Antifona Venite: prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il Signore, nostro Dio. (Cf. Sal 94,6-7)
Colletta Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, o Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Poiché non hai osservato la mia alleanza ti strapperò via il regno; ma una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide. Dal primo libro dei Re 1Re 11,4-13
Quando Salomone fu vecchio, le sue donne gli fecero deviare il cuore per seguire altri dèi e il suo cuore non restò integro con il Signore, suo Dio, come il cuore di Davide, suo padre. Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. Salomone commise il male agli occhi del Signore e non seguì pienamente il Signore come Davide, suo padre. Salomone costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dèi. Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva deviato il suo cuore dal Signore, Dio d’Israele, che gli era apparso due volte e gli aveva comandato di non seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore. Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato la mia alleanza né le leggi che ti avevo dato, ti strapperò via il regno e lo consegnerò a un tuo servo. Tuttavia non lo farò durante la tua vita, per amore di Davide, tuo padre; lo strapperò dalla mano di tuo figlio. Ma non gli strapperò tutto il regno; una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 105 (106)
R. Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.
Beati coloro che osservano il diritto e agiscono con giustizia in ogni tempo. Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo, visitami con la tua salvezza. R.
I nostri padri si mescolarono con le genti e impararono ad agire come loro. Servirono i loro idoli e questi furono per loro un tranello. R.
Immolarono i loro figli e le loro figlie ai falsi dèi. L’ira del Signore si accese contro il suo popolo ed egli ebbe in orrore la sua eredità. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. (Gc 1,21bc)
Alleluia.
Vangelo I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli. Dal Vangelo secondo Marco Mc 7,24-30
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.
Le Parole dei Papi Questa madre dimostra di aver intuito che la bontà del Dio Altissimo, presente in Gesù, è aperta ad ogni necessità delle sue creature. Questa saggezza piena di fiducia colpisce il cuore di Gesù e gli strappa parole di ammirazione: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri» (v. 28). Quale è la fede grande? La fede grande è quella che porta la propria storia, segnata anche dalle ferite, ai piedi del Signore domandando a Lui di guarirla, di darle un senso. Ognuno di noi ha la propria storia e non sempre è una storia pulita; tante volte è una storia difficile, con tanti dolori, tanti guai e tanti peccati. (…) Sempre ci sono delle cose brutte in una storia, sempre. Andiamo da Gesù, bussiamo al cuore di Gesù e diciamoGli: “Signore, se Tu voi, puoi guarirmi!”. E noi potremo fare questo se abbiamo sempre davanti a noi il volto di Gesù, se noi capiamo come è il cuore di Cristo: un cuore che ha compassione, che porta su di sé i nostri dolori, che porta su di sé i nostri peccati, i nostri sbagli, i nostri fallimenti. Ma è un cuore che ci ama così, come siamo, senza trucco. (Francesco - Angelus, 16 agosto 2020) Guardiamo alla fede della donna, che il Signore loda, dicendo che è «grande» (v. 28). Ai discepoli sembra grande solo la sua insistenza, ma Gesù vede la fede. Se ci pensiamo, quella donna straniera probabilmente conosceva poco, o per nulla, le leggi e i precetti religiosi di Israele. In che consiste allora la sua fede? Essa non è ricca di concetti, ma di fatti: la Cananea si avvicina, si prostra, insiste, intrattiene un dialogo serrato con Gesù, supera ogni ostacolo pur di parlargli. Ecco la concretezza della fede, che non è un’etichetta religiosa, ma un rapporto personale con il Signore. Quante volte si cade nella tentazione di confondere la fede con un’etichetta! La fede della donna non è fatta di galateo teologico, ma di insistenza: bussa alla porta, bussa, bussa; non è fatta di parole, ma di preghiera. E Dio non resiste quando è pregato. Perciò ha detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» ( Francesco Angelus, 20 agosto 2023)
FAUSTI - “Non è bello prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”, dice Gesù , mettendo alla prova la fede della donna. Essa invece risponde che è bello per i cagnolini prendere almeno le briciole del pane dei figli. Questo suo atteggiamento libera la potenza del Signore che le dice : “Per questa parola, va´. Il demonio è uscito da tua figlia”. È una parola di umiltà e di fiducia, che, senza scoraggiarsi, riconosce la propria miseria e la misericordia del Padre. Il presente racconto è tutto sul pane dei figli. Sciupato da questi, è raccolto dai cagnolini. Fuori immagine, dice il motivo per cui la salvezza passa da Israele, il popolo dei figli, ai pagani, chiamati “cani” (At 13,46).. Nessuno può salvarsi da sé con la sua bravura umana o religiosa. La salvezza è l`amore , ma nessuno può amarsi da sé. È sempre grazia dell'altro. Il pane ( = la vita) del figlio è l`Amore gratuito del Padre. Chi, come Israele, vecchio o nuovo che sia, pensa gli spetti per diritto o per dovere, non Lo incontrerà mai. Il pagano, invece, che si ritiene escluso, è in grado di capire che è dono. Il pane dei figli è il Figlio che dà la Vita. Se i discepoli lo scambiano per un fantasma, questa donna sa che bastano poche briciole per salvare sua figlia. È interessante notare che l` esorcismo è compiuto in assenza di Gesù , Riflette la situazione della Chiesa dopo Pasqua, nella quale ormai la Sua Presenza è riconosciuta dalla fede nel Pane. Il brano precedente mostra la durezza di cuore di chi, con la legge, tiene legato il pane. Questo ne mostra la potenza, liberata dalla fede in Esso. Essa c è tra i pagani e manca nei Suoi. Questi hanno trasformato l`Eucaristia in abitudine ed indifferenza, o addirittura in privilegio che alimenta il proprio orgoglio. Noi, i duri di cuore, ci convertiremo quando accetteremo il Pane dei figli come peccatori indegni, e lo condivideremo con tutti i fratelli, senza discriminazioni. La donna pagana, unica fin`ora a mangiarlo, serve a suscitare la gelosia dei figli, perchè apprezzino il dono che a loro per primi è stato offerto (Rom 11,11). Gesù è chiamato per la prima e unica volta “Signore”. Sarà pure un altro pagano a proclamarlo “Figlio di Dio” non riconosciuto dai Suoi, Lo è solo dai lontani, che non accampano diritti. Infatti Egli è Amore,e, come tale, gratuito e senza condizioni. Chi crede di meritarlo, non può riceverlo. Ciò che è meritato non è senza condizioni, né gratuito, né amore. Discepolo è colui che, giudeo o meno, esprime la parola di fede in questo pane dei figli, dato non per merito, ma per pura grazia di Cristo. La fede altro non è che il passaggio, nel nostro rapporto col Signore, dall `economia dello stipendio a quella del dono.
Antifona
RispondiEliminaVenite: prostrati adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il Signore, nostro Dio. (Cf. Sal 94,6-7)
Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, o Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Poiché non hai osservato la mia alleanza ti strapperò via il regno; ma una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide.
Dal primo libro dei Re
1Re 11,4-13
Quando Salomone fu vecchio, le sue donne gli fecero deviare il cuore per seguire altri dèi e il suo cuore non restò integro con il Signore, suo Dio, come il cuore di Davide, suo padre. Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. Salomone commise il male agli occhi del Signore e non seguì pienamente il Signore come Davide, suo padre.
Salomone costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dèi.
Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva deviato il suo cuore dal Signore, Dio d’Israele, che gli era apparso due volte e gli aveva comandato di non seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore. Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato la mia alleanza né le leggi che ti avevo dato, ti strapperò via il regno e lo consegnerò a un tuo servo. Tuttavia non lo farò durante la tua vita, per amore di Davide, tuo padre; lo strapperò dalla mano di tuo figlio. Ma non gli strapperò tutto il regno; una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 105 (106)
R. Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.
Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo.
Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza. R.
I nostri padri si mescolarono con le genti
e impararono ad agire come loro.
Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello. R.
Immolarono i loro figli
e le loro figlie ai falsi dèi.
L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi
e può portarvi alla salvezza. (Gc 1,21bc)
Alleluia.
Vangelo
I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,24-30
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaQuesta madre dimostra di aver intuito che la bontà del Dio Altissimo, presente in Gesù, è aperta ad ogni necessità delle sue creature. Questa saggezza piena di fiducia colpisce il cuore di Gesù e gli strappa parole di ammirazione: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri» (v. 28). Quale è la fede grande? La fede grande è quella che porta la propria storia, segnata anche dalle ferite, ai piedi del Signore domandando a Lui di guarirla, di darle un senso. Ognuno di noi ha la propria storia e non sempre è una storia pulita; tante volte è una storia difficile, con tanti dolori, tanti guai e tanti peccati. (…) Sempre ci sono delle cose brutte in una storia, sempre. Andiamo da Gesù, bussiamo al cuore di Gesù e diciamoGli: “Signore, se Tu voi, puoi guarirmi!”. E noi potremo fare questo se abbiamo sempre davanti a noi il volto di Gesù, se noi capiamo come è il cuore di Cristo: un cuore che ha compassione, che porta su di sé i nostri dolori, che porta su di sé i nostri peccati, i nostri sbagli, i nostri fallimenti. Ma è un cuore che ci ama così, come siamo, senza trucco. (Francesco - Angelus, 16 agosto 2020)
Guardiamo alla fede della donna, che il Signore loda, dicendo che è «grande» (v. 28). Ai discepoli sembra grande solo la sua insistenza, ma Gesù vede la fede. Se ci pensiamo, quella donna straniera probabilmente conosceva poco, o per nulla, le leggi e i precetti religiosi di Israele. In che consiste allora la sua fede? Essa non è ricca di concetti, ma di fatti: la Cananea si avvicina, si prostra, insiste, intrattiene un dialogo serrato con Gesù, supera ogni ostacolo pur di parlargli. Ecco la concretezza della fede, che non è un’etichetta religiosa, ma un rapporto personale con il Signore. Quante volte si cade nella tentazione di confondere la fede con un’etichetta! La fede della donna non è fatta di galateo teologico, ma di insistenza: bussa alla porta, bussa, bussa; non è fatta di parole, ma di preghiera. E Dio non resiste quando è pregato. Perciò ha detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» ( Francesco Angelus, 20 agosto 2023)
FAUSTI - “Non è bello prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”, dice Gesù , mettendo alla prova la fede della donna.
RispondiEliminaEssa invece risponde che è bello per i cagnolini prendere almeno le briciole del pane dei figli.
Questo suo atteggiamento libera la potenza del Signore che le dice : “Per questa parola, va´. Il demonio è uscito da tua figlia”.
È una parola di umiltà e di fiducia, che, senza scoraggiarsi, riconosce la propria miseria e la misericordia del Padre.
Il presente racconto è tutto sul pane dei figli. Sciupato da questi, è raccolto dai cagnolini.
Fuori immagine, dice il motivo per cui la salvezza passa da Israele, il popolo dei figli, ai pagani, chiamati “cani” (At 13,46)..
Nessuno può salvarsi da sé con la sua bravura umana o religiosa.
La salvezza è l`amore , ma nessuno può amarsi da sé. È sempre grazia dell'altro.
Il pane ( = la vita) del figlio è l`Amore gratuito del Padre.
Chi, come Israele, vecchio o nuovo che sia, pensa gli spetti per diritto o per dovere, non Lo incontrerà mai.
Il pagano, invece, che si ritiene escluso, è in grado di capire che è dono.
Il pane dei figli è il Figlio che dà la Vita.
Se i discepoli lo scambiano per un fantasma, questa donna sa che bastano poche briciole per salvare sua figlia.
È interessante notare che l` esorcismo è compiuto in assenza di Gesù ,
Riflette la situazione della Chiesa dopo Pasqua, nella quale ormai la Sua Presenza è riconosciuta dalla fede nel Pane.
Il brano precedente mostra la durezza di cuore di chi, con la legge, tiene legato il pane.
Questo ne mostra la potenza, liberata dalla fede in Esso.
Essa c è tra i pagani e manca nei Suoi. Questi hanno trasformato l`Eucaristia in abitudine ed indifferenza, o addirittura in privilegio che alimenta il proprio orgoglio.
Noi, i duri di cuore, ci convertiremo quando accetteremo il Pane dei figli come peccatori indegni, e lo condivideremo con tutti i fratelli, senza discriminazioni.
La donna pagana, unica fin`ora a mangiarlo, serve a suscitare la gelosia dei figli, perchè apprezzino il dono che a loro per primi è stato offerto (Rom 11,11).
Gesù è chiamato per la prima e unica volta “Signore”. Sarà pure un altro pagano a proclamarlo “Figlio di Dio” non riconosciuto dai Suoi, Lo è solo dai lontani, che non accampano diritti.
Infatti Egli è Amore,e, come tale, gratuito e senza condizioni. Chi crede di meritarlo, non può riceverlo. Ciò che è meritato non è senza condizioni, né gratuito, né amore.
Discepolo è colui che, giudeo o meno, esprime la parola di fede in questo pane dei figli, dato non per merito, ma per pura grazia di Cristo.
La fede altro non è che il passaggio, nel nostro rapporto col Signore, dall `economia dello stipendio a quella del dono.