Antifona Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore nostro Dio è luce per noi. (Cf. Sal 117,26-27)
Colletta O Padre, il tuo Figlio unigenito si è manifestato nella nostra carne mortale: concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a sua immagine. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura Dio è amore. Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 1Gv 4,7-10
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 71 (72) R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra. O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia; egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia e i tuoi poveri secondo il diritto. R.
Le montagne portino pace al popolo e le colline giustizia. Ai poveri del popolo renda giustizia, salvi i figli del misero. R.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace, finché non si spenga la luna. E dòmini da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Cf. Lc 4,18)
Alleluia.
Vangelo Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta. Dal Vangelo secondo Marco Mc 6,34-44
In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull'erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
Le Parole dei Papi Proprio quando il sole declina e la fame cresce, mentre gli apostoli stessi chiedono di congedare la gente, Cristo ci sorprende con la sua misericordia. Egli ha compassione del popolo affamato e invita i suoi discepoli a prendersene cura: la fame non è un bisogno che non c’entra con l’annuncio del Regno e la testimonianza della salvezza. Al contrario, questa fame riguarda la nostra relazione con Dio. Cinque pani e due pesci, tuttavia, non sembrano proprio sufficienti a sfamare il popolo: all’apparenza ragionevoli, i calcoli dei discepoli palesano invece la loro poca fede. Perché, in realtà, con Gesù c’è tutto quello che serve per dare forza e senso alla nostra vita. All’appello della fame, infatti, Egli risponde con il segno della condivisione: alza gli occhi, recita la benedizione, spezza il pane e dà da mangiare a tutti i presenti (cfr v. 16). I gesti del Signore non inaugurano un complesso rituale magico, ma testimoniano con semplicità la riconoscenza verso il Padre, la preghiera filiale di Cristo e la comunione fraterna che lo Spirito Santo sostiene. Per moltiplicare pani e pesci, Gesù divide quelli che ci sono: proprio così bastano per tutti, anzi, sovrabbondano. Dopo aver mangiato – e mangiato a sazietà – ne portarono via dodici ceste (cfr v. 17). Questa è la logica che salva il popolo affamato: Gesù opera secondo lo stile di Dio, insegnando a fare altrettanto. (Leone XIV – Santa Messa nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 22 giugno 2025)
Con questo gesto Gesù manifesta la sua potenza, non però in modo spettacolare, ma come segno della carità, della generosità di Dio Padre verso i suoi figli stanchi e bisognosi. Egli è immerso nella vita del suo popolo, ne comprende le stanchezze, ne comprende i limiti, ma non lascia che nessuno si perda o venga meno: nutre con la sua Parola e dona cibo abbondante per il sostentamento. ( Papa Francesco Angelus, 2 agosto 2020)
Fausti - La compassione o misericordia non è un attributo di Dio. E' Dio stesso ,nel più profondo del Suo abisso di Amore gratuito, che verrà alla luce sulla croce. Questa compassione è l'origine del pane .Perchè la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore, Egli stesso si candida pastore, non per desiderio di potere, ma perché Agnello immolato che dà la Sua Vita per le pecore. Il primo Pane che dà è la Sua Parola. Infatti :”Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Dt 8,3). Il cibo materiale verrà meno, come la stessa vita. Ma la Sua Parola e la Sua fedeltà rimangono in eterno. Il lungo insegnamento allude alla catechesi che precede l'Eucaristia : il banchetto della Parola precede quello del Pane. I Discepoli, come tutti, sono chiusi nella ferrea legge del possedere e del comprare. Ma Gesù interviene .”Date loro voi stessi da mangiare” : è un imperativo, la Parola deve farsi Pane. Essi non capiscono , pensano di dover comprare pane. Ma questo Pane esiste senza comperarlo. Ce l'ha dato Gesù : è Lui stesso e la sua capacità di donare. I discepoli però non sanno di averlo e non ne conoscono ancora il potere. Solo offrendolo possono averlo, e più ne danno, più ne hanno. Ma se lo tengono, ne sono già privi. Si può notare che i pani sono cinque e i pesciolini sono due : la loro somma è sette, , numero che richiama il compimento della creazione. Questo poco cibo condiviso è la vita del settimo giorno, fine della creazione stessa. Il Signore prende l'iniziativa del banchetto e agisce in prima persona. In quanto prende il pane ringraziando, Gesù è il Figlio che ha in sé, come dono, la Vita del Padre. Ma il Figlio non è solo uno che riceve passivamente, è uguale al Padre perchè è capace di distribuire ai fratelli ciò che ha ricevuto. “Prendere il pane”, “rendere grazie” e “distribuire” sono le parole dell'Eucaristia, che restituiscono ad ogni pane la sua realtà profonda. Nell'Eucaristia si compie la creazione e si realizza ogni desiderio di Dio e dell'uomo, ogni promessa Sua e attesa nostra : riceviamo la Vita del Figlio e diventiamo figli e fratelli. L'Eucaristia fa di ogni briciola di pane la pienezza di Vita. Per essa il creato torna ad essere “bello” come era al principio , proprio perchè l'uomo che prende, rende grazie e distribuisce, è “molto bello” , immagine e somiglianza di Dio. Solo questo Pane sazia la fame dell'uomo. È il cibo del sabato, che ci introduce alla Presenza, nell'intimità con Dio. Per questo ordina di radunare il sovrappiù. Di questo sovrappiù Gesù vuol suscitare il desiderio, di questo bisogna aver fame, non del pane che perisce. La comunità dei discepoli non è sempre custode di questo sovrappiù . Eppure lo conservano e ce lo tramandano giorno dopo giorno, pur senza capirlo bene. Del pane condiviso sovrabbonda una quantità perfetta che abbraccia la totalità del tempo e delle persone . Dodici ceste come dodici sono i mesi dell'anno, dodici le tribù d'Israele . Di questa pienezza ce n'è per sempre e per tutti.
Antifona
RispondiEliminaBenedetto colui che viene nel nome del Signore:
il Signore nostro Dio è luce per noi. (Cf. Sal 117,26-27)
Colletta
O Padre, il tuo Figlio unigenito
si è manifestato nella nostra carne mortale:
concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Dio è amore.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 4,7-10
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 71 (72)
R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero. R.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Cf. Lc 4,18)
Alleluia.
Vangelo
Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,34-44
In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli
dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull'erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero loro;
e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
EliminaProprio quando il sole declina e la fame cresce, mentre gli apostoli stessi chiedono di congedare la gente, Cristo ci sorprende con la sua misericordia. Egli ha compassione del popolo affamato e invita i suoi discepoli a prendersene cura: la fame non è un bisogno che non c’entra con l’annuncio del Regno e la testimonianza della salvezza. Al contrario, questa fame riguarda la nostra relazione con Dio. Cinque pani e due pesci, tuttavia, non sembrano proprio sufficienti a sfamare il popolo: all’apparenza ragionevoli, i calcoli dei discepoli palesano invece la loro poca fede. Perché, in realtà, con Gesù c’è tutto quello che serve per dare forza e senso alla nostra vita. All’appello della fame, infatti, Egli risponde con il segno della condivisione: alza gli occhi, recita la benedizione, spezza il pane e dà da mangiare a tutti i presenti (cfr v. 16). I gesti del Signore non inaugurano un complesso rituale magico, ma testimoniano con semplicità la riconoscenza verso il Padre, la preghiera filiale di Cristo e la comunione fraterna che lo Spirito Santo sostiene. Per moltiplicare pani e pesci, Gesù divide quelli che ci sono: proprio così bastano per tutti, anzi, sovrabbondano. Dopo aver mangiato – e mangiato a sazietà – ne portarono via dodici ceste (cfr v. 17). Questa è la logica che salva il popolo affamato: Gesù opera secondo lo stile di Dio, insegnando a fare altrettanto. (Leone XIV – Santa Messa nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 22 giugno 2025)
Con questo gesto Gesù manifesta la sua potenza, non però in modo spettacolare, ma come segno della carità, della generosità di Dio Padre verso i suoi figli stanchi e bisognosi. Egli è immerso nella vita del suo popolo, ne comprende le stanchezze, ne comprende i limiti, ma non lascia che nessuno si perda o venga meno: nutre con la sua Parola e dona cibo abbondante per il sostentamento. ( Papa Francesco Angelus, 2 agosto 2020)
EliminaFausti - La compassione o misericordia non è un attributo di Dio.
RispondiEliminaE' Dio stesso ,nel più profondo del Suo abisso di Amore gratuito, che verrà alla luce sulla croce. Questa compassione è l'origine del pane .Perchè la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore, Egli stesso si candida pastore, non per desiderio di potere, ma perché Agnello immolato che dà la Sua Vita per le pecore.
Il primo Pane che dà è la Sua Parola. Infatti :”Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Dt 8,3). Il cibo materiale verrà meno, come la stessa vita. Ma la Sua Parola e la Sua fedeltà rimangono in eterno. Il lungo insegnamento allude alla catechesi che precede l'Eucaristia : il banchetto della Parola precede quello del Pane.
I Discepoli, come tutti, sono chiusi nella ferrea legge del possedere e del comprare.
Ma Gesù interviene .”Date loro voi stessi da mangiare” : è un imperativo, la Parola deve
farsi Pane. Essi non capiscono , pensano di dover comprare pane.
Ma questo Pane esiste senza comperarlo. Ce l'ha dato Gesù : è Lui stesso e la sua capacità di donare.
I discepoli però non sanno di averlo e non ne conoscono ancora il potere. Solo offrendolo possono averlo, e più ne danno, più ne hanno. Ma se lo tengono, ne sono già privi.
Si può notare che i pani sono cinque e i pesciolini sono due : la loro somma è sette, , numero che richiama il compimento della creazione. Questo poco cibo condiviso è la vita del settimo giorno, fine della creazione stessa.
Il Signore prende l'iniziativa del banchetto e agisce in prima persona.
In quanto prende il pane ringraziando,
Gesù è il Figlio che ha in sé, come dono, la Vita del Padre.
Ma il Figlio non è solo uno che riceve passivamente, è uguale al Padre perchè è capace di distribuire ai fratelli ciò che ha ricevuto.
“Prendere il pane”, “rendere grazie” e “distribuire” sono le parole dell'Eucaristia, che restituiscono ad ogni pane la sua realtà profonda.
Nell'Eucaristia si compie la creazione e si realizza ogni desiderio di Dio e dell'uomo, ogni promessa Sua e attesa nostra : riceviamo la Vita del Figlio e diventiamo figli e fratelli.
L'Eucaristia fa di ogni briciola di pane la pienezza di Vita.
Per essa il creato torna ad essere “bello” come era al principio , proprio perchè l'uomo che prende, rende grazie e distribuisce, è “molto bello” , immagine e somiglianza di Dio.
Solo questo Pane sazia la fame dell'uomo.
È il cibo del sabato, che ci introduce alla Presenza, nell'intimità con Dio.
Per questo ordina di radunare il sovrappiù. Di questo sovrappiù Gesù vuol suscitare il desiderio, di questo bisogna aver fame, non del pane che perisce.
La comunità dei discepoli non è sempre custode di questo sovrappiù .
Eppure lo conservano e ce lo tramandano giorno dopo giorno, pur senza capirlo bene.
Del pane condiviso sovrabbonda una quantità perfetta che abbraccia la totalità del tempo e delle persone . Dodici ceste come dodici sono i mesi dell'anno, dodici le tribù d'Israele .
Di questa pienezza ce n'è per sempre e per tutti.
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