Antifona Io nella tua fedeltà ho confidato; esulterà il mio cuore nella tua salvezza, canterò al Signore, che mi ha beneficato. (Sal 12,6)
Colletta Il tuo aiuto, Dio onnipotente, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà e attuarlo nelle parole e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Prima d'ogni cosa fu creata la sapienza. Dal libro del Siràcide Sir 1,1-10 (NV) [gr. 1,1-10ab]
Ogni sapienza viene dal Signore e con lui rimane per sempre. La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni dei secoli chi li potrà contare? L'altezza del cielo, la distesa della terra e le profondità dell'abisso chi le potrà esplorare? Chi ha scrutato la sapienza di Dio, che è prima di ogni cosa? Prima d'ogni cosa fu creata la sapienza e l'intelligenza prudente è da sempre. Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli, le sue vie sono i comandamenti eterni. La radice della sapienza a chi fu rivelata? E le sue sottigliezze chi le conosce? Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato? La sua grande esperienza chi la comprende? Uno solo è il sapiente e incute timore, seduto sopra il suo trono. Il Signore stesso ha creato la sapienza, l'ha vista e l'ha misurata, l'ha effusa su tutte le sue opere, a ogni mortale l'ha donata con generosità, l'ha elargita a quelli che lo amano.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 92 (93) R. Il Signore regna, si riveste di maestà. Oppure: R. Venga, Signore, il tuo regno di grazia. Il Signore regna, si riveste di maestà: si riveste il Signore, si cinge di forza. R.
È stabile il mondo, non potrà vacillare. Stabile è il tuo trono da sempre, dall'eternità tu sei. R.
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti! La santità si addice alla tua casa per la durata dei giorni, Signore. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
Alleluia.
Vangelo Credo, Signore; aiuta la mia incredulità. Dal Vangelo secondo Marco Mc 9,14-29
In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
PAROLE DEL SANTO PADRE Nello spirito del mondo, che è dominato dall’orgoglio, la Parola di Dio di oggi ci invita a farci umili e miti. L’umiltà non consiste nella svalutazione di sé stessi, bensì in quel sano realismo che ci fa riconoscere le nostre potenzialità e anche le nostre miserie. A partire proprio dalle nostre miserie, l’umiltà ci fa distogliere lo sguardo da noi stessi per rivolgerlo a Dio, Colui che può tutto e ci ottiene anche quanto da soli non riusciamo ad avere. «Tutto è possibile per chi crede» (Mc 9,23). (Omelia, L’Aquila 28 agosto 2022)
FAUSTI - “Questa specie con nulla può uscire se non con la preghiera”, dice Gesù del demonio che i Suoi discepoli non erano riusciti a scacciare in Sua assenza. Si tratta dello spirito muto e sordo, che chiude l'orecchio alla Parola di Dio, impedendo il dialogo con Lui. Il nemico primo dell'uomo è l'ultimo ad essere vinto. Questo esorcismo, unico nella seconda parte del Vangelo, è il più duro di tutti. E' infatti quello definitivo. Se l'argomento richiama la guarigione del sordo muto, il modo rimanda alla liberazione della figlia della donna siro-fenicia (Cap.7,24-31...). Là c'è una madre e una figlia, qui un padre e un figlio ; là c'è la fede, qui il cammino per arrivarci, in modo che l'azione di Gesù continui anche in sua assenza. La vittoria su questa specie di demoni è il dono stesso della fede, che ci libera dalla soggezione a satana e ci rende capaci di ascoltare il Signore e di rispondere a Lui. La fede non può essere prodotta da noi, generazione incredula. E' dono che Dio offre a tutti. L'unica condizione per riceverlo è quella di chiederlo. Fondamentale è il desiderio, o almeno il desiderio di desiderare, rivolto a chi può venire incontro al mio male, anche alla mia incredulità. La mia libertà non è credere o non credere – schiavo del demonio sordo e muto sono impossibilitato a credere – bensì desiderare e chiedere a Gesù con umiltà :” Credo che Tu puoi aiutarmi nella mia incredulità : donami la fede”. Il racconto ci presenta nel padre la domanda che ciascuno deve fare per ottenere la fede, e nel figlio il passaggio dalla schiavitù al demonio sordo muto alla libertà di dialogare con Dio. Sdoppiato nelle due figure , vediamo rispettivamente il cammino e il risultato della fede. Il brano inoltre ci dice come, in assenza di Gesù, la comunità dei discepoli può continuare la Sua lotta contro il male. Lui è sul monte della gloria. Noi da basso proseguiamo la Sua stessa opera innanzi tutto con la preghiera per essere noi stessi liberati dall'incredulità ; poi siamo in grado di liberare gli altri che hanno lo stesso spirito immondo. Questo esorcismo avviene tra spasmi e grida, convulsioni e irrigidimenti, stridore di denti e sbavamenti. Passa addirittura attraverso la morte, ultima malefatta del demonio sordo muto. Ma il Signore ha il potere di ridare la vita. Tutto il racconto allude al battesimo, in cui muore la nostra falsa identità che ci uccide, e risorgiamo a vita nuova di figli di Dio. Partecipiamo al mistero di Gesù morto e risorto, con il quale la fede ci rende solidali. Gesù risorto, ormai definitivamente presso il Padre, è presente nella sua forza solo per chi accoglie la Voce che dice :”Ascoltate Lui”. Il nostro problema è credere alla Sua Parola, davanti alla quale ci manteniamo ostinatamente sordi e anche muti. Siamo veramente ciechi davanti alla gloria del Figlio dell'uomo(10,32). La terapia è toccare Lui, medico che è anche medicina . La fede lo permette, ma ci manca, e questo è il nostro male. Non ci resta che chiederla.
Antifona
RispondiEliminaIo nella tua fedeltà ho confidato;
esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
canterò al Signore, che mi ha beneficato. (Sal 12,6)
Colletta
Il tuo aiuto, Dio onnipotente,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Prima d'ogni cosa fu creata la sapienza.
Dal libro del Siràcide
Sir 1,1-10 (NV) [gr. 1,1-10ab]
Ogni sapienza viene dal Signore
e con lui rimane per sempre.
La sabbia del mare, le gocce della pioggia
e i giorni dei secoli chi li potrà contare?
L'altezza del cielo, la distesa della terra
e le profondità dell'abisso chi le potrà esplorare?
Chi ha scrutato la sapienza di Dio,
che è prima di ogni cosa?
Prima d'ogni cosa fu creata la sapienza
e l'intelligenza prudente è da sempre.
Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli,
le sue vie sono i comandamenti eterni.
La radice della sapienza a chi fu rivelata?
E le sue sottigliezze chi le conosce?
Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato?
La sua grande esperienza chi la comprende?
Uno solo è il sapiente e incute timore,
seduto sopra il suo trono.
Il Signore stesso ha creato la sapienza,
l'ha vista e l'ha misurata,
l'ha effusa su tutte le sue opere,
a ogni mortale l'ha donata con generosità,
l'ha elargita a quelli che lo amano.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 92 (93)
R. Il Signore regna, si riveste di maestà.
Oppure:
R. Venga, Signore, il tuo regno di grazia.
Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza. R.
È stabile il mondo, non potrà vacillare.
Stabile è il tuo trono da sempre,
dall'eternità tu sei. R.
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
Alleluia.
Vangelo
Credo, Signore; aiuta la mia incredulità.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,14-29
In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
Parola del Signore.
PAROLE DEL SANTO PADRE
RispondiEliminaNello spirito del mondo, che è dominato dall’orgoglio, la Parola di Dio di oggi ci invita a farci umili e miti. L’umiltà non consiste nella svalutazione di sé stessi, bensì in quel sano realismo che ci fa riconoscere le nostre potenzialità e anche le nostre miserie. A partire proprio dalle nostre miserie, l’umiltà ci fa distogliere lo sguardo da noi stessi per rivolgerlo a Dio, Colui che può tutto e ci ottiene anche quanto da soli non riusciamo ad avere. «Tutto è possibile per chi crede» (Mc 9,23). (Omelia, L’Aquila 28 agosto 2022)
FAUSTI - “Questa specie con nulla può uscire se non con la preghiera”, dice Gesù del demonio che i Suoi discepoli non erano riusciti a scacciare in Sua assenza. Si tratta dello spirito muto e sordo, che chiude l'orecchio alla Parola di Dio, impedendo il dialogo con Lui.
RispondiEliminaIl nemico primo dell'uomo è l'ultimo ad essere vinto.
Questo esorcismo, unico nella seconda parte del Vangelo, è il più duro di tutti.
E' infatti quello definitivo. Se l'argomento richiama la guarigione del sordo muto, il modo rimanda alla liberazione della figlia della donna siro-fenicia (Cap.7,24-31...). Là c'è una madre e una figlia, qui un padre e un figlio ; là c'è la fede, qui il cammino per arrivarci, in modo che l'azione di Gesù continui anche in sua assenza. La vittoria su questa specie di demoni è il dono stesso della fede, che ci libera dalla soggezione a satana e ci rende capaci di ascoltare il Signore e di rispondere a Lui.
La fede non può essere prodotta da noi, generazione incredula.
E' dono che Dio offre a tutti.
L'unica condizione per riceverlo è quella di chiederlo.
Fondamentale è il desiderio, o almeno il desiderio di desiderare, rivolto a chi può venire incontro al mio male, anche alla mia incredulità.
La mia libertà non è credere o non credere – schiavo del demonio sordo e muto sono impossibilitato a credere – bensì desiderare e chiedere a Gesù con umiltà :” Credo che Tu puoi aiutarmi nella mia incredulità : donami la fede”.
Il racconto ci presenta nel padre la domanda che ciascuno deve fare per ottenere la fede, e nel figlio il passaggio dalla schiavitù al demonio sordo muto alla libertà di dialogare con Dio.
Sdoppiato nelle due figure , vediamo rispettivamente il cammino e il risultato della fede.
Il brano inoltre ci dice come, in assenza di Gesù, la comunità dei discepoli può continuare la Sua lotta contro il male.
Lui è sul monte della gloria. Noi da basso proseguiamo la Sua stessa opera innanzi tutto con la preghiera per essere noi stessi liberati dall'incredulità ; poi siamo in grado di liberare gli altri che hanno lo stesso spirito immondo.
Questo esorcismo avviene tra spasmi e grida, convulsioni e irrigidimenti, stridore di denti e sbavamenti. Passa addirittura attraverso la morte, ultima malefatta del demonio sordo muto.
Ma il Signore ha il potere di ridare la vita.
Tutto il racconto allude al battesimo, in cui muore la nostra falsa identità che ci uccide, e risorgiamo a vita nuova di figli di Dio.
Partecipiamo al mistero di Gesù morto e risorto, con il quale la fede ci rende solidali.
Gesù risorto, ormai definitivamente presso il Padre, è presente nella sua forza solo per chi accoglie la Voce che dice :”Ascoltate Lui”. Il nostro problema è credere alla Sua Parola, davanti alla quale ci manteniamo ostinatamente sordi e anche muti.
Siamo veramente ciechi davanti alla gloria del Figlio dell'uomo(10,32).
La terapia è toccare Lui, medico che è anche medicina . La fede lo permette, ma ci manca, e questo è il nostro male. Non ci resta che chiederla.