosa di accessorio, no. Prendersi cura dei malati di ogni genere fa parte integrante della missione della Chiesa, come lo era di quella di Gesù. E questa missione è portare la tenerezza di Dio all’umanità sofferente. (P. Francesco Angelus, Piazza San Pietro, 7 febbraio 2021)

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  3. GESUITI
    Ci troviamo nella prima
    giornata di Gesù che è il programma di tutta la sua attività. Ha detto
    che il tempo è finito, non c’è da aspettare altro tempo perché il
    regno di Dio è qui, non è altrove, è nella nostra quotidianità che si
    vive oppure muori. Basta che ti giri, devi cioè cambiare direzione al
    tuo modo di vivere e cambiare direzione vuol dire credere al
    Vangelo, cioè alla buona notizia che qui ti viene raccontata.
    In concreto, però, il Vangelo è Gesù. Quindi credere al
    Vangelo vuol dire seguire Lui, quindi comincia a camminare dietro a
    Lui e vedi quello che capita.
    Io come faccio ad andargli dietro? Seguendo la sua Parola.
    Andare dietro a una persona vuol dire seguire quello che dice.
    La volta scorsa abbiamo visto quello che capita ascoltando
    la sua Parola che è il programma di tutto il Vangelo. Se ascolti la sua
    Parola ti accorgi che esce da te lo spirito del male, con la menzogna
    che ci tiene schiavi nella paura e quindi ci rinchiude in noi stessi e ci
    divide dagli altri che è principio di morte, si chiama egoismo,
    principio di tutti i mali ed è questo lo spirito del male che c’è in ciascuno di noi. Quindi
    l’ascolto della Parola di verità, e la parola di
    verità è che siamo amati infinitamente da Dio e solo questo dirà il
    Vangelo, e Gesù che è il Figlio amato dal Padre, si è messo in fila con
    i fratelli peccatori per dire “Guardate che anch’io vi amo come vi
    ama il Padre e dalla mia vita capite chi è Dio e chi siete voi: siete figli
    amati”.
    Quindi l’esorcismo è il programma di tutto il Vangelo, che ti fa
    scoprire la tua verità di persona, che è la sete di essere amato ed è il
    fondamento di ogni esistenza, anche dei nostri cani, dei gatti, di
    tutti gli uomini. Tutto il male lo si fa anche per essere amato o per
    sembrare almeno importanti.
    Questa suocera di Pietro è malata,
    “giace con la febbre” e la prima cosa che fanno queste persone è parlare di lei a Gesù. Il primo
    servizio che Gesù rende a questa donna è ascoltare quello che le
    altre persone dicono. Il primo servizio che viene reso a questa
    persona è quello dell’ascolto, non va immediatamente a guarire,
    non sa già tutto e anche se lo sa non è quello che gli interessa. Il
    poter ascoltare e il poter essere ascoltati.La rimette in piedi, la restituisce a se stessa, come se la
    ricreasse attraverso questa resurrezione e la resuscita prendendole
    la mano. Uno degli aspetti di questo gesto è come se questa febbre è
    ciò che mi divide, è ciò che mi separa, la mano di Gesù che prende la
    mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù
    si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla
    solitudine questa persona. E’ un primo aspetto di questo prendere la
    mano.La rimette in piedi, la restituisce a se stessa, come se la
    ricreasse attraverso questa resurrezione e la resuscita prendendole
    la mano. Uno degli aspetti di questo gesto è come se questa febbre è
    ciò che mi divide, è ciò che mi separa, la mano di Gesù che prende la
    mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù
    si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla
    solitudine questa persona. E’ un primo aspetto di questo prendere la
    mano.E poi c’è una cosa strana: fa bene a un malato il fatto di
    dormire. Gesù va a risvegliare la suocera di Pietro. La parola
    risvegliare vuol dire risuscitare, la stessa parola che si userà per
    Gesù: la risuscita, perché noi passiamo dalla morte alla vita se
    amiamo i fratelli, se siamo chiusi nell’egoismo siamo morti. E’ quindi
    un gesto di risurrezione, è segno di resurrezione, vale più di
    resuscitare i morti quello che Gesù fa a questa donna.la mano di Gesù che prende la
    mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù
    si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla
    solitudine questa persona.
    Gesù l’unica definizione che dà di sé è “Io sono in mezzo a voi
    come colui che serve. Voi sapete che il Figlio dell’uomo non è
    venuto per dominare ma per servire”. In questo servire c’è tutto il
    programma di Gesù.
    Che cos’è il servire?
    Il servire potremmo tradurlo nell’amare.

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