Una fede senza dono, una fede senza gratuità è una fede incompleta, è una fede debole, una fede ammalata. Potremmo paragonarla a un cibo ricco e nutriente a cui però manca sapore, o a una partita più o meno ben giocata ma senza gol: no, non va, manca il “sale”. Una fede senza dono, senza gratuità, senza opere di carità alla fine rende tristi: come quel tale che, pur guardato con amore da Gesù in persona, tornò a casa «rattristato» e «scuro in volto» (v. 22). Oggi possiamo domandarci: “A che punto sta la mia fede? La vivo come una cosa meccanica, come un rapporto di dovere o di interesse con Dio? Mi ricordo di alimentarla lasciandomi guardare e amare da Gesù?”. Lasciarsi guardare e amare da Gesù; lasciare che Gesù ci guardi, ci ami. “E, attirato da Lui, corrispondo con la gratuità, con generosità, con tutto il cuore?”. (Angelus, 10 ottobre 2021)
Il Signore è il mio sostegno, mi ha portato al largo, mi ha liberato perché mi vuol bene. ( Sal 17,19-20)
Colletta
Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà di pace e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.
Dal libro del Siràcide Sir 35,1-15
Chi osserva la legge vale quanto molte offerte; chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva. Chi ricambia un favore offre fior di farina, chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode. Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità, sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall’ingiustizia. Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, perché tutto questo è comandato. L’offerta del giusto arricchisce l’altare, il suo profumo sale davanti all’Altissimo. Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito, il suo ricordo non sarà dimenticato. Glorifica il Signore con occhio contento, non essere avaro nelle primizie delle tue mani. In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, con gioia consacra la tua decima. Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità, perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto. Non corromperlo con doni, perché non li accetterà, e non confidare in un sacrificio ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 49 (50)
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
«Davanti a me riunite i miei fedeli, che hanno stabilito con me l’alleanza offrendo un sacrificio». I cieli annunciano la sua giustizia: è Dio che giudica. R.
«Ascolta, popolo mio, voglio parlare, testimonierò contro di te, Israele! Io sono Dio, il tuo Dio! Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. R.
Offri a Dio come sacrificio la lode e sciogli all’Altissimo i tuoi voti; Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)
Alleluia.
Vangelo Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,28-31
In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».
MEDITAZIONE d Gesuiti e Fausti -, Pietro qui si sorprende. “Ma a noi, questo ci é già capitato!" – dice: Abbiamo lasciato tutto. Lo dice con sorpresa, quasi. La prima volta che se ne accorge dopo dieci capitoli. Poi, non é vero che ha lasciato tutto. Si portava dietro, sempre, i litigi su chi era il primo. Poi si portava dietro sempre la sua barca, come risulta dal Vangelo. Ma non importa. Tuttavia, é stato conquistato, insomma. E si accorge, adesso, che per lui é già stato possibile questo, ma non sa, ancora, a che cosa apre ciò che é capitato. E Gesù gli spiega che cosa capita e non é ancora capitato perché loro stanno litigando tra loro, i discepoli, immediatamente prima su chi é il più grande ed é questa prospettiva nuova ed é la perfetta nascita che, qui, Gesù ci apre: la pienezza di vita già su questa terra. E, allora, dice Gesù, in tono solenne, che chi ha lasciato - ed elenca le cose: case, fratelli, sorelle: le relazioni fondamentali - questo a causa di Me e a causa del vangelo riceve già il centuplo. Allora, Gesù ci dice una cosa: che le realtà che vengono lasciate non sono realtà negative. Le ricchezze non sono realtà negative, così come e relazioni con le persone e con le cose non sono negative. Ma il Signore ha visto ciò che ha creato e ha detto che era cosa buona! Come può essere negativo, allora?! Ci può essere negativo il mio legame con queste realtà. Cioè, il possederle. Cioè sacrificare la vita a quelle, farne degli idoli, invece di usarle come mediazione per vivere insieme. a, Pietro qui si sorprende. “Ma a noi, questo ci é già capitato!" – dice: Abbiamo lasciato tutto. Lo dice con sorpresa, quasi. La prima volta che se ne accorge dopo dieci capitoli. Poi, non é vero che ha lasciato tutto. Si portava dietro, sempre, i litigi su chi era il primo. Poi si portava dietro sempre la sua barca, come risulta dal Vangelo. Ma non importa. Tuttavia, é stato conquistato, insomma. E si accorge, adesso, che per lui é già stato possibile questo, ma non sa, ancora, a che cosa apre ciò che é capitato.
RispondiEliminaParole del Santo Padre
Una fede senza dono, una fede senza gratuità è una fede incompleta, è una fede debole, una fede ammalata. Potremmo paragonarla a un cibo ricco e nutriente a cui però manca sapore, o a una partita più o meno ben giocata ma senza gol: no, non va, manca il “sale”. Una fede senza dono, senza gratuità, senza opere di carità alla fine rende tristi: come quel tale che, pur guardato con amore da Gesù in persona, tornò a casa «rattristato» e «scuro in volto» (v. 22). Oggi possiamo domandarci: “A che punto sta la mia fede? La vivo come una cosa meccanica, come un rapporto di dovere o di interesse con Dio? Mi ricordo di alimentarla lasciandomi guardare e amare da Gesù?”. Lasciarsi guardare e amare da Gesù; lasciare che Gesù ci guardi, ci ami. “E, attirato da Lui, corrispondo con la gratuità, con generosità, con tutto il cuore?”. (Angelus, 10 ottobre 2021)
EliminaAntifona
Il Signore è il mio sostegno,
mi ha portato al largo,
mi ha liberato perché mi vuol bene. ( Sal 17,19-20)
Colletta
Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo
si svolga secondo la tua volontà di pace
e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.
Dal libro del Siràcide
Sir 35,1-15
Chi osserva la legge vale quanto molte offerte;
chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che
salva.
Chi ricambia un favore offre fior di farina,
chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode.
Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità,
sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall’ingiustizia.
Non presentarti a mani vuote davanti al Signore,
perché tutto questo è comandato.
L’offerta del giusto arricchisce l’altare,
il suo profumo sale davanti all’Altissimo.
Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito,
il suo ricordo non sarà dimenticato.
Glorifica il Signore con occhio contento,
non essere avaro nelle primizie delle tue mani.
In ogni offerta mostra lieto il tuo volto,
con gioia consacra la tua decima.
Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto,
e con occhio contento, secondo la tua possibilità,
perché il Signore è uno che ripaga
e ti restituirà sette volte tanto.
Non corromperlo con doni, perché non li accetterà,
e non confidare in un sacrificio ingiusto,
perché il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 49 (50)
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio».
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica. R.
«Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele!
Io sono Dio, il tuo Dio!
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. R.
Offri a Dio come sacrificio la lode
e sciogli all’Altissimo i tuoi voti;
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)
Alleluia.
Vangelo
Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,28-31
In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE d Gesuiti e Fausti -, Pietro qui si sorprende. “Ma a noi, questo ci é già
RispondiEliminacapitato!" – dice: Abbiamo lasciato tutto. Lo dice con sorpresa,
quasi. La prima volta che se ne accorge dopo dieci capitoli. Poi, non
é vero che ha lasciato tutto. Si portava dietro, sempre, i litigi su chi
era il primo. Poi si portava dietro sempre la sua barca, come risulta
dal Vangelo. Ma non importa. Tuttavia, é stato conquistato,
insomma. E si accorge, adesso, che per lui é già stato possibile
questo, ma non sa, ancora, a che cosa apre ciò che é capitato. E
Gesù gli spiega che cosa capita e non é ancora capitato perché loro
stanno litigando tra loro, i discepoli, immediatamente prima su chi é
il più grande ed é questa prospettiva nuova ed é la perfetta nascita
che, qui, Gesù ci apre: la pienezza di vita già su questa terra.
E, allora, dice Gesù, in tono solenne, che chi ha lasciato - ed
elenca le cose: case, fratelli, sorelle: le relazioni fondamentali -
questo a causa di Me e a causa del vangelo riceve già il centuplo.
Allora, Gesù ci dice una cosa: che le realtà che vengono
lasciate non sono realtà negative. Le ricchezze non sono realtà
negative, così come e relazioni con le persone e con le cose non sono
negative. Ma il Signore ha visto ciò che ha creato e ha detto che era
cosa buona! Come può essere negativo, allora?! Ci può essere
negativo il mio legame con queste realtà.
Cioè, il possederle. Cioè sacrificare la vita a quelle, farne degli
idoli, invece di usarle come mediazione per vivere insieme.
a, Pietro qui si sorprende. “Ma a noi, questo ci é già
capitato!" – dice: Abbiamo lasciato tutto. Lo dice con sorpresa,
quasi. La prima volta che se ne accorge dopo dieci capitoli. Poi, non
é vero che ha lasciato tutto. Si portava dietro, sempre, i litigi su chi
era il primo. Poi si portava dietro sempre la sua barca, come risulta
dal Vangelo. Ma non importa. Tuttavia, é stato conquistato,
insomma. E si accorge, adesso, che per lui é già stato possibile
questo, ma non sa, ancora, a che cosa apre ciò che é capitato.