Antifona Il Signore è il mio sostegno, mi ha portato al largo, mi ha liberato perché mi vuol bene. (Cf. Sal 17,19-20)
Colletta Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà di pace e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1Pt 4,7-13
Carissimi, la fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 95 (96)
R. Vieni, Signore, a giudicare la terra. Oppure: R. Viene il Signore a giudicare la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!». È stabile il mondo, non potrà vacillare! Egli giudica i popoli con rettitudine. R.
Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta. R.
Davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli. R.
Io ho scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. (Cf. Gv 15,16)
Alleluia.
Vangelo La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio! Dal Vangelo secondo Marco Mc 11,11-25
[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fama. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l'udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
Le Parole dei Papi Il Tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore. E questo è il punto più importante. Anche, questo è valido per le cerimonie liturgiche: in questa cerimonia liturgica, cosa è più importante? I canti, i riti – belli, tutto…? Più importante è l’adorazione: tutta la comunità riunita guarda l’altare dove si celebra il sacrificio e adora. Ma, io credo – umilmente lo dico – che noi cristiani forse abbiamo perso un po’ il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio. (…) San Paolo ci dice che noi siamo templi dello Spirito Santo. Io sono un tempio. Lo Spirito di Dio è in me. E anche ci dice: ‘Non rattristate lo Spirito del Signore che è dentro di voi!’. E anche qui, forse non possiamo parlare come prima dell’adorazione, ma di una sorta di adorazione che è il cuore che cerca lo Spirito del Signore dentro di sé e sa che Dio è dentro di sé, che lo Spirito Santo è dentro di sé. Lo ascolta e lo segue. (…) Che il Signore ci conceda questo vero senso del Tempio, per potere andare avanti nella nostra vita di adorazione e di ascolto della Parola di Dio. (Francesco - Omelia Santa Marta, 22 novembre 2013) Ma - ci domandiamo, e ognuno di noi si può domandare –: il Signore si sente veramente a casa nella mia vita? Gli permettiamo di fare “pulizia” nel nostro cuore e di scacciare gli idoli, cioè quegli atteggiamenti di cupidigia, gelosia, mondanità, invidia, odio, quell’abitudine di chiacchierare e “spellare” gli altri? (…) Gesù farà pulizia con tenerezza, con misericordia, con amore. La misericordia è il suo modo di fare pulizia. Lasciamo - ognuno di noi - lasciamo che il Signore entri con la sua misericordia - non con la frusta, no, con la sua misericordia - a fare pulizia nei nostri cuori. ( Francesco Angelus, 8 marzo 2015)
Il fatto, riportato da tutti gli Evangelisti, avvenne in prossimità della festa di PASQUA e destò grande impressione sia nella folla, sia nei discepoli. Come dobbiamo interpretare questo gesto di GESÙ? Anzitutto va notato che esso non provocò alcuna repressione dei tutori dell’ordine pubblico, perché fu visto come una tipica azione profetica: i profeti infatti, a nome di Dio, denunciavano spesso abusi, e lo facevano a volte con gesti simbolici. Il problema, semmai, era la loro autorità. Ecco perché i Giudei chiesero a GESÙ: “Quale SEGNO ci mostri per fare queste cose?” (Gv 2,18), dimostraci che agisci veramente a nome di Dio. La cacciata dei venditori dal TEMPIO è stata anche interpretata in senso politico-rivoluzionario, collocando GESÙ nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, “zelanti” per la LEGGE DI DIO e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di GESÙ attendevano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma GESÙ deluse questa attesa, tanto che alcuni discepoli lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare GESÙ come violento:
la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell’ ANTICRISTO. La violenza non serve mai all’umanità, ma la disumanizza.
Ascoltiamo allora le parole che GESÙ disse compiendo quel gesto: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. E i discepoli allora si ricordarono che sta scritto in un Salmo: “Mi divora lo zelo per la tua casa” (69,10). Questo Salmo è un’invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a causa dell’odio dei nemici: la situazione che GESÙ vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla CROCE: il suo è lo zelo dell’AMORE che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il “SEGNO” che GESÙ darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. “Distruggete questo TEMPIO – disse – e in tre giorni lo farò risorgere”. E san Giovanni annota: “Egli parlava del TEMPIO del suo corpo” (Gv 2,20-21).
Con la PASQUA di GESÙ inizia un nuovo culto, il culto dell’AMORE, e un nuovo TEMPIO che è Lui stesso, CRISTO RISORTO, mediante il quale OGNI CREDENTE PUÒ ADORARE DIO PADRE “in spirito e verità” (Gv 4,23).
Cari amici, lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo TEMPIO nel grembo della Vergine Maria. Per sua intercessione, preghiamo perché ogni cristiano diventi pietra viva di questo edificio spirituale. (Benedetto XVI -11-3-2012)
FAUSTI - “Nessuno più in eterno mangi frutto da te” , dice Gesù rivolgendosi al fico. Esso, come la vigna , è un'immagine del popolo che Dio si è coltivato, perché produca frutti a lui graditi. La sua dolcezza è paragonata alla legge, che si sintetizza nell'amore di Dio e del prossimo. Di questo il Signore ha fame e si diletta sommamente. Ma alla Sua venuta , nell'episodio del tempio, trova solo foglie: tanta apparenza e nessuna sostanza. Il fico aveva l'attenuante che non era ancora la stagione, ma per noi non c'è scusa alcuna, “ Il tempo è finito” (Mc 1,15) , disse Gesù. Finita l'attesa, è ora tempo di dare frutti. Il Regno è venuto. Siamo ormai chiamati a riconoscere la visita del Signore. La Sua Venuta ha bisogno dell'asinello, la capacità di servire e amare. Questa è la Sua fame. Ma non trova cibo da parte nostra. Davanti a Gesù povero e umile , si scopre la sterilità di chi non Lo accoglie così com'è. In realtà questo albero che porta su di sé la maledizione nostra, è immagine della Croce.
Da essa penderà il dolce Frutto, nel quale la nostra sterilità diventa feconda. Il Crocifisso infatti è il sì pieno di Dio all'uomo, e dell'uomo a Dio. Luogo di incontro e di comunione tra i due, è il nuovo Tempio. L'episodio del fico senza frutti, che lascia cadere le foglie, incornicia quello del Tempio, che sarà distrutto. Il vecchio Tempio, fatto da mani d'uomo, lascerà il posto a uno Nuovo, non fatto da mani d'uomo, (14,58) , che sarà casa di preghiera per tutte le genti: ”La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”. Come il fico ,il Tempio non produce frutti, perché non è più il luogo della fede e della preghiera. La venuta del Signore ne evidenzia la sterilità e ne compie il giudizio. Presso tutti i popoli il Tempio è “santo” cioè separato dal resto che ad esso si ordina. E' il luogo del culto e della legge, il fulcro di tutta la vita religiosa e civile, il centro dello spaio e del tempo. La sua distruzione è la rottura dell'asse attorno a cui tutto ruota: è la fine del mondo. Con Gesù crocifisso finisce il mondo vecchio ed inizia quello nuovo, in cui non c'è più il Tempio, “perché il Signore Dio, l'Onnipotente e l'Agnello sono il suo tempio” (Ap 21,22) ; cessa la funzione del Tempio, separato dal pro-fano, perchè tutto diventa dimora di Dio. Il vecchio mondo cercava di avere Dio al proprio centro, senza riuscirci, per la sua empietà. Nel nuovo mondo Dio stesso ha posto al proprio centro l'uomo, mettendosi con la Sua Croce nel cuore di ogni empietà. Fin dall'inizio del racconto di Marco punta sulla visita del Signore al tempio, parlando del messaggero che prepara la strada. (1,2 → Ml 3,1)La distruzione del tempio sarà capo di accusa nel Suo processo e motivo di irrisione ai piedi della Croce (15,29) . Eppure proprio alla Sua Morte si squarcerà il Velo del Santo dei santi (parte centrale del Tempio) e il centurione, prototipo di tutte le genti, riconoscerà “La Gloria” (15,38).
-->Gesù è il Signore. La Fede in Dio è conoscere, amare e seguire Lui così com'è e non come Lo vogliamo noi. La Sua Parola accolta con Fede ci trasforma, compiendo in ciascuno di noi i miracoli che il Vangelo ci racconta. Diversamente restiamo senza frutto come il fico e il nostro rapporto con Dio rimane un mercato di compra-vendita, come il tempio. Discepolo è colui che ha Fede nell'Uomo Gesù, Sapienza e Potenza di Dio, proprio nella Sua debolezza. Chi è in Comunione con Lui, il Figlio Donato per noi, è unito col Padre e con i fratelli : prega e perdona. Fede, preghiera e perdono fanno di ogni discepolo il vero tempio, dimora dello Spirito ! (1 Cor 6,19).
Antifona
RispondiEliminaIl Signore è il mio sostegno,
mi ha portato al largo,
mi ha liberato perché mi vuol bene. (Cf. Sal 17,19-20)
Colletta
Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo
si svolga secondo la tua volontà di pace
e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 4,7-13
Carissimi, la fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati.
Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.
Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!
Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 95 (96)
R. Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Oppure:
R. Viene il Signore a giudicare la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R.
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R.
.
Acclamazione al Vangelo
EliminaAlleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga. (Cf. Gv 15,16)
Alleluia.
Vangelo
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio!
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 11,11-25
[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fama. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l'udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
Parola del Signore
Le Parole dei Papi
EliminaIl Tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore. E questo è il punto più importante. Anche, questo è valido per le cerimonie liturgiche: in questa cerimonia liturgica, cosa è più importante? I canti, i riti – belli, tutto…? Più importante è l’adorazione: tutta la comunità riunita guarda l’altare dove si celebra il sacrificio e adora. Ma, io credo – umilmente lo dico – che noi cristiani forse abbiamo perso un po’ il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio. (…) San Paolo ci dice che noi siamo templi dello Spirito Santo. Io sono un tempio. Lo Spirito di Dio è in me. E anche ci dice: ‘Non rattristate lo Spirito del Signore che è dentro di voi!’. E anche qui, forse non possiamo parlare come prima dell’adorazione, ma di una sorta di adorazione che è il cuore che cerca lo Spirito del Signore dentro di sé e sa che Dio è dentro di sé, che lo Spirito Santo è dentro di sé. Lo ascolta e lo segue. (…) Che il Signore ci conceda questo vero senso del Tempio, per potere andare avanti nella nostra vita di adorazione e di ascolto della Parola di Dio.
(Francesco - Omelia Santa Marta, 22 novembre 2013)
Ma - ci domandiamo, e ognuno di noi si può domandare –: il Signore si sente veramente a casa nella mia vita? Gli permettiamo di fare “pulizia” nel nostro cuore e di scacciare gli idoli, cioè quegli atteggiamenti di cupidigia, gelosia, mondanità, invidia, odio, quell’abitudine di chiacchierare e “spellare” gli altri? (…) Gesù farà pulizia con tenerezza, con misericordia, con amore. La misericordia è il suo modo di fare pulizia. Lasciamo - ognuno di noi - lasciamo che il Signore entri con la sua misericordia - non con la frusta, no, con la sua misericordia - a fare pulizia nei nostri cuori. ( Francesco Angelus, 8 marzo 2015)
Il fatto, riportato da tutti gli Evangelisti, avvenne in prossimità della festa di PASQUA e destò
Eliminagrande impressione sia nella folla, sia nei discepoli. Come dobbiamo interpretare questo gesto di GESÙ?
Anzitutto va notato che esso non provocò alcuna repressione dei tutori dell’ordine pubblico, perché fu visto come una tipica azione profetica: i profeti infatti, a nome di Dio, denunciavano spesso abusi, e lo facevano a
volte con gesti simbolici. Il problema, semmai, era la loro autorità. Ecco perché i Giudei chiesero a GESÙ: “Quale SEGNO ci mostri per fare queste cose?” (Gv 2,18), dimostraci che agisci veramente a nome di Dio.
La cacciata dei venditori dal TEMPIO è stata anche interpretata in senso politico-rivoluzionario, collocando GESÙ nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, “zelanti” per la LEGGE DI DIO e pronti
ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di GESÙ attendevano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma GESÙ deluse questa attesa, tanto che alcuni discepoli lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare GESÙ come violento:
la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell’ ANTICRISTO.
La violenza non serve mai all’umanità, ma la disumanizza.
Ascoltiamo allora le parole che GESÙ disse compiendo quel gesto: “Portate via queste cose e non fate della
casa del Padre mio un mercato!”. E i discepoli allora si ricordarono che sta scritto in un Salmo: “Mi divora lo
zelo per la tua casa” (69,10). Questo Salmo è un’invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a
causa dell’odio dei nemici: la situazione che GESÙ vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua
casa lo porterà fino alla CROCE: il suo è lo zelo dell’AMORE che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il “SEGNO” che GESÙ darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. “Distruggete questo TEMPIO – disse – e in tre giorni lo farò risorgere”.
E san Giovanni annota: “Egli parlava del TEMPIO del suo corpo” (Gv 2,20-21).
Con la PASQUA di GESÙ inizia un nuovo culto,
il culto dell’AMORE,
e un nuovo TEMPIO che è Lui stesso, CRISTO RISORTO,
mediante il quale OGNI CREDENTE PUÒ ADORARE DIO PADRE “in spirito e verità” (Gv 4,23).
Cari amici, lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo TEMPIO nel grembo della Vergine Maria. Per sua intercessione, preghiamo perché ogni cristiano diventi pietra viva di questo edificio spirituale.
(Benedetto XVI -11-3-2012)
FAUSTI - “Nessuno più in eterno mangi frutto da te” , dice Gesù rivolgendosi al fico. Esso, come la vigna , è un'immagine del popolo che Dio si è coltivato, perché produca frutti a lui graditi.
RispondiEliminaLa sua dolcezza è paragonata alla legge, che si sintetizza nell'amore di Dio e del prossimo. Di questo il Signore ha fame e si diletta sommamente. Ma alla Sua venuta , nell'episodio del tempio, trova solo foglie: tanta apparenza e nessuna sostanza. Il fico aveva l'attenuante che non era ancora la stagione, ma per noi non c'è scusa alcuna, “ Il tempo è finito” (Mc 1,15) , disse Gesù.
Finita l'attesa, è ora tempo di dare frutti. Il Regno è venuto.
Siamo ormai chiamati a riconoscere la visita del Signore.
La Sua Venuta ha bisogno dell'asinello, la capacità di servire e amare. Questa è la Sua fame. Ma non trova cibo da parte nostra.
Davanti a Gesù povero e umile , si scopre la sterilità di chi non Lo accoglie così com'è.
In realtà questo albero che porta su di sé la maledizione nostra, è immagine della Croce.
Da essa penderà il dolce Frutto, nel quale la nostra sterilità diventa feconda. Il Crocifisso infatti è il sì pieno di Dio all'uomo, e dell'uomo a Dio.
Luogo di incontro e di comunione tra i due, è il nuovo Tempio.
L'episodio del fico senza frutti, che lascia cadere le foglie, incornicia quello del Tempio, che sarà distrutto. Il vecchio Tempio, fatto da mani d'uomo, lascerà il posto a uno Nuovo, non fatto da mani d'uomo, (14,58) , che sarà casa di preghiera per tutte le genti: ”La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”. Come il fico ,il Tempio non produce frutti, perché non è più il luogo della fede e della preghiera.
La venuta del Signore ne evidenzia la sterilità e ne compie il giudizio.
Presso tutti i popoli il Tempio è “santo” cioè separato dal resto che ad esso si ordina. E' il luogo del culto e della legge, il fulcro di tutta la vita religiosa e civile, il centro dello spaio e del tempo.
La sua distruzione è la rottura dell'asse attorno a cui tutto ruota: è la fine del mondo.
Con Gesù crocifisso finisce il mondo vecchio ed inizia quello nuovo, in cui non c'è più il Tempio, “perché il Signore Dio, l'Onnipotente e l'Agnello sono il suo tempio” (Ap 21,22) ; cessa la funzione del Tempio, separato dal pro-fano, perchè tutto diventa dimora di Dio.
Il vecchio mondo cercava di avere Dio al proprio centro, senza riuscirci, per la sua empietà. Nel nuovo mondo Dio stesso ha posto al proprio centro l'uomo, mettendosi con la Sua Croce nel cuore di ogni empietà. Fin dall'inizio del racconto di Marco punta sulla visita del Signore al tempio, parlando del messaggero che prepara la strada. (1,2 → Ml 3,1)La distruzione del tempio sarà capo di accusa nel Suo processo e motivo di irrisione ai piedi della Croce (15,29) .
Eppure proprio alla Sua Morte si squarcerà il Velo del Santo dei santi (parte centrale del Tempio) e il centurione, prototipo di tutte le genti, riconoscerà “La Gloria” (15,38).
-->Gesù è il Signore. La Fede in Dio è conoscere, amare e seguire Lui così com'è e non come Lo vogliamo noi. La Sua Parola accolta con Fede ci trasforma, compiendo in ciascuno di noi i miracoli che il Vangelo ci racconta. Diversamente restiamo senza frutto come il fico e il nostro rapporto con Dio rimane un mercato di compra-vendita, come il tempio.
EliminaDiscepolo è colui che ha Fede nell'Uomo Gesù, Sapienza e Potenza di Dio, proprio nella Sua debolezza.
Chi è in Comunione con Lui, il Figlio Donato per noi, è unito col Padre e con i fratelli : prega e perdona.
Fede, preghiera e perdono fanno di ogni discepolo il vero tempio, dimora dello Spirito ! (1 Cor 6,19).
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