venerdì 21 febbraio 2020

"VA', LA TUA FEDE TI HA SALVATO" Mc 10, 46-52




 

4 commenti:

  1. PAROLE DEL SANTO PADRE
    La fede, lo abbiamo visto in Bartimeo, è grido; la non-fede è soffocare quel grido. Quell’atteggiamento che aveva la gente, nel farlo tacere: non era gente di fede, lui invece sì. Soffocare quel grido è una specie di “omertà”. La fede è protesta contro una condizione penosa di cui non capiamo il motivo; la non-fede è limitarsi a subire una situazione a cui ci siamo adattati. La fede è speranza di essere salvati; la non-fede è abituarsi al male che ci opprime e continuare così. (Udienza generale, 6 maggio 2020)

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    1. Antifona

      Il Signore è il mio sostegno,
      mi ha portato al largo,
      mi ha liberato perché mi vuol bene. (Cf. Sal 17,19-20)
      Colletta

      Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo
      si svolga secondo la tua volontà di pace
      e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.
      Prima Lettura
      Voi siete il sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato.

      Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
      1Pt 2,2-5.9-12

      Carissimi, come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore. Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo.
      Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia.
      Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne, che fanno guerra all’anima. Tenete una condotta esemplare fra i pagani perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale

      Dal Sal 99 (100)

      R. Presentatevi al Signore con esultanza.
      Oppure:
      R. Andiamo al Signore con canti di gioia.

      Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
      servite il Signore nella gioia,
      presentatevi a lui con esultanza. R.

      Riconoscete che solo il Signore è Dio:
      egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
      suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

      Varcate le sue porte con inni di grazie,
      i suoi atri con canti di lode,
      lodatelo, benedite il suo nome. R.

      Buono è il Signore,
      il suo amore è per sempre,
      la sua fedeltà di generazione in generazione. R.

      Acclamazione al Vangelo

      Alleluia, alleluia.

      Io sono la luce del mondo, dice il Signore:
      chi segue me avrà la luce della vita. (Gv 8,12)

      Alleluia.

      Vangelo
      Rabbunì, che io veda di nuovo!

      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 10,46-52

      In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
      Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
      Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
      Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

      Parola del Signore.

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  2. FAUSTI - “Che cosa vuoi che io faccia per te?” chiede Gesù al cieco. E' la stessa domanda che a questo punto il Vangelo fa a ciascuno di noi che, come lui, si ritrova cieco, seduto e fuori strada. E noi facciamo nostra la sua risposta .” Gesù abbi pietà di me. Che io veda”. Solo così otteniamo la vista, abbiamo la fede che ci salva, e Lo seguiamo nel Suo Cammino. Fine di tutta la catechesi di Gesù ai Suoi discepoli e di Marco al suo lettore è portare qui, dove si compie l'ultimo miracolo, quello definitivo : la guarigione dalla cecità.
    Il cammino del Vangelo è un'educazione del desiderio per sapere che cosa chiedere..
    Giacomo e Giovanni, identificati alfine con questo cieco, sanno che cosa chiedere e volere. Dove non avviene questa identificazione col cieco che guarisce, c'è quella con il fico che scopre una sterile nudità (11,12-14.20).
    Questo miracolo è l'illuminazione battesimale che ci fa nascere, uscire dalle tenebre alla luce. E' il dono dello spirito per vedere ciò che Gesù fa a Gerusalemme e scrutare nel Crocifisso la profondità di Dio (1 Cor 2,10).
    Nel Vangelo di Marco questo cieco è l'unico – dopo i demoni, ma in modo ben diverso – che chiama Gesù per nome. Ha con Lui un rapporto personale di conoscenza e di familiarità. Chiamare Gesù è pronunciare il Nome, in cui solo c'è salvezza (At 4,12).
    Questo cieco è specchio di ciascuno di noi. Attraverso l'ascolto ha sentito la promessa di Dio, e può desiderare e chiedere ciò che vuol donarci.
    L'invocazione del Nome di Gesù trova risposta nella sua chiamata, che lo fa balzare in piedi, gettare il mantello, andare da Lui, pregarlo e ottenere la vista, in modo da poterlo seguire nel cammino.
    Questa è la salvezza concessa a chiunque invoca il Suo Nome.
    Da questo racconto la fede è orecchi per ascoltare, bocca per gridare, piedi per correre a Lui, mani per gettare il mantello e occhi per vederlo e seguirlo. Il suo principio è la miseria riconosciuta, il suo mezzo è l'invocazione della Misericordia, il suo compenso è l'illuminazione che fa vedere il Signore.
    Subito dopo questo racconto comincia il primo dei sei giorni di Gesù a Gerusalemme. E' la settimana della nuova creazione. Ora ci dà gli occhi per vederla, così che vediamo Dio stesso nel Figlio dell'uomo che si offre dall'albero della vita.

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  3. Come un grido assordante questa preghiera scaturisce dal profondo del cuore! Lo sgridano, gli impongono di tacere, ma la sua fiducia in Gesù supera ogni barriera di rispetto umano . E Gesù dice di chiamarlo, al punto che il cieco lascia il mantello, il suo rifugio ed entra barcollando nello spazio vuoto, ancora per poco, della pura fiducia ed ottiene la più bella ricompensa : “Che vuoi che Io faccia per te?” la domanda del Signore che si china sui nostri mali, sulla nostra miseria, e la richiesta che solo Lui poteva esaudire .”Che io veda di nuovo!” : “La Tua fede ti ha salvato!” Gesù ha svelato il segreto per ottenere Grazia su Grazia (Gv 1, 16) ed è la preghiera fatta con fede! (Mt 21,22 - Mc 11,22-25)
    La ricompensa alla fede, alla sua preghiera fatta con fede, giunge improvvisa, mentre egli si allontana, vedendo ! “ Egli ha incontrato la "Luce Vera, quella che illumina ogni uomo!" (Gv 1,9) ed ora può vederla! insieme a quella del sole! Gesù sta per entrare in Gerusalemme, là Egli dirà a quelli che vorranno zittire i discepoli esultanti, "Se questi taceranno, grideranno le pietre" (Lc 19,40) La presenza di Gesù suscita esultanti grida di Lode e di Gioia!!!

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