mercoledì 19 febbraio 2020

"PER LA STRADA INTERROGAVA I SUOI DISCEPOLI" Mc 8,27-33







3 commenti:

  1. Antifona
    Sii per me una roccia di rifugio,
    un luogo fortificato che mi salva.
    Tu sei mia rupe e mia fortezza:
    guidami per amore del tuo nome. (Cf. Sal 30,3-4)


    Colletta
    O Dio, che hai promesso di abitare
    in coloro che ti amano con cuore retto e sincero,
    donaci la grazia di diventare tua degna dimora.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra.
    Dal libro della Gènesi
    Gn 9,1-13

    Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutti gli animali della terra e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono dati in vostro potere. Ogni essere che striscia e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè con il suo sangue. Del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto a ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello.
    Chi sparge il sangue dell'uomo,
    dall'uomo il suo sangue sarà sparso,
    perché a immagine di Dio
    è stato fatto l'uomo.
    E voi, siate fecondi e moltiplicatevi,
    siate numerosi sulla terra e dominatela».
    Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».
    Dio disse:
    «Questo è il segno dell'alleanza,
    che io pongo tra me e voi
    e ogni essere vivente che è con voi,
    per tutte le generazioni future.
    Pongo il mio arco sulle nubi,
    perché sia il segno dell'alleanza
    tra me e la terra.

    Parola di Dio.


    Salmo Responsoriale
    Dal Sa101 (102)
    R. Il Signore dal cielo ha guardato la terra.
    Le genti temeranno il nome del Signore
    e tutti i re della terra la tua gloria,
    quando il Signore avrà ricostruito Sion
    e sarà apparso in tutto il suo splendore.
    Egli si volge alla preghiera dei derelitti,
    non disprezza la loro preghiera. R.

    Questo si scriva per la generazione futura
    e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
    «Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario,
    dal cielo ha guardato la terra,
    per ascoltare il sospiro del prigioniero,
    per liberare i condannati a morte». R.

    I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
    la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza,
    perché si proclami in Sion il nome del Signore
    e la sua lode in Gerusalemme,
    quando si raduneranno insieme i popoli
    e i regni per servire il Signore. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
    tu hai parole di vita eterna. (Cf. Gv 6,63c.68c)

    Alleluia.

    Vangelo
    Tu sei il Cristo... Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire.
    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 8,27-33

    In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
    Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
    E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
    Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Il Signore vuole che i suoi discepoli di ieri e di oggi instaurino con Lui una relazione personale, e così lo accolgano al centro della loro vita. Per questo li sprona a porsi in tutta verità di fronte a sé stessi, e chiede: «Ma voi, chi dite che io sia?» (v. 29). Gesù, oggi, rivolge questa richiesta così diretta e confidenziale a ciascuno di noi: “Tu, chi dici che io sia? Voi, chi dite che io sia? Chi sono io per te?”. Ognuno è chiamato a rispondere, nel proprio cuore, lasciandosi illuminare dalla luce che il Padre ci dà per conoscere il suo Figlio Gesù. E può accadere anche a noi, come a Pietro, di affermare con entusiasmo: «Tu sei il Cristo». Quando però Gesù ci dice chiaramente quello che disse ai discepoli, cioè che la sua missione si compie non nella strada larga del successo, ma nel sentiero arduo del Servo sofferente, umiliato, rifiutato e crocifisso, allora può capitare anche a noi, come a Pietro, di protestare e ribellarci perché questo contrasta con le nostre attese, con le attese mondane. In quei momenti, anche noi meritiamo il salutare rimprovero di Gesù: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (v. 33) (Angelus, 16 settembre 2018)

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  3. FAUSTI - “Gli uomini chi dicono che Io sia?”...
    “Ma voi, chi dite che Io sia?” chiede Gesù ai discepoli e a noi.
    Prima tutti si chiedevano “Chi è Costui?”
    Ora Lui stesso domanda :”Chi sono Io per te?”.
    Il cristianesimo è la risposta a questa domanda che Lui mi rivolge.
    La Sua provocazione è anche un esame della vista , per farci constatare che abbiamo bisogno di occhi ulteriormente nuovi. La fede non è delegabile. Ognuno è chiamato a dare la propria risposta , a conoscerlo, amarlo e seguirlo, anche se ancora imperfettamente.
    Gesù fin qui ha esaudito i nostri desideri, ma quasi solo per adescarci e disporci a ricevere un dono che sorpassa ogni nostra attesa. Ci ha avvinto a Sè perchè ci fidiamo di Lui.
    D'ora in poi comincerà a non farci più doni.
    Il nostro occhio dovrà passare dalla Sua mano vuota al Suo Volto,e penetrare nel Suo Cuore , sorgente di ogni dono. Dio infatti è Amore , e null'altro ama che amare e dare Se stesso all'amato.
    La seconda parte del Vangelo ce lo presenterà così, e culminerà sulla Croce, dove compirà pienamente la Rivelazione di Sé nel dono di Sé.
    Il rischio nostro è di restare chiusi nella prima parte, senza mai conoscere il Signore.
    Infatti non cerchiamo Lui, ma i Suoi doni, e Lo identifichiamo con questi, riducendolo a un idolo, attaccapanni dei nostri desideri o fantasma delle nostre paure.
    La sapienza di Dio passa attraverso la povertà, l'umiliazione e l'umiltà; accetta le sofferenze, il ripudio e l'uccisione, e proprio così vince il male fatto dalla sapienza dell'uomo, che ricerca l'avere, il potere e l'apparire, provocando la morte propria e altrui.
    Pietro, come tutti noi, resta chiuso nel pensiero dell'uomo.
    Il suo scontro con Gesù è violento. Si farà sempre più serrato, fino al confronto finale.
    La croce, fatta da noi e portata da Lui, rimane l'unico luogo possibile d'incontro.
    Il cammino è lento e difficile, ma sicuro e rispettoso.
    La “Parola” denunciando sempre più chiaramente la nostra cecità, ci pone nella necessità di chiedere la luce.
    Questo è il nostro massimo gesto di libertà, con cui riconosciamo la verità e ci mettiamo dietro Gesù, sempre tentati, come Pietro, di metterci davanti.
    Gesù è il Pastore che, con la Sua Croce, Suo bastone, ci guida alla vittoria sul male e sulla morte.
    Lo seguiamo come la Parola che indica il cammino della vita, la nube e la colonna di fuoco che conduce dalla schiavitù alla libertà. E' il Signore presente in mezzo a noi.
    L'amore e l'obbedienza a Lui è la nostra salvezza.

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