venerdì 21 febbraio 2020

"IL SIGNORE NE HA BISOGNO" Mc 11,1-10


 

2 commenti:

  1. GESU' A GERUSALEMME
    Gesù entra come un re
    1 Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli 2e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. 3E se qualcuno vi dirà: «Perché fate questo?», rispondete: «Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito»». 4Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. 5Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». 6Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. 7Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. 8Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi.
    9Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:

    «Osanna!
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
    10Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
    Osanna nel più alto dei cieli!».

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  2. “Il Signore ne ha bisogno”, dice Gesù ai discepoli dell'asinello.
    Per cogliere l’importanza di questo brano, ricordo che le prime parole del vangelo di Marco sono: “Principio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio come sta scritto. Mando il mio messaggero davanti a te che ti prepari la via ( Malachia,3).
    . L’asino che cos’è? E’ uno che porta i pesi degli altri,
    Non si riesce ad addestrare gli asini, sanno cosa devono fare, cioè lavorano e portano i pesi degli altri! E’ esattamente quello che farà Gesù sulla croce che porterà il peso del nostro male. Galati 6,2 dice: portate i pesi gli uni degli altri, adempirete tutta la legge di Cristo perché l’unico comando è quello dell’amore e amore è servire, non servirsi.
    L’asino, simbolo di uno che porta i pesi dell’altro, è simbolo di Dio, è la qualità divina che c’è in ogni uomo che è Figlio di Dio, è una qualità deturpata dai cavalli e dai carri.
    La difficoltà di riconoscere il Signore quando verrà, è perché noi lo aspettiamo in un altro modo ed è proprio l’idea di Dio dominatore del mondo che qui Gesù vuole cambiare. Questo cambiamento piano piano, deve avvenire e così si impara anche noi a portare la soma, a caricarci, perché il Signore non ha altro modo di manifestarsi. Ha bisogno dell’asino non tanto per entrare in Gerusalemme, ma deve mostrarsi così, altrimenti non può essere riconosciuto autenticamente.

    E’ poi l' imperativo: slegatelo! La missione è andare, cercare, lo trovi di sicuro, nessuno c’è mai salito di sicuro, l’ordine è slegarlo e portatelo. Ha bisogno che sia portato da lui.
    La missione è portare, slegare e portare quest’asino da Gesù. E se qualcuno vi dice: Perché fate questo?, Cosa rispondo? Il Signore ne ha bisogno, l’ha detto lui. E’ l’unica cosa di cui Dio ha bisogno, Dio che è amore, ha solo bisogno di amore, non di potere, di dominio. Quello di essere amato è l’unico bisogno di Dio ed è l’unico bisogno nostro, anche.
    Di tutte le altre cose che ci legano, non ne abbiamo bisogno e ne abbiamo in eccedenza,
    Le caratteristiche: il Signore: Gesù chiama se stesso Dio, Signore per l’unica volta ed è Dio perché cavalca quest’asino che nessuno ha mai cavalcato, che sarà la croce, di fatti sulla croce sarà riconosciuto Dio, quando porta su di sé il male del mondo.
    L’unico potere dell’amore è quello di darsi, di perdere tutto, non di possedere e avere l’altro in mano, è mettersi nelle mani, è quello che ha fatto Gesù e di fatto finirà in croce e la mano è il potere nostro, la nostra mano potrebbe avere il potere di accogliere, e di fare del bene oppure il potere di prendere e stritolare. Gettano i mantelli e Gesù si sedette sopra di esso. E’ l’intronizzazione, il suo trono. Difatti il suo trono sarà la croce dove ha messo la vita a servizio di tutti.
    Lì sarà il Messia che ci libera tutti.

    L’espressione Benedetto colui che viene nel nome del Signore si trova nel salmo 118 al verso 26 e poco prima c’è un altro passaggio che ricorda un po’ questa novità assoluta, sconvolgente di un Dio che viene in un altro modo e che verrà ricordato poi da Gesù stesso, quando ci dice Ti rendo grazie perché mi hai esaudito perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo. Ecco l’opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi. E poi dice Ordinate il corteo con rami frondosi fino ai lati dell’altare che è quello che succede qui.
    E quando ancora i discepoli domandano Quando viene il regno di Dio? (17,21), Gesù risponde Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione. Perché? Perché è già in mezzo a noi e noi guardiamo dall’altra parte, perché noi lo aspettiamo dall’altra parte. Non è oggetto di speculazione e neanche di attenzione, perché la nostra attenzione è tutta verso i potenti, chi domina, chi fa cronaca. Però tutta la gente che fa cronaca non fa storia, distrugge la storia, l’umanità e la storia è stata fatta da Gesù. Se c’è qualcosa di buono nella storia viene da questo filone, che è nel cuore di ogni uomo.
    (da commento Gesuiti)

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