Antifona Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Tu sei mia rupe e mia fortezza: guidami per amore del tuo nome. (Cf. Sal 30,3-4)
O Dio, che hai promesso di abitare in coloro che ti amano con cuore retto e sincero, donaci la grazia di diventare tua degna dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio. Dalla lettera agli Ebrei Eb 11,1-7
Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall'invisibile ha preso origine il mondo visibile. Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede, Enoch fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano. Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un'arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 144 (145)
R. O Dio, voglio benedire il tuo nome in eterno. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Grande è il Signore e degno di ogni lode; senza fine è la sua grandezza. R.
Una generazione narra all'altra le tue opere, annuncia le tue imprese. Il glorioso splendore della tua maestà e le tue meraviglie voglio meditare. R.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Si aprirono i cieli e si udì la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». (Cf. Mc 9,7)
Alleluia.
Vangelo Fu trasfigurato davanti a loro. Dal Vangelo secondo Marco Mc 9,2-13
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
PAROLE DEL SANTO PADRE La Trasfigurazione si compie in un momento ben preciso della missione di Cristo, cioè dopo che Lui ha confidato ai discepoli di dover «soffrire molto, […] venire ucciso e risuscitare il terzo giorno» (v. 21). Gesù sa che loro non accettano questa realtà – la realtà della croce, la realtà della morte di Gesù –, e allora vuole prepararli a sopportare lo scandalo della passione e della morte di croce, perché sappiano che questa è la via attraverso la quale il Padre celeste farà giungere alla gloria il suo Figlio, risuscitandolo dai morti. E questa sarà anche la via dei discepoli: nessuno arriva alla vita eterna se non seguendo Gesù, portando la propria croce nella vita terrena. Ognuno di noi, ha la propria croce. Il Signore ci fa vedere la fine di questo percorso che è la Risurrezione, la bellezza, portando la propria croce. (Angelus, 17 marzo 2019) Nella Bibbia, sempre il monte ha un significato speciale: è il luogo elevato, dove cielo e terra si toccano, dove Mosè e i profeti hanno fatto l’esperienza straordinaria dell’incontro con Dio. Salire al monte è avvicinarsi un po’ a Dio. (…) Stiamo attenti, però: quel sentire di Pietro che “è bello per noi stare qui” non deve diventare una pigrizia spirituale. Non possiamo restare sul monte e godere da soli la beatitudine di questo incontro. Gesù stesso ci riporta a valle, tra i nostri fratelli e nella vita quotidiana. Dobbiamo guardarci dalla pigrizia spirituale: stiamo bene noi, con le nostre preghiere e liturgie, e ci basta questo. No! Salire sul monte non è dimenticare la realtà; pregare non è mai evadere dalle fatiche della vita; la luce della fede non serve per una bella emozione spirituale. No, questo non è il messaggio di Gesù. Siamo chiamati a fare esperienza dell’incontro con Cristo perché, illuminati della sua luce, possiamo portarla e farla risplendere ovunque. Accendere piccole luci nei cuori delle persone; essere piccole lampade di Vangelo che portano un po’ d’amore e di speranza: questa è la missione del cristiano. (Angelus, 28 febbraio 2021)
FAUSTI - “Questi è il Figlio Mio, il Diletto,, ascoltatelo!” E' la seconda volta che il Padre parla. La prima approvò Gesù come Figlio, quando si mise in fila con i peccatori per immergersi nel Giordano (1,11); ora Lo conferma per noi come tale, mentre ha appena dichiarato la Parola della Croce. Dopo la trasfigurazione del Figlio, irradiazione della Sua Gloria, Gesù che va in croce e risorge è la Parola in cui il Padre si esprime totalmente e si rivela definitivamente. Per questo dice :“Ascoltatelo!” La Sua Carne è il criterio ultimo di discernimento spirituale. Marco , a differenza degli altri evangelisti, pur conoscendole, non racconta le apparizioni del Risorto. Termina con le donne impaurite che ascoltano l'annuncio di tornare in Galilea : “Là Lo vedrete, come ha detto !”(15,7). La Sua Gloria è la realizzazione di tutta la promessa di Dio, in Lui già anticipata e donata a chiunque Lo contempla. Vedere il Suo Volto infatti è la vita dell'uomo, che finalmente davanti a Lui riflette la realtà di cui è specchio. “Riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito” (2 Cor 3,18). Questa è l'esperienza del vivente alla quale Marco vuole portarci. “Mostrami il Tuo Volto!”. La preghiera , ripetuta nei Salmi, esprime il desiderio abissale che ci fa essere ciò che siamo. La trasfigurazione, narrata al centro della vita terrena di Gesù, è figura di quella risurrezione che la Sua Parola già opera nel cuore della nostra vita quotidiana , in attesa di quella definitiva. Essa ha il suo inizio nell ' ascolto che ci guarisce, si compie nel Battesimo che ci unisce a Lui, si alimenta col Suo Pane che ci fa camminare dietro di Lui , e si consuma nella visione del Suo Volto, che si rispecchia nel nostro. “Quando Egli si sarà manifestato , noi saremo simili a Lui , perché Lo vedremo così come Egli è” (1Gv 3,2). La Trasfigurazione , non la sfigurazione – come temiamo – è il punto d'arrivo dell'universo. Il Volto di Gesù , bellezza di Dio, compimento del Suo disegno di salvezza, è il nostro vero volto, nel quale, per il quale , in vista del quale siamo stati fatti (Col 1,15). Questo racconto segna una svolta decisiva sia nel cammino di Gesù, che va verso Gerusalemme, sia del discepolo, al quale il Padre mostra il mistero del Figlio. Gesù trasfigurato è la verità di Dio e dell'uomo. Il Suo Volto di Figlio è la luce della nostra vita, la realtà verso cui camminiamo. In Lui gustiamo il Regno già venuto con potenza e abbiamo l'anticipo della meta, la vittoria sulla morte. Discepolo è colui che obbedisce alla voce del Padre che dice .”Ascoltate Lui!” Ascoltarlo significa seguirlo quando ci dice :”Dietro di me!” e sperimentare così il potere della Sua Parola che ci libera dal male, dalla febbre, dalla lebbra e dalla paralisi, e ci ridà la mano per toccarlo, accogliere la Sua Vita, e ricevere il Suo pane che ci apre l`orecchio e l`occhio per riconoscerlo. La trasfigurazione corrisponde alla Vita nuova che il Battesimo ci conferisce attraverso la croce: è un`esistenza pasquale, passata dall` egoismo all` amore, dalla tristezza alla gioia, dall`inquietudine alla pace, dall` impazienza alla pazienza, dalla cattiveria alla bontà, dall` infedeltà alla fedeltà, dalla durezza alla mitezza, dall` essere in balia delle passioni alla padronanza di sé. Questa Vita Nuova nello Spirito è la Sua presenza di Risorto in noi. Sul nostro volto brilla il riflesso del Suo, che è lo stesso del Padre.
Antifona
RispondiEliminaSii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Tu sei mia rupe e mia fortezza:
guidami per amore del tuo nome. (Cf. Sal 30,3-4)
O Dio, che hai promesso di abitare
in coloro che ti amano con cuore retto e sincero,
donaci la grazia di diventare tua degna dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio.
Dalla lettera agli Ebrei
Eb 11,1-7
Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall'invisibile ha preso origine il mondo visibile.
Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.
Per fede, Enoch fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano.
Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un'arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 144 (145)
R. O Dio, voglio benedire il tuo nome in eterno.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. R.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. R.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Si aprirono i cieli e si udì la voce del Padre:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». (Cf. Mc 9,7)
Alleluia.
Vangelo
Fu trasfigurato davanti a loro.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,2-13
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!».
E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
Parola del Signore.
PAROLE DEL SANTO PADRE
RispondiEliminaLa Trasfigurazione si compie in un momento ben preciso della missione di Cristo, cioè dopo che Lui ha confidato ai discepoli di dover «soffrire molto, […] venire ucciso e risuscitare il terzo giorno» (v. 21). Gesù sa che loro non accettano questa realtà – la realtà della croce, la realtà della morte di Gesù –, e allora vuole prepararli a sopportare lo scandalo della passione e della morte di croce, perché sappiano che questa è la via attraverso la quale il Padre celeste farà giungere alla gloria il suo Figlio, risuscitandolo dai morti. E questa sarà anche la via dei discepoli: nessuno arriva alla vita eterna se non seguendo Gesù, portando la propria croce nella vita terrena. Ognuno di noi, ha la propria croce. Il Signore ci fa vedere la fine di questo percorso che è la Risurrezione, la bellezza, portando la propria croce. (Angelus, 17 marzo 2019)
Nella Bibbia, sempre il monte ha un significato speciale: è il luogo elevato, dove cielo e terra si toccano, dove Mosè e i profeti hanno fatto l’esperienza straordinaria dell’incontro con Dio. Salire al monte è avvicinarsi un po’ a Dio. (…) Stiamo attenti, però: quel sentire di Pietro che “è bello per noi stare qui” non deve diventare una pigrizia spirituale. Non possiamo restare sul monte e godere da soli la beatitudine di questo incontro. Gesù stesso ci riporta a valle, tra i nostri fratelli e nella vita quotidiana. Dobbiamo guardarci dalla pigrizia spirituale: stiamo bene noi, con le nostre preghiere e liturgie, e ci basta questo. No! Salire sul monte non è dimenticare la realtà; pregare non è mai evadere dalle fatiche della vita; la luce della fede non serve per una bella emozione spirituale. No, questo non è il messaggio di Gesù. Siamo chiamati a fare esperienza dell’incontro con Cristo perché, illuminati della sua luce, possiamo portarla e farla risplendere ovunque. Accendere piccole luci nei cuori delle persone; essere piccole lampade di Vangelo che portano un po’ d’amore e di speranza: questa è la missione del cristiano. (Angelus, 28 febbraio 2021)
FAUSTI -
RispondiElimina“Questi è il Figlio Mio, il Diletto,, ascoltatelo!” E' la seconda volta che il Padre parla. La prima approvò Gesù come Figlio, quando si mise in fila con i peccatori per immergersi nel Giordano (1,11); ora Lo conferma per noi come tale, mentre ha appena dichiarato la Parola della Croce.
Dopo la trasfigurazione del Figlio, irradiazione della Sua Gloria, Gesù che va in croce e risorge è la Parola in cui il Padre si esprime totalmente e si rivela definitivamente.
Per questo dice :“Ascoltatelo!”
La Sua Carne è il criterio ultimo di discernimento spirituale.
Marco , a differenza degli altri evangelisti, pur conoscendole, non racconta le apparizioni del Risorto. Termina con le donne impaurite che ascoltano l'annuncio di tornare in Galilea : “Là Lo vedrete, come ha detto !”(15,7).
La Sua Gloria è la realizzazione di tutta la promessa di Dio, in Lui già anticipata e donata a chiunque Lo contempla. Vedere il Suo Volto infatti è la vita dell'uomo, che finalmente davanti a Lui riflette la realtà di cui è specchio.
“Riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito” (2 Cor 3,18).
Questa è l'esperienza del vivente alla quale Marco vuole portarci.
“Mostrami il Tuo Volto!”. La preghiera , ripetuta nei Salmi, esprime il desiderio abissale che ci fa essere ciò che siamo.
La trasfigurazione, narrata al centro della vita terrena di Gesù, è figura di quella risurrezione che la Sua Parola già opera nel cuore della nostra vita quotidiana , in attesa di quella definitiva.
Essa ha il suo inizio nell ' ascolto che ci guarisce, si compie nel Battesimo che ci unisce a Lui, si alimenta col Suo Pane che ci fa camminare dietro di Lui , e si consuma nella visione del Suo Volto, che si rispecchia nel nostro.
“Quando Egli si sarà manifestato , noi saremo simili a Lui , perché Lo vedremo così come Egli è” (1Gv 3,2).
La Trasfigurazione , non la sfigurazione – come temiamo – è il punto d'arrivo dell'universo.
Il Volto di Gesù , bellezza di Dio, compimento del Suo disegno di salvezza, è il nostro vero volto, nel quale, per il quale , in vista del quale siamo stati fatti
(Col 1,15).
Questo racconto segna una svolta decisiva sia nel cammino di Gesù, che va verso Gerusalemme, sia del discepolo, al quale il Padre mostra il mistero del Figlio.
Gesù trasfigurato è la verità di Dio e dell'uomo.
Il Suo Volto di Figlio è la luce della nostra vita, la realtà verso cui camminiamo.
In Lui gustiamo il Regno già venuto con potenza e abbiamo l'anticipo della meta, la vittoria sulla morte.
Discepolo è colui che obbedisce alla voce del Padre che dice .”Ascoltate Lui!” Ascoltarlo significa seguirlo quando ci dice :”Dietro di me!” e sperimentare così il potere della Sua Parola che ci libera dal male, dalla febbre, dalla lebbra e dalla paralisi, e ci ridà la mano per toccarlo, accogliere la Sua Vita, e ricevere il Suo pane che ci apre l`orecchio e l`occhio per riconoscerlo.
La trasfigurazione corrisponde alla Vita nuova che il Battesimo ci conferisce attraverso la croce: è un`esistenza pasquale, passata dall` egoismo all` amore, dalla tristezza alla gioia, dall`inquietudine alla pace, dall` impazienza alla pazienza, dalla cattiveria alla bontà, dall` infedeltà alla fedeltà, dalla durezza alla mitezza, dall` essere in balia delle passioni alla padronanza di sé.
Questa Vita Nuova nello Spirito è la Sua presenza di Risorto in noi.
Sul nostro volto brilla il riflesso del Suo, che è lo stesso del Padre.
https://youtu.be/MWkYp5o25Yo
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