venerdì 21 febbraio 2020

"UN BICCHIER D'ACQUA" Mc 9, 41-50




 


 

 
 

 

4 commenti:

  1. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Gesù ci esorta a non scendere a patti col male, con immagini che colpiscono: “Se qualcosa in te è motivo di scandalo, taglialo!” (cfr vv. 43-48). Se qualcosa ti fa male, taglialo! Non dice: “Se qualcosa è motivo di scandalo, fermati, pensaci su, migliora un po’…”. No: “Taglialo! Subito!”. Gesù è radicale in questo, esigente, ma per il nostro bene, come un bravo medico. Ogni taglio, ogni potatura, è per crescere meglio e portare frutto nell’amore. Chiediamoci allora: cosa c’è in me che contrasta col Vangelo? Che cosa, concretamente, Gesù vuole che io tagli nella mia vita? (Angelus, 26 settembre 2021)

    RispondiElimina
    Risposte

    1. Antifona

      Io nella tua fedeltà ho confidato;
      esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
      canterò al Signore, che mi ha beneficato. (Sal 12,6)



      Il tuo aiuto, Dio onnipotente,
      ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
      perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà
      e attuarlo nelle parole e nelle opere.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.
      Prima Lettura
      Non aspettare a convertirti al Signore.

      Dal libro del Siràcide
      Sir 5,1-10 (NV) [gr. 5,1-8]

      Non confidare nelle tue ricchezze
      e non dire: «Basto a me stesso».
      Non seguire il tuo istinto e la tua forza,
      assecondando le passioni del tuo cuore.
      Non dire: «Chi mi dominerà?»,
      oppure: «Chi riuscirà a sottomettermi per quello che ho fatto?»,
      perché il Signore senza dubbio farà giustizia.
      Non dire: «Ho peccato, e che cosa mi è successo?»,
      perché il Signore è paziente.
      Non essere troppo sicuro del perdono
      tanto da aggiungere peccato a peccato.
      Non dire: «La sua compassione è grande;
      mi perdonerà i molti peccati»,
      perché presso di lui c’è misericordia e ira,
      e il suo sdegno si riverserà sui peccatori.
      Non aspettare a convertirti al Signore
      e non rimandare di giorno in giorno,
      perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore
      e al tempo del castigo sarai annientato.
      Non confidare in ricchezze ingiuste:
      non ti gioveranno nel giorno della sventura.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale

      Dal Sal 1

      R. Beato l’uomo che confida nel Signore.

      Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
      non resta nella via dei peccatori
      e non siede in compagnia degli arroganti,
      ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
      la sua legge medita giorno e notte. R.

      È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
      che dà frutto a suo tempo:
      le sue foglie non appassiscono
      e tutto quello che fa, riesce bene. R.

      Non così, non così i malvagi,
      ma come pula che il vento disperde;
      poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
      mentre la via dei malvagi va in rovina. R.

      Acclamazione al Vangelo

      Alleluia, alleluia.

      Accogliete la parola di Dio
      non come parola di uomini,
      ma, qual è veramente, come parola di Dio. (Cf. 1Ts 2,13)

      Alleluia.

      Vangelo
      È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna.

      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 9,41-50

      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
      «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
      Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
      Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
      Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

      Parola del Signore.

      Elimina
  2. GESUITI VILLAPIZZONE - Quello che Gesù dice qui vi dia da bere un bicchier d’acqua, ci fa sussultare perché prima si parlava di scacciare demoni e adesso chiunque vi darà un bicchier d’acqua: cosa c’è da un lato di più semplice, dall’altro di così gratuito, perché l’acqua la prende e anche lui la riceve e te la dà. Nelle più piccole cose c’è uno sguardo da parte del Signore sulla realtà, anche sui gesti che possiamo compiere, che rendono questa realtà nuova, se la sappiamo ascoltare, se la sappiamo guardare. Questo accostamento tra scacciare i demoni e dare un bicchiere di acqua, è interessantissimo. È più facile fare cose grandi, che non riusciamo a fare, che quelle piccole che invece riusciamo a fare e l’amore nelle cose piccole si rivela anche di più, perché più o meno le cose grandi se occorre le facciamo tutte, se non altro si fa bella figura, ma quelle piccole indicano veramente l’amore e non perdi la ricompensa. La ricompensa qual è? È quella del Nome, il nome del Figlio che ama tutti i fratelli, è quello il nome che dà la vita. Il nome dà l’amore per tutti. Nel nome del Figlio siamo fratelli, se non agisco nel nome del Figlio e agisco nel mio nome, mi separo dagli altri. Nel nostro nome, facciamo il nostro partito, il nostro movimento contro gli altri, invece nel nome del Figlio siamo tutti fratelli, quindi, per amore e basta, senza secondo fine. ..
    Quello che importa, allora, non è tanto il tipo di azione che faccio, ma quanto amore metto nella cosa che faccio, quello cambia il significato. ..
    . Fare questo gesto, anche piccolo nel Nome, vuol dire che mi sta a cuore la sete dell’altro, vuol dire che vivo da figlio ma voglio far vivere da figlio anche l’altra persona, come se fosse un mio fratello. È come se Gesù invitasse ad aprire gli occhi su quella gratuità che c’è dentro a tanti gesti e che parlano di Lui, che parlano della vita del Figlio, che parlano della nostra possibilità di instaurare relazioni libere e liberanti con le altre persone. Questo perché siete di Cristo. ..
    Gesù comincia a parlare dello scandalo e in questo caso dello scandalo verso i piccoli.
    “I piccoli che credono in me”. Questi piccoli che credono in Gesù, che credono nel Figlio, sono al centro dell’attenzione di Gesù. L’avevamo già visto quando aveva preso il bambino e l’aveva posto in mezzo a coloro che discutevano su chi era il più grande. Quel ribaltamento della logica, come se davvero lo scandalo fosse quello di pensare secondo gli uomini e non secondo Dio, come aveva detto a Pietro. Questa è una questione seria. Essere di scandalo a questi piccoli, è qualcosa di grave. Da un lato, allora, occorre porre al centro della nostra attenzione questi piccoli, come sono al centro dell’attenzione di Gesù, e nella misura in cui ci identificheremo con questi piccoli capiremo con quale amore ci ama Gesù; dall’altro c’è un è meglio per lui, cioè piuttosto che compiere questo male, è meglio morire. È talmente grave il male che si compie verso i piccoli che il problema diventiamo noi..

    RispondiElimina
  3. -->È gravissimo indurre una persona a fare il male, che uccide se stesso, butta via la sua vita e tu lo aiuti a buttarla via. Gli scandali avvengono, è inevitabile che ci siano e bisogna accettare che ci siano, non li elimini ma Gesù dice “stiamo attenti a non farli” e adesso parla di cosa dobbiamo fare con noi stessi. Proprio questa attenzione spinge Paolo (1Corinzi 8) dove non solo non fa il male per non creare scandalo, ma si astiene anche dalle cose che sarebbe in suo diritto fare, pur di non creare scandalo verso i più piccoli. È talmente importante che questi piccoli che credono in Gesù possano continuare il loro cammino, che è meglio che mi astenga anche dalle cose di cui ho diritto perché loro non si scandalizzino.
    Da notare l’associazione i piccoli che credono in me, non hanno cioè nessun altro sostegno se non il Signore. ..
    Se la tua mano ti è di scandalo, tagliala! Prima abbiamo visto lo scandalo verso i piccoli. Qui c’è un passaggio, adesso lo scandalo verso noi stessi. È bello questo progredire nell’insegnamento di Gesù: prima i discepoli avevano discusso tra loro su chi era il più grande, e in un certo senso il nemico è l’altro, uno degli altri undici o tutti gli altri undici; poi c’è l’egoismo di gruppo e allora il nemico è quello che è al di fuori, quello che non segue noi e Gesù sta conducendo queste persone a vedere dove si svolge la battaglia, dov’è la lotta e dice Se la tua mano ti è di scandalo, cioè “tu, puoi essere scandalo a te stesso”, puoi essere pietra di inciampo per il tuo stesso cammino di fede, cioè non guardare fuori pensando di trovare fuori di te il nemico. E il richiamo che prima faceva Silvano F. al grano e alla zizzania: non è che il grano sono i buoni e la zizzania i cattivi e in genere sono gli altri, ma il grano e la zizzania li portiamo dentro di noi e Gesù stesso con quella parabola ci dice: “ce li porteremo dentro”, però con tutta la cura che dobbiamo avere per non strappare anche il grano, restando attenti a dare sempre più spazio al grano e meno alla zizzania. Adesso capite quando Gesù aveva detto chi vuol venire dietro a me rinneghi se stesso. In noi c’è l’egoismo, la nostra schiavitù, “io sono fatto così!” Più tolgo da me il male, più divento libero. E la vera lotta è contro il mio IO e non contro gli altri, anzi so che in genere quando uno mi da fastidio, ha delle caratteristiche che assomigliano alle mie che non mi piacciono, perché se sono solo sue non mi danno fastidio. Tutte le cose che noto negli altri che vorrei criticare, in realtà si dice: Quando uno ha un dito puntato contro l’altro, ne ha tre contro se stesso...
    È la possibilità di diventare figli, cioè di accogliere e anche di ridonare, di non vivere con l’altro un rapporto di competizione o di rivalità, ma cominciare a vivere un rapporto di fraternità. Allora dice che se vedi che questa mano ti è di scandalo, cioè ti impedisce di camminare (ricordate il salmo di pellegrinaggio da cui siamo partiti), ti impedisce di compiere questo viaggio, tagliala. Questa immagine che richiama la potatura perché si porti più frutto, è anche il richiamo della nascita: noi nasciamo e c’è un taglio alla nostra origine, taglio che per noi significa la possibilità di vivere, di venire al mondo. Qua si dice di entrare nella vita … è meglio per te. È come se qui il Signore stesse dandoci un suggerimento: in questo modo vivi meglio. Ogni nostra decisione richiama qualcosa della nostra nascita. Possono essere decisioni grandi o apparentemente piccole, come piccolo apparentemente era il bicchiere d’acqua, ma anche nelle piccole decisioni ci può essere un grande significato per chi le compie. Cristian de Chargé, un trappista di quelli uccisi a Tiberin, che diceva: “La vita di un uomo passa di nascita in nascita”, cioè ci viene data sempre l’opportunità di nascere e di rinascere, e ogni volta che compiamo queste decisioni rinasciamo. È come se andassimo verso una nostra verità sempre più profonda, come se con queste nostre decisioni piano piano ci costruiamo la nostra identità

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.