giovedì 13 febbraio 2020

"GLI PORTARONO UN SORDOMUTO" Mc 7, 31.37




6 commenti:

  1. FAUSTI - “Effathà , cioè Apriti”, dice Gesù al sordomuto. E l´ 'orecchio chiuso si apre all´ ascolto della Sua Voce, la lingua legata si scioglie per dire la parola che salva.
    Dio è invisibile. Ogni immagine che di Lui ci facciamo è un idolo. L´ unico Suo vero Volto è quello del Figlio che Lo ascolta.
    Dio è Parola, comunicazione e dono di Sé.
    L'´uomo è innanzitutto orecchio e poi lingua. Ascoltandolo è in grado di rispondergli; entra in dialogo con Lui e diventa Suo partner, unito a Lui e simile a Lui.
    La religione ebraico- cristiana , anche se ama il Libro, non è un feticismo della lettera.
    È religione della Parola e dell ´Ascolto, cioè della comunione con chi parla.
    Per questo essere sordomuti è il massimo male.
    Ogni uomo, fin dal principio è sordo alla Parola di Dio che lo fa figlio e gli dice . “Ascolta, amami, perché Io ti amo” (Dt 6 , 4-5). infatti ha prestato ascolto alla menzogna di satana , che l´ha chiuso in sé e agli altri, tagliandolo fuori dalla sorgente di acqua viva (Ger 2,13).
    Per un sordo, tutto è assurdo, rimane inebetito e intontito. Ignorando ciò che Dio ha preparato per quelli che Lo amano, (1 Cor 2,9), gli sfugge il perché profondo e unificante del tutto.
    Il sordo ha la lingua inceppata e impedita. Chi non ascolta, non è in grado di parlare.
    Ha la capacità di parlare, ma gli manca la parola udita.
    Il dialogo col Signore è l´ espressione piena della fede, in cui diciamo la parola che ci salva.
    Ascoltare e rispondere a Lui è la nostra vita specifica di uomini creati a Sua immagine e somiglianza. Infedeli, sordi e muti!
    Questo è il punto di partenza della fede, il luogo privilegiato dove può essere donata.
    La preghiera altrui è la prima mediazione della fede.
    La comunione salvifica con Gesù , punto d ´arrivo della fede, anche se mediata dall´intercessione altrui, rimane sempre un contatto personale e diretto con Lui, che opera con tappe successive.
    Lo porta lontano dalla folla, come un tempo portò Israele con ali d´ aquila fuori dall´ Egitto, così porta ciascuno di noi fuori dalla schiavitù, condizionamento del mercato, della cultura e dell´ io più profondo.
    L ' ´esodo e il silenzio, condizioni per l ´ascolto, sono la prima tappa del cammino della fede.
    A Israele nel deserto diede la Sua Parola. Ora, in privato, apre l´ orecchio perché possa ascoltarla.
    Nel silenzio e nel deserto il Signore ci lavora con la Sua Parola, modellando lentamente il nostro vero volto a immagine del Figlio.
    L´ ascolto è la seconda tappa del cammino di fede. - ascolto diuturno e paziente, che ci trasforma in Sua icona vivente.
    Chi professa la fede cristiana è di professione un ascoltatore di Gesù. È consolante quando nelle chiese , invece di tante parole di uomini, si sente circolare con semplicità e freschezza la Parola di Dio.
    E la Parola del Signore, fattasi Pane, ha in Sé lo Spirito che dà la Vita, e dà la forza di fare ciò che si è capito. È la terza tappa del cammino di fede legata all ´ascolto in preghiera.
    Ma darci un cuore nuovo costa al Signore la Vita. C´è una resistenza da vincere, peggiore del nulla , è la porta invalicabile del nostro cuore di pietra, chiuso nella paura e nella diffidenza.
    Ma se è grande la nostra resistenza, ancora più grande è la Sua potenza.
    Nell´ azione di Gesù, come nei Sacramenti che la prolungano, al gesto si accompagna la Parola efficace. Essa apre il nostro cuore, perché lasci entrare la Luce del Signore.
    Anche se non lo conosce, in fondo non attende altro, perché fatto per Lui.
    E chi sperimenta la salvezza di Dio, non può non raccontare.
    Lo stupore di chi conosce “Io Sono” ormai presente in mezzo a noi, Lo loda, cantando la bellezza delle Sue opere.
    Quando l´ 'uomo ascolta il suo Signore e gli risponde, tutta la creazione torna bella.
    Nasce il mondo nuovo, come Dio lo aveva pensato dal principio.
    E il Salvatore, nostra speranza, ci fa uomini nuovi, capaci di ascoltare e di rispondere.

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    1. Antifona
      Venite: prostrati adoriamo,
      in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
      È lui il Signore, nostro Dio. (Cf. Sal 94,6-7)

      Colletta
      Custodisci sempre con paterna bontà
      la tua famiglia, o Signore,
      e poiché unico fondamento della nostra speranza
      è la grazia che viene da te,
      aiutaci sempre con la tua protezione.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Israele si ribellò alla casa di Davide.
      Dal primo libro dei Re
      1Re 11,29-32;12,19

      In quel tempo Geroboàmo, uscito da Gerusalemme, incontrò per strada il profeta Achìa di Silo, che era coperto con un mantello nuovo; erano loro due soli, in campagna. Achìa afferrò il mantello nuovo che indossava e lo lacerò in dodici pezzi.
      Quindi disse a Geroboàmo: «Prenditi dieci pezzi, poiché dice il Signore, Dio d'Israele: "Ecco, strapperò il regno dalla mano di Salomone e ne darò a te dieci tribù. A lui rimarrà una tribù a causa di Davide, mio servo, e a causa di Gerusalemme, la città che ho scelto fra tutte le tribù d'Israele"».
      Israele si ribellò alla casa di Davide fino ad oggi.

      Parola di Dio.




      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 80 (81)

      R. Sono io il Signore, tuo Dio:
      ascolta, popolo mio.
      Oppure:
      R. Fa' che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

      Ascolta, popolo mio, non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
      e non prostrarti a un dio straniero.
      Sono io il Signore, tuo Dio,
      che ti ha fatto salire dal paese d'Egitto. R.

      Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
      Israele non mi ha obbedito:
      l'ho abbandonato alla durezza del suo cuore.
      Seguano pure i loro progetti! R.

      Se il mio popolo mi ascoltasse!
      Se Israele camminasse per le mie vie!
      Subito piegherei i suoi nemici
      e contro i suoi avversari volgerei la mia mano. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Apri, Signore, il nostro cuore
      e accoglieremo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)

      Alleluia.

      Vangelo
      Fa udire i sordi e fa parlare i muti.
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 7,31-37

      In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
      Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
      E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

      Parola del Signore.

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    2. PAROLE DEI PAPI
      Le Parole dei Papi
      Fratelli e sorelle, c’è (…) una sordità interiore, che oggi possiamo chiedere a Gesù di toccare e risanare. E quella sordità interiore è peggiore di quella fisica, perché è la sordità del cuore. Presi dalla fretta, da mille cose da dire e da fare, non troviamo il tempo per fermarci ad ascoltare chi ci parla. Rischiamo di diventare impermeabili a tutto e di non dare spazio a chi ha bisogno di ascolto: penso ai figli, ai giovani, agli anziani, a molti che non hanno tanto bisogno di parole e di prediche, ma di ascolto. Chiediamoci: come va il mio ascolto? Mi lascio toccare dalla vita della gente, so dedicare tempo a chi mi sta vicino per ascoltarla? Questo è per tutti noi, ma in modo speciale per i preti, per i sacerdoti. Il sacerdote deve ascoltare la gente, non andare di fretta, ascoltare…E vedere lì come può aiutare, ma dopo avere sentito. (…) La rinascita di un dialogo, spesso, passa non dalle parole, ma dal silenzio, dal non impuntarsi, dal ricominciare con pazienza ad ascoltare l’altro, ascoltare le sue fatiche, quello che porta dentro. La guarigione del cuore comincia dall’ascolto. Ascoltare. E questo risana il cuore. (Francesco - Angelus, 5 settembre 2021)
      Gesù ci ha svelato il segreto di un miracolo che possiamo ripetere anche noi, diventando protagonisti dell’«Effatà», di quella parola “Apriti” con la quale Egli ha ridato la parola e l’udito al sordomuto. Si tratta di aprirci alle necessità dei nostri fratelli sofferenti e bisognosi di aiuto, rifuggendo l’egoismo e la chiusura del cuore. È proprio il cuore, cioè il nucleo profondo della persona, che Gesù è venuto ad «aprire», a liberare, per renderci capaci di vivere pienamente la relazione con Dio e con gli altri. Egli si è fatto uomo perché l’uomo, reso interiormente sordo e muto dal peccato, possa ascoltare la voce di Dio, la voce dell’Amore che parla al suo cuore, e così impari a parlare a sua volta il linguaggio dell’amore, traducendolo in gesti di generosità e di donazione di sé. ( Francesco Angelus 9 settembre 2018)

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  2. DA Catechesi dei GESUITI : Effathà, cioè: Apriti! Se siamo sordi, non riusciamo a parlare: se siamo sordi all’amore che il Figlio ci ha mostrato, non riusciamo a comunicare correttamente con i fratelli. È lento e faticoso il cammino di guarigione dalle chiusure che ci rendono insensibili all’amore.
    Is 35,1-10
    1 Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa.
    2 Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del
    Carmelo e di Saròn. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.
    3 Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti
    4 Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina.
    Egli viene a salvarvi».
    5 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
    6 Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto,
    scorreranno torrenti nella steppa.
    7 La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso si muterà in sorgenti d’acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli
    sciacalli diventeranno canneti e giuncaie.
    8 Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa; nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si
    aggireranno
    9 Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà
    vi cammineranno i redenti.
    10 Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro
    capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto.

    C'è una vita che scorrerà in questi luoghi dove non lo si aspetta, possono essere situazioni dove questa vita viene meno: i ciechi, i sordi, lo zoppo, il muto. Oppure può essere quella situazione che qui Isaia presenta di coloro che sono smarriti di cuore. ..: c'è la possibilità di nuovo di tornare a vivere in pienezza come questo cammino indica. La possibilità appunto di percorrere questi luoghi sino alla città santa, alla pienezza della vita. Il brano del vangelo ci presenta come una situazione nella quale sembra non essere presente questa vita, in realtà viene ricreata da parte di Gesù.
    Quando Dio creò l’uomo, non l’ha fatto di nessuna specie, l’ha fatto a sua immagine e somiglianza Ma Dio com’è? L’ha fatto a sua immagine e somiglianza perché ha l’orecchio per ascoltare la parola e l’uomo diventa la parola che ascolta.
    Dio è Parola, è comunicazione, è comunione, se l’uomo riceve questa Parola ha il volto di Dio, diventa ciò che è e rappresenta Dio sulla terra. Voi sapete che la parola è il fondamento di tutto nelle relazioni umane, nelle scienze, nella filosofia, nella teologia, nella politica. Tutto il bene, tutto il male, tutta la cultura, tutte le civiltà, tutte le lotte nascono dalla parola, la vita e la morte viene dalla parola. Mediante la Parola noi possiamo diventare interlocutori con Dio: il comandamento è
    “Ascolta Israele” Che cosa?
    “Amami per favore”, ascolta questa parola d’amore e allora comincia il rapporto che ci rende come Dio.
    Se non ascoltiamo, se siamo sordi a questa Parola, siamo sordi.

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  3. -->Nel Vangelo sono persone pagane che si recano a cercare vita non solo per loro stessi, ma cercano vita per qualcun altro: È capitato anche a noi che siamo stati condotti da altri ad incontrare il Signore. Tutti. Nessuno c’è arrivato da solo, qualcuno ci ha condotto .
    Tra l’altro si dice “perché gli imponga la mano”, la mano è il potere, imporre le mani vuol dire trasmettere il proprio potere. Il potere di Dio è esattamente quello di ascoltare e parlare, il potere della comunicazione e della comunione. L’unico potere che ha Dio è quello della parola di verità che restituisce l’uomo a se stesso e lo fa uscire dai deliri e dalla menzogna.
    Per uno che non sente è tutto assurdo, anche la più bella poesia, la più bella dichiarazione d’amore, la più bella parola: niente, tutto è assurdo. E noi siamo tutti sordi alla parola fondamentale che ci costituisce: uno può esistere se crede effettivamente di essere amato dal padre e dalla madre e da Dio, siamo frutto dell’amore. Se non conosciamo, se non ascoltiamo questa parola d’amore che è il comandamento fondamentale di Dio, perché Dio è amore, tutto è assurdo, che senso ha la vita?
    Ancora sull’ascolto: il primo comandamento è “Ascolta” e così inizia anche il decalogo
    Se Dio vuole parlare con te cosa vuol dire? Vuol dire che vuole comunicarsi a te. Da lì capisci tutto. L’importanza della parola è che Dio vuole entrare in comunione con te, essere tuo partner, in dialogo con te, siamo solo interlocutori.
    Prima ancora di dire questa parola vera, si dice che Gesù gemette. Prima di arrivare alla parola ci sono due altre azioni: quella di levare gli occhi al cielo, cioè mettersi in questa relazione con il Padre, questa preghiera da parte di Gesù, questo gemere da parte di Gesù che indica la partecipazione anche alla sofferenza di questa persona che già indica quella che sarà la croce di Gesù, dalla quale, lì siamo guariti in pienezza e solo dopo c’è questa Parola.
    Prima ancora di dire questa parola vera, si dice che Gesù gemette. Prima di arrivare alla parola ci sono due altre azioni: quella di levare gli occhi al cielo, cioè mettersi in questa relazione con il Padre, questa preghiera da parte di Gesù, questo gemere da parte di Gesù che indica la partecipazione anche alla sofferenza di questa persona che già indica quella che sarà la croce di Gesù, dalla quale, lì siamo guariti in pienezza e solo dopo c’è questa Parola : “Apriti!”

    L’apertura è proprio l’accoglienza, la chiusura è esattamente il senso della paura in cui uno si raggomitola e nega le relazioni. Quindi questo apriti. C’è subito l’effetto: si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua. Si guarisce prima nell’ascolto, nell’udito e poi si sarà anche in grado di dire, di parlare.

    Dio ha fatto per prima cosa la luce, la vista, ma cosa c’era prima della luce?
    La Parola:” Sia la Luce!”.
    Noi ci vediamo attraverso l’udito, attraverso la parola, se ascoltiamo vediamo, perché se non ascolti non esisti. È l’ascolto che ti fa esistere E ti permette di renderti conto del senso di ciò che hai attorno a te, proprio nella misura in cui ascolti puoi renderti conto di ciò che accade, se c’è una parola che lasci entrare dentro di te
    Allora l’accoglienza della parola dell’altro diventa accoglienza dell’altro, accoglienza piena. È il concepire l’altro, il farlo vivere, altrimenti non vive,

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  4. HÄNDEL DIXIT DOMINUS PSALM 110 (3-4-5 )
    https://www.youtube.com/watch?v=GjlhscTR9-Q

    HÄNDEL "DOMINUS DIXIT" SALMO 110
    https://www.youtube.com/watch?v=rAkvrYqevAg

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