venerdì 21 febbraio 2020

GESU' E I BAMBINI Mc 10, 13-16






 

5 commenti:

  1. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Mi è venuto in mente quello che Gesù diceva sulla spontaneità e la libertà dei bambini, quando questo bambino ha avuto la libertà di avvicinarsi e muoversi come se fosse a casa sua … E Gesù ci dice: “Anche voi, se non vi fate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”. Il coraggio di avvicinarsi al Signore, di essere aperti al Signore, di non avere paura del Signore: io ringrazio questo bambino per la lezione che ha dato a tutti noi. E che il Signore lo aiuti nella sua limitazione, nella sua crescita perché ha dato questa testimonianza che gli è venuta dal cuore. I bambini non hanno un traduttore automatico dal cuore alla vita: il cuore va avanti. (Udienza generale, 20 ottobre 2021)

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    1. Antifona
      Io nella tua fedeltà ho confidato;
      esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
      canterò al Signore, che mi ha beneficato. (Sal 12,6)

      Colletta
      Il tuo aiuto, Dio onnipotente,
      ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
      perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà
      e attuarlo nelle parole e nelle opere.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Dio formò l’uomo a sua immagine.
      Dal libro del Siràcide
      Sir 17,1-13 (NV) [gr. 17, 1-15]

      Il Signore creò l’uomo dalla terra
      e ad essa di nuovo lo fece tornare.
      Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito,
      do loro potere su quanto essa contiene.
      Li rivestì di una forza pari alla sua
      e a sua immagine li formò.
      In ogni vivente infuse il timore dell’uomo,
      perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli.
      Discernimento, lingua, occhi,
      orecchi e cuore diede loro per pensare.
      Li riempì di scienza e d’intelligenza
      e mostrò loro sia il bene che il male.
      Pose il timore di sé nei loro cuori,
      per mostrare loro la grandezza delle sue opere,
      e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie.
      Loderanno il suo santo nome
      per narrare la grandezza delle sue opere.
      Pose davanti a loro la scienza
      e diede loro in eredità la legge della vita.
      Stabilì con loro un’alleanza eterna
      e fece loro conoscere i suoi decreti.
      I loro occhi videro la grandezza della sua gloria,
      i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa.
      Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!»
      e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.
      Le loro vie sono sempre davanti a lui,
      non restano nascoste ai suoi occhi.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 102 (103)

      R. L’amore del Signore è da sempre.

      Benedici il Signore, anima mia,
      quanto è in me benedica il suo santo nome.
      Benedici il Signore, anima mia,
      non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

      Come è tenero un padre verso i figli,
      così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
      perché egli sa bene di che siamo plasmati,
      ricorda che noi siamo polvere. R.

      Ma l’amore del Signore è da sempre,
      per sempre su quelli che lo temono,
      e la sua giustizia per i figli dei figli,
      per quelli che custodiscono la sua alleanza. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Ti rendo lode, Padre,
      Signore del cielo e della terra,
      perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

      Alleluia.

      Vangelo
      Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso.
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 10,13-16

      In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
      Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
      E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

      Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Mi è venuto in mente quello che Gesù diceva sulla spontaneità e la libertà dei bambini, quando questo bambino ha avuto la libertà di avvicinarsi e muoversi come se fosse a casa sua … E Gesù ci dice: “Anche voi, se non vi fate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”. Il coraggio di avvicinarsi al Signore, di essere aperti al Signore, di non avere paura del Signore: io ringrazio questo bambino per la lezione che ha dato a tutti noi. E che il Signore lo aiuti nella sua limitazione, nella sua crescita perché ha dato questa testimonianza che gli è venuta dal cuore. I bambini non hanno un traduttore automatico dal cuore alla vita: il cuore va avanti. (Udienza generale, 20 ottobre 2021)

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  3. FAUSTI – LAVELLI Un salmo in cui l’orante si rivolge direttamente al Signore, anche quando sta parlando di sé, ma lo fa davanti al Signore, sottolineando quello che è l’atteggiamento fondamentale di un abbandono fiducioso a questo Signore. Il fatto che abbia un cuore senza orgoglio, senza superbia lo sguardo, deriva dalla tranquillità e dalla serenità. Quando non si è tranquilli, quando non si ha la pace dentro, la si cerca in maniera ansiosa anche fuori, allora si cerca qualcosa che possa sostituire l’inquietudine, l’assenza di pace, allora si cercano cose grandi perché in quelle vogliamo trovare la nostra identità, perché non ci fidiamo di accogliere quell’identità che viene da un rapporto di abbandono fiducioso al Signore. Questa tranquillità e questa serenità, il salmista ripete che è come quella di un bimbo svezzato. Per due volte viene sottolineata questa espressione, quasi a dirne l’importanza, dove ci sono due aspetti compresenti: questo essere fanciulli per cui sapere che si può contare sull’abbraccio della madre, ma dall’altra parte non è un abbraccio che crea la dipendenza, è un fanciullo che è stato svezzato. Come se il salmista ci dicesse che è possibile vivere questo atteggiamento di abbandono fiducioso anche da adulto, anzi non è cosa da bambini, nel senso che noi solitamente usiamo per questo termine. Ed è a tal punto un atteggiamento da adulti, direi un atteggiamento riguardante ogni persona che la conclusione del salmo si fa preghiera e supplica per tutto un popolo speri Israele nel Signore: quello che è stato detto del bambino svezzato in braccio a sua madre è chiamato a diventare il rapporto di un popolo e di ogni persona di questo popolo con il Signore. Ora e sempre: è un atteggiamento questo che ci deve accompagnare, in ogni momento della nostra vita Questi bambini vengono portati, vengono presentati a Gesù e dietro a questo c’è anche il desiderio di queste persone ed è indicato il più grande servizio che si possa rendere a delle persone, quello di portarle da Gesù perché li toccasse, perché si crei questa relazione personale tra questi bambini e Gesù. Quei bambini che Gesù aveva posto al centro nel brano che prima Silvano richiamava, al centro della comunità, adesso vengono portati lì da altri. In un certo senso le persone che stanno portando questi bambini da Gesù fanno quello che Gesù stesso aveva fatto: colgono quello che è essenziale nella comunità, la centralità di Gesù e con Gesù la centralità di quelle persone che siamo invece tentati di emarginare, di lasciar fuori, di tenere lontano. Possono essere persone, possono essere anche parti nostre che magari con fatica riusciamo a portare lì, a presentare al Signore, ma in un certo senso è da queste parti e da queste persone che siamo chiamati a cominciare, perché in quel modo riusciremo davvero a conoscere chi questo Gesù, altrimenti ci illuderemo di conoscere questo Gesù e impediremo ad altri di conoscerlo. Torniamo ancora un po’ sul bambino ed entreremo un po’ alla volta perché è un grande mistero: se non si è così non si entra nel regno! Il bambino è puro bisogno, non può vivere da solo a differenza forse del pulcino che subito si arrangia, il bambino vive se è accudito, altrimenti non vive, vive perché è amato. Questa caratteristica di vivere se siamo accolti, amati, è il fondamento del nostro esistere: chi non è accolto non esiste, è sempre inquieto, angosciato e tenta cose grandi per essere qualcuno. È il principio di tutti i mali, il non accettare il bambino, il nostro bisogno di essere amati e accettarlo con spontaneità e ciò che ci fa come Dio ed è il bisogno fondamentale. Il bambino lo vive spontaneamente: è lo statuto del figlio. Tutto ciò che abbiamo lo riceviamo.

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  4. --> Uno può accarezzare se stesso ma è autistico. Esistiamo perché amati dall’altro, perché siamo relazione. Quindi il nostro bisogno, la nostra fragilità, la nostra debolezza è il luogo proprio dell’amore, perché dove siamo autosufficienti, bravi, ci facciamo da soli. Accettare quindi questa parte che noi consideriamo il nostro limite, la nostra fragilità il nostro aspetto dal quale cerchiamo di uscire, forse è l’aspetto più bello dal quale non si esce, ma è come un recipiente che contiene qualunque bene: se togli questo recipiente non ci sta più nulla. Come quando avvengono le guarigioni attraverso il contatto con la parte malata, ma perché proprio lì diventa il luogo della piena comunione o in quelle parti che nemmeno noi solidarizziamo tanto con noi stessi, lì il Signore ci incontra e queste parti vengono portate a Lui. Lì la comunione diventa piena e non c’è bisogno di tenere nascosto niente. La relazione allora è libera.

    Quella dei discepoli che sgridano penso sia una reazione che dice molto del loro essere, più ancora che dire del loro rapporto con questi bambini, (sgridano i bambini e sgridano quelli che li portano, sgridano tutti), ma dicono del loro modo di vivere. È la presunzione di sapere chi sia il Signore e quale rapporto bisogna avere con Lui. Gesù li ha appena rimproverati, gli ha detto di non impedire di far del bene alle persone e loro adesso sgridano, come dire che loro sanno cosa fare. Aveva appena detto loro chi accoglie uno di questi bambini accoglie me e loro li sgridano. È passato poco tempo da quella parola di Gesù, ma in un certo senso è come se invece di tenere Gesù e il bambino al centro della comunità, si mettessero loro al centro della comunità dicendo quello che è bene e quello che è male fare. Non solo, la parola sgridare è quella che si usa solo contro i demoni. Gesù sgrida i demoni, o li minaccia è la stessa cosa.

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