lunedì 3 febbraio 2020

"ESSI FURONO PRESI DA GRANDE STUPORE" Mc 5,21-43




 

 



7 commenti:

  1. S. AGOSTINO
    Chi mi farà riposare in Te?

    Chi mi farà riposare in Te, chi ti farà venire nel mio cuore a inebriarlo? Allora dimenticherei i miei mali, e il mio unico bene abbraccerei: Te. Cosa sei tu per me? Abbi misericordia, affinché io parli. E cosa sono io stesso per te, sì che tu mi comandi di amarti e ti adiri verso di me e minacci, se non ubbidisco, gravi sventure, quasi fosse una sventura lieve l’assenza stessa di amore per te? Oh, dimmi, per la tua misericordia, Signore Dio mio, cosa sei per me? Di’ all’anima mia: la salvezza tua io sono. Dillo, che io l’oda. Ecco, le orecchie del mio cuore stanno davanti alla tua bocca, Signore. Aprile e di’ all’anima mia: la salvezza tua io sono. Rincorrendo questa voce io ti raggiungerò, e tu non celarmi il tuo volto. Che io muoia per non morire, per vederlo. (Confessioni I, 5, 5)

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  2. FAUSTI - “La tua fede ti ha salvata” dice Gesù alla donna ; e al padre della fanciulla morta : “Continua ad aver fede”. I due episodi, incastrati e legati dalle parole “salvare”, “credere” e “prendere la mano”- “toccare” si completano a vicenda e illustrano cos'è la fede e qual è la sua potenza .
    La fede è “toccare” Gesù; la Sua Potenza salva nella morte.
    La donna e la ragazza sono figura di tutti noi.
    Come la prima da dodici anni, cioè da sempre, perdiamo la vita, lontano dal Signore.
    Solo se Lo “tocchiamo” siamo salvi, perchè Lui è la nostra Vita.
    Come la seconda, in età da marito, moriamo malati d'amore.(Ct 5,8) se non giunge lo Sposo che ci prende la mano.
    La nostra vita infatti è amarlo come siamo da Lui amati.
    Il tema centrale è la fede, quel “toccare” che salva.
    In esso il proprio limite diventa luogo di comunione .
    Ogni toccare inoltre è sempre reciproco : chi tocca, è toccato. C'è infine un tocco esteriore e un tocco interiore, che prende e trasforma il cuore.
    Al toccare si contrappone lo schiacciare. Mentre questo sfocerà nell'impadronirsi e nell'uccidere Gesù, quello sprigiona da Lui la Sua forza di Vita.
    La salvezza, invocata anche dai discepoli sulla barca, viene da questa fede.
    Essa ci permette di toccarlo e di essere afferrati da Lui,che prima di noi e per noi ha dormito.
    Nella donna vediamo il dinamismo della fede. Presuppone la constatazione di un male indebito e non accettato, col bisogno e l'incapacità di liberarsene , parte dall'ascolto di Gesù, che apre, dalla disperazione per la propria impotenza, alla fiducia nella Sua potenza , giunge infine a toccarlo di spalle, per essere poi in un colloquio faccia a faccia con Lui.
    In Giairo invece vediamo le qualità di questa fede . È una forza più grande di ogni paura , e consiste nel fidarsi totalmente di Gesù e della Sua Parola anche davanti alla morte.
    Nella ragazza infine vediamo l'efficacia di quella fede : la risurrezione, la vittoria sul nemico ultimo dell'uomo ad essere annientato.
    Gesù è il Signore, lo Sposo dell'uomo, che si unisce a lui comunicandogli la vita.
    Il discepolo è come la donna, la figlia di Sion che tocca Gesù ed è salvata dal suo male , è come la ragazza morta che risuscita al tocco dello Sposo.

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  3. Antifona
    Salvaci, Signore Dio nostro,
    radunaci dalle genti,
    perché ringraziamo il tuo nome santo:
    lodarti sarà la nostra gloria. (Sal 105,47)

    Colletta
    Signore Dio nostro,
    concedi a noi tuoi fedeli
    di adorarti con tutta l’anima
    e di amare tutti gli uomini con la carità di Cristo.
    Egli è Dio, e vive e regna con te.

    Prima Lettura
    Figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te!
    Dal secondo libro di Samuèle
    2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3

    In quei giorni, Assalonne s’imbatté nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto il groviglio di una grande quercia e la testa di Assalonne rimase impigliata nella quercia e così egli restò sospeso fra cielo e terra, mentre il mulo che era sotto di lui passò oltre. Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: «Ho visto Assalonne appeso a una quercia». Allora Ioab prese in mano tre dardi e li ficcò nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto della quercia. Poi Ioab disse all’Etìope: «Va’ e riferisci al re quello che hai visto».
    Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta sopra le mura, alzò gli occhi, guardò, ed ecco vide un uomo correre tutto solo. La sentinella gridò e l’annunciò al re. Il re disse: «Se è solo, ha in bocca una bella notizia».
    Il re gli disse: «Mettiti là, da parte». Quegli si mise da parte e aspettò. Ed ecco arrivare l’Etìope che disse: «Si rallegri per la notizia il re, mio signore! Il Signore ti ha liberato oggi da quanti erano insorti contro di te». Il re disse all’Etìope: «Il giovane Assalonne sta bene?». L’Etìope rispose: «Diventino come quel giovane i nemici del re, mio signore, e quanti insorgono contro di te per farti del male!».
    Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: «Figlio mio Assalonne! Figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». Fu riferito a Ioab: «Ecco il re piange e fa lutto per Assalonne». La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: «Il re è desolato a causa del figlio».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 85 (86)

    R. Signore, tendi l'orecchio, rispondimi.

    Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
    perché io sono povero e misero.
    Custodiscimi perché sono fedele;
    tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida. R.

    Pietà di me, Signore,
    a te grido tutto il giorno.
    Rallegra la vita del tuo servo,
    perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia. R.

    Tu sei buono, Signore, e perdoni,
    sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
    Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
    e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.

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    Risposte
    1. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Cristo ha preso le nostre infermità
      e si è caricato delle nostre malattie. (Cf. Mt 8,17)

      Alleluia.

      Vangelo
      Fanciulla, io ti dico: Àlzati!
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 5,21-43

      In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
      Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
      E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: "Chi mi ha toccato?"». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male».
      Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
      Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

      Parola del Signore.

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  4. Le Parole dei Papi

    Impariamo questo: davanti alle sofferenze del corpo e dello spirito, alle ferite dell’anima, alle situazioni che ci schiacciano, e anche davanti al peccato, Dio non ci tiene a distanza, Dio non si vergogna di noi, Dio non ci giudica; al contrario, Egli si avvicina per farsi toccare e per toccarci, e sempre ci rialza dalla morte. Sempre ci prende per mano per dirci: figlia, figlio, alzati! (cfr Mc 5,41), cammina, vai avanti! “Signore sono peccatore” – “Vai avanti” – “Ma tu Signore, non sei peccatore” – “No, ma io ho subito tutte le conseguenze del peccato per salvarti”. È bello questo. Fissiamo nel cuore questa immagine che Gesù ci consegna: Dio è uno che ti prende per mano e ti rialza, uno che si lascia toccare dal tuo dolore e ti tocca per guarirti e ridonarti la vita. ( Francesco Angelus, 30 giugno 2024)

    «Intorno a Gesù c’era tanta folla, e dunque tante persone lo toccavano, eppure a loro non succede niente. Quando invece questa donna tocca Gesù, viene guarita. Dove sta la differenza? Commentando questo punto del testo, Sant’Agostino dice – a nome di Gesù –: «La folla mi si accalca intorno, ma la fede mi tocca» (Discorso 243, 2, 2). È così: ogni volta che facciamo un atto di fede indirizzato a Gesù, si stabilisce un contatto con Lui e immediatamente esce da Lui la sua grazia. A volte noi non ce ne accorgiamo, ma in modo segreto e reale la grazia ci raggiunge e da dentro pian piano trasforma la vita. (…) Nel frattempo, portano a quel padre la notizia che sua figlia è morta. Gesù gli dice: «Non temere, soltanto abbi fede!» (v. 36). Poi va a casa sua e, vedendo che tutti piangono e gridano, dice: «La bambina non è morta, ma dorme» (v. 39). Quindi entra nella camera dove giaceva la bambina, la prende per mano e le dice: «Talità kum», “Fanciulla, alzati!”. La ragazza si alza in piedi e si mette a camminare (cfr vv. 41-42). Quel gesto di Gesù ci mostra che Lui non solo guarisce da ogni malattia, ma risveglia anche dalla morte. Per Dio, che è Vita eterna, la morte del corpo è come un sonno. La morte vera è quella dell’anima: di questa dobbiamo avere paura! Un ultimo particolare: Gesù, dopo aver risuscitato la bambina, dice ai genitori di darle da mangiare (cfr v. 43). Ecco un altro segno molto concreto della vicinanza di Gesù alla nostra umanità. Ma possiamo intenderlo anche in senso più profondo e domandarci: quando i nostri ragazzi sono in crisi e hanno bisogno di un nutrimento spirituale, sappiamo darglielo? E come possiamo se noi stessi non ci nutriamo del Vangelo?». (Leone XIV - Udienza generale, 25 giugno 2025)

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  5. FAUSTI - “La tua fede ti ha salvata” dice Gesù alla donna ; e al padre della fanciulla morta : “Continua ad aver fede”. I due episodi, incastrati e legati dalle parole “salvare”, “credere” e “prendere la mano”- “toccare” si completano a vicenda e illustrano cos'è la fede e qual è la sua potenza .
    La fede è “toccare” Gesù; la Sua Potenza salva nella morte.
    La donna e la ragazza sono figura di tutti noi.
    Come la prima da dodici anni, cioè da sempre, perdiamo la vita, lontano dal Signore.
    Solo se Lo “tocchiamo” siamo salvi, perchè Lui è la nostra Vita.
    Come la seconda, in età da marito, moriamo malati d'amore.(Ct 5,8) se non giunge lo Sposo che ci prende la mano.
    La nostra vita infatti è amarlo come siamo da Lui amati.
    Il tema centrale è la fede, quel “toccare” che salva.
    In esso il proprio limite diventa luogo di comunione .
    Ogni toccare inoltre è sempre reciproco : chi tocca, è toccato. C'è infine un tocco esteriore e un tocco interiore, che prende e trasforma il cuore.
    Al toccare si contrappone lo schiacciare. Mentre questo sfocerà nell'impadronirsi e nell'uccidere Gesù, quello sprigiona da Lui la Sua forza di Vita.
    La salvezza, invocata anche dai discepoli sulla barca, viene da questa fede.
    Essa ci permette di toccarlo e di essere afferrati da Lui,che prima di noi e per noi ha dormito.
    Nella donna vediamo il dinamismo della fede. Presuppone la constatazione di un male indebito e non accettato, col bisogno e l'incapacità di liberarsene , parte dall'ascolto di Gesù, che apre, dalla disperazione per la propria impotenza, alla fiducia nella Sua potenza , giunge infine a toccarlo di spalle, per essere poi in un colloquio faccia a faccia con Lui.
    In Giairo invece vediamo le qualità di questa fede . È una forza più grande di ogni paura , e consiste nel fidarsi totalmente di Gesù e della Sua Parola anche davanti alla morte.
    Nella ragazza infine vediamo l'efficacia di quella fede : la risurrezione, la vittoria sul nemico ultimo dell'uomo ad essere annientato.
    Gesù è il Signore, lo Sposo dell'uomo, che si unisce a lui comunicandogli la vita.
    Il discepolo è come la donna, la figlia di Sion che tocca Gesù ed è salvata dal suo male , è come la ragazza morta che risuscita al tocco dello Sposo.

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  6. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/11/salmo-85-psalm-85-psaume-85-b.html?m=1

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